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Lettera aperta dei giovani antropologi “freelance”
La crisi finanziaria del 2008 ha aperto in Europa una fase di profonda trasformazione economica, sociale e politica, tale da scuotere le certezze del passato e da porre con forza il problema della valorizzazione del patrimonio di conoscenze. Dinanzi all’attuale orizzonte storico e sociale di crisi, il fatto che l’antropologia socio-culturale non abbia quasi nessuna rilevanza al di fuori delle università, il fatto che abbia perso le battaglie intraprese negli ultimi anni, ci impone di rivedere criticamente traiettorie e strategie. Lo sguardo critico è il punto di forza dell’antropologia, anche se allo stato dei fatti sembra essere stato rimosso dalle nostre ragioni pratiche.
In questa sede e con questa lettera aperta vi stiamo chiedendo in modo chiaro di riflettere seriamente sulle responsabilità che hanno portato allo status quo, ma anche di guardare oltre per cercare nuove sinergie e rafforzare l’efficacia delle nostre “azioni pubbliche” all’interno e all’esterno dell’accademia. Con questo obiettivo ci rivolgiamo ad Aisea e Anuac, nella speranza di trovare un fertile dialogo.
Dove sono finiti i nostri contributi INPS?
Lo abbiamo segnalato alla fine della settimana scorsa con un post, raccogliendo la segnalazione del GAP, e oggi La Provincia Pavese titola: Ateneo, caos contributi: mille precari coinvolti – la denuncia dell’associazione: «I versamenti dell’università sono regolari ma è saltata la registrazione nel sistema informatico dell’Inps». Continuiamo a seguire la vicenda e vi chiediamo di segnalare altre anomalie.
Lettera al Rettore dell’Università di Sassari su concorsi RTD
Al magnifico Rettore dell’Università di Sassari e al Direttore dell’Ufficio Concorsi dell’Università di Sassari
Le scriviamo in relazione al bando di concorso emanato dal suo ateneo per n. 29 ricercatori a tempo determinato e a tempo pieno, mediante conferimento di un contratto di lavoro subordinato di durata triennale, ai sensi dell’art. 24, comma 3, lettera a) della legge 30 dicembre 2010, n. 240, finanziate dalla Regione Sardegna nell’ambito dell’Asse IV Capitale Umano, Obiettivo operativo l.3 Linea di Attività l.3.1 del P.O.R. Sardegna F.S.E. 2007/2013 – C.U.P. E85E12000060009.
Dalla lettura dei criteri di valutazione da poco pubblicati sul sito dell’ateneo emergono profili di irregolarità che possono esporre l’ateneo al rischio di ricorsi.
Contratti di insegnamento: dalla Camera stop alle docenze a 1 euro.
La Camera ha approvato la legge di conversione del “decreto semplificazioni”.
E’ stato introdotto un emendamento che modifica la nuova disciplina delle docenze a contratto, scongiurando i contratti a 1 euro: le docenze per “esperti di alta qualificazione” potranno essere a titolo gratuito oppure a compenso non inferiore a 25 euro l’ora (per dettagli sul nuovo regime, vedere qui). Questo scongiura le docenze a 1 euro, mentre per quelle gratuite permane il tetto del 5% rispetto al totale di docenti e ricercatori dell’ateneo.
Università precaria – un’intervista
Francesca Ruocco del Coordinamento nazionale precari Flc Cgil, intervistata da Eloisa Betti, delinea un quadro molto preoccupante sulla crescita del lavoro precario all’Università nelle sue diverse forme.
Leggi qui l’intervista che inizia con questa domanda:
Come descriveresti il precariato nel settore della ricerca e, in particolare, in Università? Ritieni presenti delle caratteristiche peculiari rispetto agli altri settori?
