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Contratti di insegnamento: dalla Camera stop alle docenze a 1 euro.

13 marzo 2012 1 commento

La Camera ha approvato la legge di conversione del “decreto semplificazioni”.

E’ stato introdotto un emendamento che modifica la nuova disciplina delle docenze a contratto, scongiurando i contratti a 1 euro: le docenze per “esperti di alta qualificazione” potranno essere a titolo gratuito oppure a compenso non inferiore a 25 euro l’ora (per dettagli sul nuovo regime, vedere qui). Questo scongiura le docenze a 1 euro, mentre per quelle gratuite permane il tetto del 5% rispetto al totale di docenti e ricercatori dell’ateneo.

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La crisi non sia un pretesto per completare la demolizione dei diritti

15 agosto 2011 1 commento

La seconda manovra economica del 2011 sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale a mezzanotte, non a caso nel cuore del periodo estivo. Nell’attesa di analizzarne nel dettaglio i contenuti, è evidente che la tempesta finanziaria si è rivelata estremamente utile per sferrare uno dei peggiori attacchi allo Stato Sociale e ai diritti dei lavoratori negli ultimi decenni.

I giovani e i precari, universitari e non, sanno bene cosa significhino l’arbitrio, la ricattabilità e la libertà di licenziamento che questo governo morente intende lasciare in eredità a tutti i lavoratori italiani. Queste ricette, imposte alle nuove generazioni e alla larga maggioranza dei neo-assunti nell’ultimo decennio, hanno prodotto solo incertezza, assenza di prospettive e disoccupazione. La spaventosa percentuale di giovani senza lavoro è la più evidente e tragica dimostrazione del destino che nei prossimi anni attende una fetta ancora più larga dei lavoratori italiani, giovani e anziani. Per queste e altre ragioni è importante che il mese di settembre apra una nuova stagione di mobilitazioni e di proteste che si estendano dall’università a tutta la società italiana.

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“Solidarietà” e rapporti di forza

15 agosto 2011 Lascia un commento

Il “contributo di solidarietà” previsto dalla manovra di ferragosto altro non è che una tassa del 5% sulla quota di reddito eccedente i 90.000 euro annui e del 10% sulla quota di reddito eccedente i 150.000 euro annui. Un’imposizione, insomma, che di certo non riguarda i comuni mortali, i precari, i disoccupati, i pensionati (tranne quelli “d’oro”), gli operai, i commessi, gli impiegati… Riguarda i lavoratori dipendenti che guadagnano circa 4.000 euro al mese, tredicesima inclusa. Riguarda, insomma, i direttori di giornale e i loro giornalisti “top”. Sarà per tale ragione che in questi due giorni sul Corriere della Sera e su altri quotidiani nazionali abbiamo potuto ammirare una potente campagna per la cancellazione del contributo. Per sostituirlo con cosa? Con l’aumento dell’IVA, un provvedimento che invece colpirebbe tutti, inclusi i precari, i disoccupati, i pensionati…

Purtroppo, questa è l’Italia delle caste e dei loro egoismi, questi sono i rapporti di forza e queste sono le  voci che arrivano alla classe politica. Assisteremo alla cancellazione del contributo di solidarietà, all’aumento dell’IVA e al mantenimento degli articoli che di fatto cancellano il divieto di licenziamento senza giusta causa…

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Compiti per le vacanze

10 agosto 2011 3 commenti

Ad 1 anno dalla creazione del CPU le difficoltà che abbiamo denunciato si sono aggravate. Moltiplicazione delle figure precarie, progressiva eliminazione di una generazione qualificata, disinvestimento nella ricerca e privatizzazione strisciante, università sempre più burocratica e gerarchica, scadimento della qualità, riduzione degli studenti iscritti e necessità di una riforma vera di quello che dovrebbe restare un servizio pubblico.

 L’unica cosa buona è che in questo periodo abbiamo trovato tra gli studenti, i ricercatori e una piccola parte del mondo docente comprensione e il dialogo con reti che si vanno formando e che speriamo si allarghi in una possibile Coalizione per l’università e la ricerca bene comune.

Di seguito elenchiamo alcuni spunti Continua a leggere…

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Audizione alla Camera sul decreto sul dissesto finanziario degli atenei

29 luglio 2011 Lascia un commento

La relazione sull’audizione alla Camera dello scorso 21 luglio scritta da Luca Tomassini, che ha partecipato per il CPU:

Cari tutti,
sono reduce da un’audizione alla Camera sul regolamento per gli atenei in dissesto finanziario. Iniziata con ritardo, si è conclusa in anticipo e senza contraddittorio-discussione. Grandi sorrisi da parte di tutti gli onorevoli presenti, miracoli della brezza elettorale.

