Non cancellare il valore legale, ma aumentare il “valore reale” del titolo di studio
Prontuario delle risposte al questionario truffa del Ministero dell’istruzione
Le risposte che trovate qui di seguito alle domande del questionario del Miur mirano ad evitare che il Governo possa trovare legittimità popolare sufficiente a cancellare il valore legale del titolo di studio.
Se volete evitare l’abolizione del valore legale, vi proponiamo qui di seguito possibili risposte al “questionario truffa”
P.S. Al fondo del prontuario trovate le ragioni della nostra contrarietà all’abolizione del valore legale del titolo di studio.
Tematica I: Accesso alle professioni regolamentate
Quesito 1
Come giudicate la necessità di possedere uno specifico titolo di studio per poter esercitare una determinata professione?
a) Positivamente, perché il possesso di uno specifico titolo di studio garantisce la qualità della prestazione resa dal professionista, che il cliente potrebbe non essere in grado di verificare da solo.
b) Negativamente, perché lanecessità di possedere uno specifico titolo di studio impedisce che soggetti con competenze acquisite attraverso l’esperienza pratica e/o attraverso studi personali possano esercitare una determinata professione.
c) Dipende dal tipo di professione.
In questo caso, potete indicare le professioni alle quali vi riferite e illustrare la vostra opinione (max 500 caratteri):________________________________________________________________________
Risposta: A
Motivazioni: Il possesso di un titolo di studio offre la garanzia che si arrivi a svolgere una determinata professione, non solo provvisti delle necessarie competenze, ma anche con la dovuta capacità critica in grado di permettere un miglioramento della professione in questione e dunque un avanzamento generale della società.
Ovviamente perché così sia i titoli di studio devono essere l’espressione di un percorso di apprendimento serio e che offra agli studenti i migliori strumenti e strutture possibili per affrontarlo.
Rassegna stampa: Università e Scuola
A cura di Sergio Brasini
Università
Massimiliano Vaira (Roars), Una comparazione tra paesi europei: il reclutamento del personale accademico
http://www.roars.it/online/?p=6512
Alberto Baccini e Mario Ricciardi (Roars), VQR, la composizione dei GEV ed una questione di fairness
Al sondaggio MIUR vota anche Napoleone
di Alex Ferretti da “il Fatto”
E’ partita da poco la consultazione sul valore legale della laurea, e già il ministero di Francesco Profumo canta vittoria: ventimila iscrizioni al voto in quattro giorni. In effetti, numeri simili sono un’enormità per una questione che appassiona ben pochi. Vado alla pagina del Miur e scopro che su ventimila iscritti, ben 9.000 hanno cliccato “mi piace” su Facebook. Un record da fare invidia aJustin Bieber!
Mini rassegna stampa, video e online content: Università Bene Comune
Corriere di Bologna:
E Bologna alza la voce per la scuola pubblica
Il Manifesto:
Università Bene Comune – i contributi e il live streaming
Da domani, sabato 24 marzo dalle ore 10.00 saremo in collegamento live con Bologna. La video-diretta dell’Assemblea qui:
http://www.ustream.tv/embed/10701943
I contenuti arrivati fino ad oggi sono invece disponibili qui:
http://unibec.temilavoro.it/
Progetto: Università democratica
Premessa
La riforma Gelmini è stata elaborata senza che venisse messo in campo alcun processo conoscitivo che gettasse luce sullo stato reale dell’università italiana. Piuttosto, si è giustificata la necessità di una riforma ‘punitiva’ estrapolando e generalizzando alcuni ‘casi-scandalo’, le cui cause sono state individuate nel ‘comportamento’ errato di singoli individui.
Il consenso politico della legge Gelmini poggia dunque su due punti: su un discredito di chi lavora nell’università pubblica e sulla assenza di un’indagine empirica che riesca a cogliere e tener conto della complessità ‘antropologica’ e ‘sistemica’ dell’università. La riforma, pertanto, non ha affatto contribuito ad alleviare le lacune e problematiche del sistema e della vita universitaria, anzi le ha aggravate.
Dopo la lunga lista delle miserie noi passiamo alle proposte: L’urlo della scuola e Università Bene Comune
Un articolo di Francesca Coin nel blog de Il fatto quotidiano anticipa e introduce la due giorni dedicata ad assemblee e dibattiti su scuola e università. Il 23 e 24 marzo a Bologna.
Leggi qui
“Il governo dei professori non è interessato alla scuola”: è questo l’urlo che aprirà la due giorni dedicata ad assemblee e dibattiti su scuola e università il 23 e 24 marzo a Bologna. Genitori, studenti, insegnanti, docenti, ricercatori strutturati e precari, assegnisti e dottorandi, e in generale tutti coloro che si sentono parte della “rete dei sensibili“, si incontreranno venerdì 23 marzo nelle scuole di tutte le città per riportare l’attenzione sullo stato di umiliazione in cui versa l’istruzione pubblica in Italia.