Ecco i risultati del questionario MIUR sul “valore legale”
Il ministro Profumo non sembra intenzionato a fare molta pubblicità al deludente (per lui) risultato della consultazione online sul valore legale del titolo di studio.
La possibilità di votare era scaduta il 24 aprile e, ad oggi, nessun comunicato ufficiale del Miur sulla stragrande maggioranza degli italiani che si è dichiarata contro l’abolizione del valore legale della laurea e contro chi voleva creare un ranking fra i diversi atenei.
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La frase “…di trasformare gli attuali 14mila assegnisti in docenti e, in questo modo, di sopperire alle necessità degli atenei .” non è corretta.
Con la paventata norma gli assegnisti non diventano docenti; anzi, implica che non possono essere docenti, ovvero non possono essere titolari di corso. Questo implica la didattica integrativa, ovvero didattica legata al loro lavoro di ricerca (seminari, lavoro con dottorandi) e al massimo di esercitazioni. Faccio anche notare che la didattica integrativa e parte integrante di dottorati di ricerca e post-doc all’estero.
Piuttosto potrebbero preoccupare i dettagli, ovvero:
1. se l’assegnista in questo modo rientra nello stabilire i criteri minimi per far partire corsi di laurea (non dovrebbe);
2. se con questa norma (e regolamenti interni collegati) l’assegnista non può più avere affidato un corso da esterno (professore a contratto).
Quest’ultimo aspetto può essere visto come positivo (evita che vengano affidati corsi a zero euro sotto ricatto) o negativo (non c’è più la possibilità di vedersi riconosciuti dei corsi ufficiali)..
Insomma la lettura del nuovo decreto almeno su questo aspetto assegnisti mi sembra superficiale.