Archivio
Addio ISBN – un nuovo taglio al mondo della cultura e della conoscenza
L’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche italiane e per le Informazioni bibliografiche non dispone più dei finanziamenti necessari alla gestione del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) e scrive un appello prima di interrompere, a causa dei tagli ai finanziamenti, il prezioso servizio offerto alla sistema di condivisione della conoscenza italiano:
“Precario” ora in versione 0-6 anni
Art. 33.
L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.
È prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.
Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.
“Precario” lo stile di vita più diffuso tra i giovani italiani, ora è disponibile anche nella versione per i bambini da 0-6 anni. La formula è semplice: basta ridurre i finanziamenti alla scuola pubblica, quella laica e gratuita di ogni ordine e grado garantita dalla Costituzione, e aumentare i finanziamenti a quella privata.
La vita precaria dei bambini esclusi dalla scuola pubblica è testimoniata da una giovane mamma, Federica, in questa intervista:
Se siete residenti a Bologna potete venire a votare al referendum del 26 maggio, se invece siete residenti altrove, ma siete solidali con la causa e preoccupati a tempo indeterminato, potete sottoscrivere l’appello “Bologna riguarda l’Italia”: http://referendum.articolo33.org/firma-lappello/
Passata la festa, gabbato lo santo
(E ANCHE LA GELMINI, LA CRUI, VALDITARA, QUAGLIARIELLO…)
In perfetta simultaneità con la definitiva promulgazione della cosiddetta “riforma Gelmini” (in realtà “legge Tremonti”), è apparso in Gazzetta Ufficiale il testo del tradizionale decreto milleproroghe di fine anno. Stavolta, c’è un bel regalo per tutto il mondo universitario: l’assenza della proroga degli sconti nel calcolo della spesa in stipendi degli atenei. Evitando di entrare nei dettagli tecnici, questa bella novità avrebbe l’effetto di portare quasi tutte le università oltre il 90% nel rapporto stipendi/FFO, provocando un blocco del reclutamento che comprenderebbe anche i nuovi contratti da ricercatore a TD, ovvero la “tenure trash”, pilastro della pseudo-riforma appena approvata dal Parlamento.
Non c’è voluto molto tempo perché si chiarisse in maniera inequivocabile e definitiva quale è il vero fine della politica universitaria dell’attuale maggioranza di governo: non riforme epocali, ma epocale distruzione del sistema dell’istruzione universitaria e delle ricerca pubblica. E’ evidente che il ministro Gelmini e i suoi pretoriani (i vertici della CRUI, il consulente Schiesaro, i senatori Quagliariello, Valditara, Asciutti, Possa…) sono stati bellamente presi in giro dal ministro dell’economia. Se davvero si volesse valorizzare il merito nel nostro paese, questi personaggi, a partire dal ministro, dovrebbero prendere atto della propria incapacità politica e rassegnare immediatamente le dimissioni dagli incarichi che ricoprono. Purtroppo, come era facile intuire il vero fine della politica universitaria di Tremonti, è altrettanto facile prevedere che, come al solito, prevarrà l’amore per le poltrone e per le posizioni raggiunte.
Non potendo contare sull’azione del ministro e tantomeno su quella di coloro, a partire dalla CRUI, che in questi mesi sono stati complici interni ed esterni della devastazione dell’università, ci rivolgiamo al mondo universitario e a tutte forze che si stanno battendo per la difesa e il miglioramento dell’università pubblica affinché esercitino la propria
pressione per contrastare anche questa nuova iniziativa del ministro dell’economia.
Coordinamento dei Precari della ricerca e della docenza – Università (CPU)
Documento congiunto dei Rettori delle Università di Cagliari e Sassari sul Disegno di legge Gelmini
I Rettori degli Atenei di Cagliari e Sassari, facendosi portavoce del profondo stato di disagio e dissenso della grande parte della comunità accademica in merito ai contenuti del disegno di legge di riforma attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, chiedono che detto disegno di legge venga riassegnato alla Commissione Cultura della Camera onde consentirne una revisione che scaturisca anche dal dialogo e dal confronto con tutte le componenti accademiche.
Evidenziano che:
- l’attuale riforma è priva di copertura finanziaria e che la manovra di bilancio prevede solo una parziale revisione dei tagli previsti dalla legge 133/08 che porterà nel 2011 a gravi problemi nella gestione degli atenei;
- non è previsto nessun riconoscimento del ruolo giuridico dei ricercatori e del lavoro fondamentale da loro svolto nelle università;
- il diritto allo studio non è alcun modo tutelato e vengono altresì previsti riduzione delle borse di studio per gli studenti meritevoli da sostituirsi poi con i prestiti d’onore;
- la cancellazione dal disegno di legge di ogni riferimento a possibili risorse nuove e/o aggiuntive per l’incentivazione del merito, dell’efficienza e dell’innovazione degli atenei renderà del tutto aleatorio il sostegno alla produttività;
- nel disegno di legge permangono pesanti limiti all’autonomia e un eccessivo dirigismo sulla governance.