Il precariato in Università presenta sicuramente tre caratteristiche peculiari rispetto al mondo del precariato nel suo complesso. La prima è che fino ad oggi, poi con la riforma qualcosa cambierà, il precariato universitario non è caratterizzato dal contratto a tempo determinato, ma dai vari assegni di ricerca, dai contratti di insegnamento, inquadrati come contratti di collaborazione, da quelli di tutorato, spesso vere e proprie prestazioni occasionali, e dalle borse di ricerca: tutti contratti senza nessun diritto e senza nessun ammortizzatore sociale in quanto non danno accesso neanche all’indennità di disoccupazione…
Indebitarsi per poter studiare… in barba all’art.34 della Costituzione
Vi segnalo il post di Francesca Coin nel suo blog ospitato da ’Il fatto quotidiano’, intitolato
Se l’università si finanzia (coi vostri soldi)
Compiti per le vacanze
Ad 1 anno dalla creazione del CPU le difficoltà che abbiamo denunciato si sono aggravate. Moltiplicazione delle figure precarie, progressiva eliminazione di una generazione qualificata, disinvestimento nella ricerca e privatizzazione strisciante, università sempre più burocratica e gerarchica, scadimento della qualità, riduzione degli studenti iscritti e necessità di una riforma vera di quello che dovrebbe restare un servizio pubblico.
L’unica cosa buona è che in questo periodo abbiamo trovato tra gli studenti, i ricercatori e una piccola parte del mondo docente comprensione e il dialogo con reti che si vanno formando e che speriamo si allarghi in una possibile Coalizione per l’università e la ricerca bene comune.
Di seguito elenchiamo alcuni spunti Continua a leggere…
Accade anche nella dotta, rossa, grassa Bologna
L’articolo su “Il fatto quotidiano” ripercorre le tappe dell’approvazione dello Statuto di Ateneo.
Che la strada per Ivano Dionigi fosse tutta in salita si era capito già dal momento del suo insediamento, nell’autunno del 2009. Appena varcata la porta di Palazzo Poggi nelle nuove vesti di magnifico rettore, Dionigi si trova costretto a guidare un’Università come quella di Bologna (83000 studenti, 23 facoltà e sedi sparse tra Bologna, Rimini, Forlì, Cesena e Ravenna) in un mare in tempesta per i tagli di Tremonti prima e per i piani di riforma della Gelmini poi. E in un contesto come quello, il passo dal ruolo accademico a quello politico è breve e quasi impercettibile.
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Un aiuto per calcolare la pensione dei lavoratori parasubordinati
Lo scorso anno il presidente dell’INPS dichiarò che sul sito dell’istituto i lavoratori parasubordinati (fra i quali rientrano assegnisti di ricerca, borsisti e co.co.co. delle università) non possono calcolare la pensione, perché «se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale».
Abbiamo provato a preparare un foglio di calcolo per farsi una previsione da soli. Nel foglio l’aliquota contributiva è per ora fissata all’attuale 26,72% e si utilizza per tutti gli anni futuri il coefficiente di rivalutazione del montante dello scorso anno. Quest’ultimo sicuramente oscillerà fra un anno e l’altro e nel foglio è possibile cambiarlo, così come è necessario cambiare i guadagni lordi annui e tutti i valori nelle caselle gialle. Inoltre non si tiene conto dell’effetto dell’inflazione, per il quale 700 euro del 2040 varranno molto meno di oggi. Il foglio è solo una prima bozza ed è in via di elaborazione, per cui vi chiediamo di aiutarci a costruirlo insieme, segnalando errori e correzioni da apportare e inviandoci suggerimenti:
Ricercatori a TD su fondi esterni. Il MIUR non sa leggere né la propria legge, né i testi delle interrogazioni
Lo scorso Mercoledì 22 Giugno il MIUR ha risposto ad un’interrogazione dell’on. Ghizzoni sul (per noi) noto errore materiale contenuto nell’articolo della cosiddetta “riforma” Gelmini sull’attivazione di contratti a TD su fondi esterni. Peccato che abbiano letteralmente preso fischi per fiaschi: Continua a leggere…