Il 17 ottobre, ospitata dalla Facoltà di Scienze Politiche de La Sapienza, c’è stata un’assemblea nazionale davvero partecipatissima che ha visto la presenza, non solo, di tutti i soggetti che negli ultimi mesi si sono più mobilitati nel mondo della scuola, dell’Università e della ricerca (studenti medi, universitari, precari della scuola, ricercatori precari e strutturati), ma anche di movimenti sociali (dai centri sociali ai movimenti per l’acqua pubblica) e di rappresentanti dei sindacati (Fiom e Flc).
A partire dall’appello trasversale per la manifestazione del 16 “Uniti contro la crisi”, al centro della discussione c’è stata la necessità, non più prorogabile, di costruire tutti insieme -e nel rispetto delle reciproche differenze ed autonomie- un fronte comune per un’alternativa di sviluppo e perchè a pagare questa crisi non continuino ad essere proprio quei soggetti che producono ricchezza (lavoratori, precari, studenti…), che non hanno contribuito a determinarla e che ne stanno sempre più subendo le
conseguenze.
In particolare, le proposte di mobilitazione comune si sono articolate fondamentalmente su quattro questioni:
1) l’investimento su saperi, formazione e ricerca come elemento strategico;
2) la difesa dei beni comuni come beni pubblici (innanzitutto l’acqua ma anche la terra e lo stesso sapere);
3) la difesa del contratto collettivo nazionale e dei diritti nel lavoro ed il problema dell’estensione di tali diritti contro la precarietà;
4) la questione della riforma del welfare e dell’introduzione di forme di reddito di cittadinanza anche in Italia.
Per quanto riguarda i contenuti dell’assemblea, il documento finale sia e le prossime scadenze di mobilitazione potete consultare i siti:
Global Project
oppure su:
Link – coordinamento universitario
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