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Proseguono le sentenze favorevoli ai precari
Riportiamo una notizia dal sito delle FLC-CIGL:
Nei giorni scorsi il Tribunale di Roma e quello di Alessandria si sono pronunciati positivamente rispetto ai ricorsi presentati da alcuni lavoratori precari della scuola assistiti dai nostri legali. I giudici hanno dichiarato il diritto dei ricorrenti al riconoscimento dell’anzianità di servizio per i periodi di lavoro svolti con contratti a tempo determinato e al pagamento dei relativi scatti maturati.
Con queste pronunce viene ribadito il principio già riconosciuto dalla normativa europea (1999/70/CE) che non vi può essere disparità di trattamento tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato. Trovano così conferma e si rafforzano le ragioni della vertenza avviata dalla FLC CGIL a tutela dei lavoratori precari e contro l’abuso del lavoro a termine.
Il decreto Gelmini e i 9.000 posti per i ricercatori: un po’ di chiarezza
Vogliamo sottolineare come questi 9.000 posti non sono, nelle intenzioni del Ministro, destinati all’assunzione di precari, ma a concorsi per posizioni di professore associato riservati, de jure o de facto, ad avanzamenti di carriera di ricercatori universitari già stabilmente assunti a tempo indeterminato che, dunque, in nessun modo rischianodi perdere il proprio posto di lavoro.
Confusione sui 9000 e chiarimenti
Nichi Vendola qualche giorno fa ha inviato un videomessaggio a noi precari, descrivendoci come i “vari eroi del nostro tempo”, seppure ingrati:
Ascoltando attentamente le sue parole però abbiamo notato che è incappato in un errore piuttosto frequente anche in numerosi altre notizie che ci riguardano: i destinatari della video-lettera sono i precari, ma i 9000 posti da associato a cui fa riferimento sono riservati ai ricercatori a tempo indeterminato (RTI).
Alessandro Breccia, ricercatore a Pisa, ha perciò scritto a Nichi Vendola, chiarendo le implicazioni dell’emendamento Frassinetti. Ecco la sua mail:
“Cara redazione, caro Nichi Vendola,
mi chiamo Alessandro Breccia e faccio parte dell’Assemblea Ricercatori Precari dell’Università di Pisa. L’Assemblea aderisce al CPU (Coordinamento dei precari universitari), nato nell’assemblea nazionale dello scorso 8 ottobre a Bologna.
Vi scrivo per ringraziarvi del pensiero, perché in questo buio mediatico nel quale i ricercatori precari sono stati imprigionati il video di Nichi è davvero prezioso, ma vi scrivo con sconforto perché anche voi siete caduti nell’abbaglio che purtroppo ha caratterizzato molti mass-media.
Il video si basa su un errore MARCHIANO: l’emendamento Frassinetti (sul quale il PD in commissione si è astenuto) NON RIGUARDA i RICERCATORI PRECARI, NON E’ SALVAPRECARI, PREVEDEREBBE LA PROGRESSIONE DI CARRIERA per 9000 RICERCATORI A TEMPO INDETERMINATO, quindi NON PRECARI, PROMOSSI al ruolo di DOCENTI (ASSOCIATI). Apprezzo la buona volontà; vi chiederei però per favore di informarvi meglio perché QUESTO ERRORE DIVENTA UN BOOMERANG ANCHE PER VOI: le decine di migliaia di precari (almeno 60mila nei vari atenei italiani) che nei giorni scorsi si sono incazzate per gli errori dei giornalisti rischiano di incazzarsi anche con Nichi Vendola, che ha corroborato col video una falsità, ovvero che ci sia stato un intervento a favore dei precari della ricerca.”
Ed ecco la pronta risposta di Nichi Vendola:
“Caro Alessandro, so di avere usato un termine inadeguato: l’emendamento bocciato dalla politica tremontiana, per cui nei prossimi sei anni, novemila ricercatori oggi a tempo indeterminato sarebbero diventati “docenti associati” non può essere confuso con un emendamento salva-precari.
So bene che il disegno di legge Gelmini, oltre a precarizzare strutturalmente la figura del ricercatore, non risponde in termini concreti alla necessità di miglioramento della qualità dell’offerta formativa, al diritto allo studio, al reclutamento, alla rimozione del blocco del turn-over, alla necessità di allargare democrazia e partecipazione.
So pure che non lenirebbe il disagio di quei 60.000 ricercatori precari, colonna portante del sistema formativo universitario, che ripongono le loro poche speranze sul nuovo ruolo dei ricercatori a tempo determinato istituito dalla riforma.
Mi scuso per aver anch’io semplificato e per non aver messo sufficientemente in evidenza il propagandismo di regime su una riforma epocale, il cui velo di retorica viene squarciato dall’imponente mobilitazione dei ricercatori e delle ricercatrici che con dedizione stanno disvelando i limiti strutturali di questo provvedimento legislativo il cui impianto determina il declino culturale e democratico delle università italiane.
Vi sono vicino.
Nichi Vendola”
Valentina
DDL Gelmini – Norme in materia di organizzazione delle università
Il testo del disegno di legge è troppo lungo per essere inserito nel blog, ma lo potete trovare a questo link
http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/pdf/16PDL0040500.pdf
E’ la versione approvata e trasmessa dal Presidente del Senato della Repubblica il 2 agosto 2010.
A questo link, invece, trovate il resoconto degli ultimi incontri della VII commissione (Cultura, scienza e istruzione)
http://www.camera.it/453?bollet=_dati/leg16/lavori/bollet/201010/1005/html/07#76n1
In certi punti si rivela una lettura piuttosto appassionante.
Presto inseriremo alcuni commenti sugli emendamenti che ci riguardano più da vicino e aspettiamo gli indispensabili commenti.
Valentina