Lo Stato contribuisce alla crisi economica eliminando giovani ricercatori
Dall’articolo di F. Vitucci e S. Bolognani su ROARS estraiamo un passo:
“Dunque dai 34590 al 2010 si passa all’attuale 14334 con un calo del 25% degli assegni di ricerca, un calo del 16% (200 unità) dei ricercatori a tempo determinato ed una soppressione delle altre tipologie contrattuali (borse di studio, borse postdoc, contratti co.co.co superiori a 6 mesi). Tra la fine del 2010 e l’inizio del 2012 mancano all’appello 22356 precari della ricerca con diversi tipi di contratti temporanei ovvero il 60% del totale nel 2010″
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Voglio far notare, ancora una volta, che le norme che hanno portato a questo scempio sono state _approvate_ e _apprezzate_ da varie associazioni di precari della ricerca, inclusa cpu. Al momento di discutere queste norme, erano viste come una “riduzione del precariato”. Infatti, il precariato si e’ ridotto… Ora e’ inutile che cpu e compagni di merende facciano le lacrime di coccodrillo.