Giovanni Melis
Rettore Università di Cagliari
Attilio Mastino
Rettore Università di Sassari
Traditori o solo i soliti opportunisti?
Riprendiamo qui un articolo apparso sabato scorso, 20 novembre, sul portale della Rete 29 aprile:
http://www.rete29aprile.it/comunicati-stampa/i-traditori.html
Il DdL Gelmini sull’università, come ci era stato ampiamente spiegato dalla stessa maggioranza, non potrebbe essere approvato prima della conclusione della sessione di bilancio al Senato. Invece PdL e Lega, evidentemente in completo spregio delle regole parlamentari, ne impongono l’esame in Commissione Bilancio e in Commissione Cultura, per poi votarlo di gran carriera. Lo fanno con uno spregiudicato voltafaccia, ritirando uno ad uno tutti gli emendamenti di spesa che loro stessi avevano avanzato, e dei quali si erano fatti largamente vanto sui media (!). Siamo nel dominio della falsità, dove la realtà è un optional e la responsabilità, l’etica e la correttezza istituzionale sono facili slogan nel mondo delle chiacchiere ma fastidiosi e inutili orpelli in quello reale. Anche per chi se ne fa paladino.
Link al comunicato:
Comunicato congiunto CPU – Rete29Aprile
Comunicato congiunto CPU - Rete29Aprile
L’avvio della discussione del DdL Gelmini nell’aula della Camera dei Deputati è stato fissato per il prossimo 18 novembre. In realtà si tratta di una data quanto mai aleatoria, sulla quale pesano le incognite legate alla gestione autocratica delle risorse da parte del ministro Tremonti e le tante debolezze interne del governo.
Riteniamo però fondamentale che la settimana prossima veda una forte ripresa della mobilitazione contro il DdL in tutte le università italiane. La pausa imposta dalle difficoltà interne alla maggioranza e dai segnali di opposizione provenienti dal mondo universitario, non ha indotto il governo alla necessaria riflessione critica. Nessuna proposta è stata recepita, nessuna obiezione è stata ascoltata. Le ragioni della protesta erano forti ieri e sono ancora più forti oggi.
Ribadiamo la nostra ferma opposizione ad un DdL che intende cancellare il carattere pubblico dell’istruzione universitaria, concedere poteri smisurati alle stesse caste responsabili della cattiva gestione degli atenei negli ultimi anni, trasformare i consigli di amministrazione delle università in luoghi di lottizzazione i cui seggi saranno spartiti fra amici e sodali del potente di turno, trasformare il diritto di studio in indebitamento preventivo, estendere la precarizzazione della docenza e della ricerca cancellando prospettive e sopprimendo diritti, restringere le prospettive di carriera di ricercatori e docenti, scatenare insani conflitti fra categorie a tutti i livelli, dalle facoltà all’interno dei singoli gruppi di ricerca.
Per queste ragioni, invitiamo tutte le componenti universitarie e tutte le sedi locali ad intraprendere iniziative ad ogni livello e chiediamo ad atenei, facoltà e corsi di laurea iniziative di sospensione della didattica a partire dal 15 novembre e a tutti gli universitari di aderire allo sciopero nazionale del 17 novembre.
Coordinamento Precari delle Università – Rete29Aprile
Napoli 30/10: Manifestazione promossa dai precari della scuola
Il CPU aderisce alla manifestazione nazionale in difesa della scuola pubblica, per il diritto allo studio, per il lavoro indetta dal coordinamento precari della scuola per il 30 ottobre a Napoli. Nell’affermare il nostro sostegno a tutte le iniziative in difesa dell’istruzione pubblica, della cultura, della dignità del lavoro, cogliamo l’occasione per esprimere la nostra solidarietà a Salvatore Prinzi, precario universitario napoletano ingiustamente arrestato lo scorso 15 ottobre nel corso di una pacifica manifestazione contro la cosiddette “riforme” della scuola e dell’università.
Roma, 27 Ottobre 2010
CPU – Coordinamento nazionale Precari Università
ricercatoriprecari-dibattito@googlegroups.com
DDL Gelmini – Norme in materia di organizzazione delle università
Il testo del disegno di legge è troppo lungo per essere inserito nel blog, ma lo potete trovare a questo link
http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/pdf/16PDL0040500.pdf
E’ la versione approvata e trasmessa dal Presidente del Senato della Repubblica il 2 agosto 2010.
A questo link, invece, trovate il resoconto degli ultimi incontri della VII commissione (Cultura, scienza e istruzione)
http://www.camera.it/453?bollet=_dati/leg16/lavori/bollet/201010/1005/html/07#76n1
In certi punti si rivela una lettura piuttosto appassionante.
Presto inseriremo alcuni commenti sugli emendamenti che ci riguardano più da vicino e aspettiamo gli indispensabili commenti.
Valentina