Nel merito, come più o meno tutte le organizzazioni presenti ho criticato l’impianto dl testo sul piano generale (prima si tolgono i fondi e poi si commissaria dando degli spendaccioni). Nello specifico, ho sottolineato le nefaste e scontate conseguenze sui precari del blocco di ogni contratto previsto in caso di dissesto, che non a caso si accompagna a un generico accenno alla necessità di rispettare parametri minimi nei servizi. Ovvero, dove i precari fossero imprescindibili per corsi ecc non c’è problema, si taglia tutto. Questo è vero anche per gli strutturati di ogni ordine e grado, per i quali sono previste procedure di mobilità coatta. I poteri del commissario sono illimitati: il CDA è sciolto, il rettore perde la titolarità della rappresentanza legale dell’ateneo, è possibile vendere il patrimonio (valutato da un perito PRIVATO), ripeto la mobilità è per tutti, i CRITERI DI GRAVITA’ DEL DISSESTO NON SONO SPECIFICATI. Grave anche il fatto che la procedura di commissariamento venga aperta su segnalazione del Collegio di revisori dei conti. In molti atenei è nominato dal rettore, il che lascia intravedere come tutto sarà affidato ai rapporti tra rettori medesimi e ministeri. Il commissariamento potrebbe dunque essere selettivo e clientelare (mi viene in mente il denaro appena reperito da Frati per la sua eccellenza telematica).

In ogni modo il commissario ha tutti i poteri di un COMMISSARIO LIQUIDATORE e la gestione del sistema universitario si profila sempre più come un affare tra rettori e ministero.

Spettacolare infine l’invito a <<reperire risorse sul “mercato” della formazione superiore>> (le virgolette in un testo di legge, nel quale peraltro si parla ancora di facoltà!!!).

Per l’opposizione presenti Ghizzoni, Tocci, Bachelet.

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I criteri proposti dall’ANVUR per le abilitazioni nazionali

19 luglio 2011 Lascia un commento
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Un aiuto per calcolare la pensione dei lavoratori parasubordinati


Lo scorso anno il presidente dell’INPS dichiarò che sul sito dell’istituto i lavoratori parasubordinati (fra i quali rientrano assegnisti di ricerca, borsisti e co.co.co. delle università) non possono calcolare la pensione, perché  «se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale».

Abbiamo provato a preparare un foglio di calcolo per farsi una previsione da soli. Nel foglio l’aliquota contributiva è per ora fissata all’attuale 26,72% e si utilizza per tutti gli anni futuri il coefficiente di rivalutazione del montante dello scorso anno. Quest’ultimo sicuramente oscillerà fra un anno e l’altro e nel foglio è possibile cambiarlo, così come è necessario cambiare i guadagni lordi annui e tutti i valori nelle caselle gialle. Inoltre non si tiene conto dell’effetto dell’inflazione, per il quale 700 euro del 2040 varranno molto meno di oggi. Il foglio è solo una prima bozza ed è in via di elaborazione, per cui vi chiediamo di aiutarci a costruirlo insieme, segnalando errori e correzioni da apportare e inviandoci suggerimenti:

https://spreadsheets.google.com/spreadsheet/ccc?key=0AnOmsl-WsWJ5dG83bDZxMll4enRadnExTHBsUzJucWc&hl=en_US#gid=0

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Ricercatori a TD su fondi esterni. Il MIUR non sa leggere né la propria legge, né i testi delle interrogazioni

27 giugno 2011 1 commento

Lo scorso Mercoledì 22 Giugno il MIUR ha risposto ad un’interrogazione dell’on. Ghizzoni sul (per noi) noto errore materiale contenuto nell’articolo della cosiddetta “riforma” Gelmini sull’attivazione di contratti a TD su fondi esterni. Peccato che abbiano letteralmente preso fischi per fiaschi: Continua a leggere…

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Un’altra lettera aperta

23 giugno 2011 Lascia un commento
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Tremonti mette le mani nelle tasche dei precari per puntellare un governo fallimentare

21 giugno 2011 Lascia un commento

Segnaliamo questo comunicato dell’Associazione 20 Maggio sulle notizie di stampa circa un nuovo possibile aumento delle aliquote previdenziali per i lavoratori parasubordinati:

Da notizie di stampa sembrerebbe che il Governo intenda aumentare l’aliquota previdenziale per le lavoratrici e i lavoratori “precari”, i cosiddetti parasubordinati, dal 26,72% al 33,72%. Un nuovo salasso ancora una volta interamente a carico dei lavoratori, erodendo il loro già esiguo compenso netto, e non delle imprese (come già successo nei 15 anni precedenti). Continua a leggere…

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