Audizione alla Camera sul decreto sul dissesto finanziario degli atenei
La relazione sull’audizione alla Camera dello scorso 21 luglio scritta da Luca Tomassini, che ha partecipato per il CPU:
Cari tutti,
sono reduce da un’audizione alla Camera sul regolamento per gli atenei in dissesto finanziario. Iniziata con ritardo, si è conclusa in anticipo e senza contraddittorio-discussione. Grandi sorrisi da parte di tutti gli onorevoli presenti, miracoli della brezza elettorale.
Nel merito, come più o meno tutte le organizzazioni presenti ho criticato l’impianto dl testo sul piano generale (prima si tolgono i fondi e poi si commissaria dando degli spendaccioni). Nello specifico, ho sottolineato le nefaste e scontate conseguenze sui precari del blocco di ogni contratto previsto in caso di dissesto, che non a caso si accompagna a un generico accenno alla necessità di rispettare parametri minimi nei servizi. Ovvero, dove i precari fossero imprescindibili per corsi ecc non c’è problema, si taglia tutto. Questo è vero anche per gli strutturati di ogni ordine e grado, per i quali sono previste procedure di mobilità coatta. I poteri del commissario sono illimitati: il CDA è sciolto, il rettore perde la titolarità della rappresentanza legale dell’ateneo, è possibile vendere il patrimonio (valutato da un perito PRIVATO), ripeto la mobilità è per tutti, i CRITERI DI GRAVITA’ DEL DISSESTO NON SONO SPECIFICATI. Grave anche il fatto che la procedura di commissariamento venga aperta su segnalazione del Collegio di revisori dei conti. In molti atenei è nominato dal rettore, il che lascia intravedere come tutto sarà affidato ai rapporti tra rettori medesimi e ministeri. Il commissariamento potrebbe dunque essere selettivo e clientelare (mi viene in mente il denaro appena reperito da Frati per la sua eccellenza telematica).
In ogni modo il commissario ha tutti i poteri di un COMMISSARIO LIQUIDATORE e la gestione del sistema universitario si profila sempre più come un affare tra rettori e ministero.
Spettacolare infine l’invito a <<reperire risorse sul “mercato” della formazione superiore>> (le virgolette in un testo di legge, nel quale peraltro si parla ancora di facoltà!!!).
Per l’opposizione presenti Ghizzoni, Tocci, Bachelet.