Il sito di ROARS.
L’attuale situazione dell’Università e della ricerca in Italia appare per più aspetti critica. Da un canto l’Università si confronta con il non facile passaggio dell’attuazione della riforma: punto, questo, reso particolarmente delicato dalla tendenza iper-regolatriceimpressa nella normativa. D’altro canto, la attuale congiuntura economico-finanziaria rende più scarse le risorse a disposizione, sia per l’Università che per la ricerca, nonostante entrambe si trovino da anni in una situazione di cronico sotto-finanziamento. Le misure che seguono sono per lo più a costo zero e in alcuni casi possono anche consentire unrisparmio di spesa. Rimane comunque prioritaria l’esigenza di riportare il volume dei finanziamenti all’università e alla ricerca al livello dei paesi europei più competitivi e nella media di quelli dell’OCSE. Non bisogna dimenticare che tale aspetto è stato particolarmente sacrificato negli ultimi anni e non può essere elusa l’esigenza di tenere presenti gli obiettivi fissati dalla Strategia di Lisbona, rispetto ai quali la gestione governativa della politica della ricerca non è sempre stata coerente. Continua a leggere…
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A quattordici anni dall’istituzione degli assegni di ricerca, il comma 6 dell’art. 22 della legge n. 240/2010 (‘legge Gelmini’) introduce finalmente la continuità del reddito nel periodo di astensione obbligatoria per maternità delle assegniste: l’indennità corrisposta dall’INPS ai sensi dell’articolo 5 del decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 12 luglio 2007 è ora, come si legge nel citato comma, «integrata dall’università fino a concorrenza dell’intero importo dell’assegno di ricerca». Continua a leggere…
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E’ diffusa la pratica di far svolgere gli insegnamenti a contratto e poi decurtare le retribuzioni oppure eliminarle del tutto alla fine dell’anno accademico.
Questo è possibile anche perché tale eventualità è contemplata negli stessi bandi per l’affidamento degli insegnamenti.
Lo schema qui sotto (riguardante la Facoltà di Architettura a “La Sapienza”) può essere utile ai gruppi di precari in varie sedi da inviare come diffida a Rettori e direttori di Dipartimento:
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Mario Monti ha presentato la lista dei ministri per il nuovo Governo, il nuovo ministero dell’Istruzione e dell’università che prenderà il posto dell’ex ministro Maria Stella Gelmini sarà Francesco Profumo.
Ma chi è Francesco Profumo? Un professore di ingegneria, rettore del Politecnico di Torino e recentemente diventato presidente del CNR (centro nazionale delle ricerche) per volontà dello stesso Ministro Gelmini. Continua a leggere…
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Che succede quando un rettore incontra un industriale? Appartengono a mondi diversi, non sempre accostabili facilmente, ma riescono a parlare e a capirsi se usano espressioni come «priorità per il futuro del Paese», «azioni strategiche», «riportare a sistema le singole esperienze», «valorizzare la qualità», «introduzione di buone pratiche e meccanismi efficienti». Continua a leggere…
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Vi proponiamo un interessante articolo di Gianni Trovati, pubblicato da Il Sole 24 Ore l’8 novembre 2011, nella speranza di stimolare una riflessione e un dibattito:
“Un accordo strategico, in otto mosse, per portare sul terreno dell’attuazione pratica la riforma dell’università e fare in modo che la sua applicazione concreta non tradisca lo «spirito» con cui è stata costruita. È il senso del protocollo d’intesa firmato ieri a Milano da Confindustria e Conferenza dei rettori, per tenere sotto osservazione otto «temi critici» della nuova università, dai consigli di amministrazione aperti alle imprese al debutto sul lavoro dei laureati triennali, dal reclutamento dei professori di domani al tasso di successo nei progetti di ricerca e trasferimento tecnologico. Fil rouge degli otto tasselli dell’accordo: la trasparenza, che promette di monitorare i vari aspetti dell’attuazione e tradurli in dati da pubblicare su Internet anche in chiave “competitiva”, e l’orizzonte internazionale, per confrontare gli orientamenti italiani con quelli dei Paesi competitori.
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Liberiamoci della precarietà
Assemblea Nazionale 19-20 Novembre, Roma
Il futuro si può cambiare. Ma bisogna farlo adesso.
Noi ci siamo già stati nel futuro che ci vogliono preparare: lo abitiamo ogni giorno, lo vediamo nell’ansia, nell’infelicità, nella precarietà delle nostre esistenze. Ma abbiamo anche capito come cambiarlo: come deviare la linea del tempo verso un futuro sostenibile per noi e per tutti.
La precarietà non è un destino, esistono cose concrete da fare subito per riprenderci la nostra vita e il nostro presente e costruire l’altro futuro possibile.
Dopo essere scesi in piazza il 9 Aprile, ci incontriamo a Roma il 19 e il 20 Novembre per parlare della precarietà del nostro lavoro e delle nostre vite, ma soprattutto per discutere di come liberarcene: sventando la truffa di contratti a termine senza diritti e fintamente autonomi; con la continuità di reddito per chi perde il lavoro e di Reddito Minimo d’Inserimento per chi cerca un lavoro e non lo trova; con retribuzioni all’altezza del nostro lavoro; con il diritto ad assicurarsi una pensione dignitosa e con quello ad avere un sostegno per diventare madri e padri se lo si desidera; con tutti i diritti che ci spettano a prescindere da quale contratto di lavoro abbiamo.
Sono necessarie tutte le nostre idee, le competenze, tutte le esperienze e i desideri. Per questo facciamo appello alle reti, ai comitati, alle associazioni, ai coordinamenti di lavoratrici precarie e precari, di studentesse, di stagisti, di disoccupati. Facciamo appello a chi non ne può più e a chi ha ancora fiducia di poter cambiare la propria vita: è il tempo delle idee, delle proposte delle soluzioni. Non aspettiamo che altri decidano per noi, mettiamoci in gioco per un altro presente, per un altro futuro.
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