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Archive for ottobre 2010

Chi sono oggi i lavoratori della conoscenza? A difesa del lavoro cognitivo


Un’intervista a Sergio Bologna, storico del movimento operaio e teorico dell’operaismo italiano, è apparsa qui.

Alla domanda posta nel titolo risponde così:  “C’è un po’ di confusione su questa espressione. Sono ormai molte le categorie ad usarla. I lavoratori della scuola e dell’università, ad esempio, gli avvocati, gli architetti, gli ingegneri, i notai, i pubblicitari, i traduttori. Lavoratore della conoscenza è la traduzione italiana di knowledge worker che è stata probabilmente coniata dal padre della teoria del management Peter Drucker negli anni Cinquanta. Oggi chi usa l’espressione “lavoratori della conoscenza” prova a definire in maniera più concreta la realtà in cui si trova.”

Confindustria e università per reclutamento e governance senza strategia


Negli ultimi tempi il quotidiano di Confindustria, il Sole24Ore, ha prestato notevole attenzione alla vicende legate alla riforma universitaria e al ddl Gelmini. Il vicepresidente per l’Education della Confiundustria, Gianfelice Rocca, in un recente articolo su La Stampa ci informa che non si sono per il momento viste sul tavolo riforme migliori e che “ipotizzarle adesso significa in pratica bloccare l’unica riforma concretamente realizzabile. Una riforma che presenta forti punti di contatto anche con quella presentata dal Pd l’anno scorso, a partire dai meccanismi di reclutamento e governance“.

Il resto dell’articolo, firmato da Sylos Labini, lo trovate qui

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Comunicato CPU sull’operato della CRUI


APPELLO AL MONDO UNIVERSITARIO

La sostanziale inerzia della Conferenza dei Rettori (CRUI) in questo biennio di tagli e la sua incapacità di farsi interprete del malessere e del dissenso del mondo accademico di fronte alla cosiddetta “riforma dell’università” dimostrano in maniera incontrovertibile come questa associazione non sia ormai più in grado di svolgere in maniera credibile le funzioni previste dal suo stesso statuto (rappresentare le università italiane e valorizzarne l’autonomia, proporre a Governo e Parlamento pareri tecnici sul sistema universitario, sostenere iniziative volte a migliorare il sistema di ricerca ed alta formazione, elevare la funzionalità, la qualità e il prestigio del sistema universitario italiano).

Le recenti prese di distanza di alcuni rettori dalle posizioni ufficiali della CRUI, dopo mesi di sbandierato unanimismo, mostrano tutti i limiti di un organismo arcaico, incapace di sviluppare un dibattito e darsi meccanismi di funzionamento realmente democratici.

Di fronte all’evidenza che la CRUI oggi non serve davvero più a nulla e a nessuno, ci chiediamo e chiediamo all’intero corpo accademico che senso abbia tenere in vita strutture costosissime come la CRUI e la fondazione CRUI, cui le università italiane, colpite da tagli pesantissimi, versano ogni anno quote associative che non hanno conosciuto alcuna crisi economica. Mentre si tagliano servizi e personale e gli investimenti in ricerca sono costantemente ridimensionati, il finanziamento di questa “associazione di università” è un lusso che il nostro sistema accademico davvero non può più permettersi.

Il legittimo diritto dei rettori a darsi proprie forme di rappresentanza può benissimo essere svolto da una nuova associazione di rettori, e non di università, che come ogni associazione di categoria si finanzi con i contributi personali degli iscritti.

Per queste ragioni inviamo un appello ai rettori, ai senati accademici, ai consigli di amministrazione di tutte le università pubbliche italiane affinché deliberino la fuoriuscita dei propri atenei dalla CRUI e investano le risorse risparmiate in servizi di maggiore utilità per il sistema universitario e per l’intero paese.

Categorie:Documenti

PATTO SOCIALE, PRIMI ACCORDI “UN MILIARDO PER LA RICERCA”


La presidente di Confindustria ha illustrato il pacchetto sulla ricerca, che ad esempio richiede un miliardo di euro. Si va dalla costituzione di una «rete di innovazione» con borse di studio, contratti di sostegno alle imprese e interventi di credito delle banche, al varo di un piano nazionale per la ricerca e innovazione. Ma soprattutto, si chiede il finanziamento per il 2011 di ricerca attraverso lo strumento automatico del credito d`imposta.

Qui trovate il resto dell’articolo apparso oggi su “La Stampa”:

http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=51984783

Saviano parla del lavoro gratuito


Noi vogliamo essere pagati per la ricerca e docenza che eroghiamo.

Non solo perché è giusto non lavorare gratis o per compensi risibili, ma perché solo così gli studenti e tutti i cittadini possono pretendere la giusta qualità dal servizio che forniamo. Solo se trattati con la dignità che si deve ad ogni lavoratore possiamo sfuggire ai mercanteggiamenti e ai patti subdoli e inconfessabili che si celano dietro il lavoro gratuito.

Ecco come ce lo spiega Saviano, uno che mercanteggiamenti e mafie ha cercato di combatterle, durante un’intervista per Annozero:

Sondaggio: Ricerca e Didattica, un futuro a due vie?


Sulla scia dell’articolo di Dario Braga apparso sul Sole24ore qualche giorno fa (http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2010-10-24/futuro-ricercatori-063802.shtml?uuid=AYpkxcdC&fromSearch) abbiamo pensato di proporre un piccolo sondaggio ai nostri lettori.

Napoli 30/10: Manifestazione promossa dai precari della scuola


Il CPU aderisce alla manifestazione nazionale in difesa della scuola pubblica, per il diritto allo studio, per il lavoro indetta dal coordinamento precari della scuola per il 30 ottobre a Napoli. Nell’affermare il nostro sostegno a tutte le iniziative in difesa dell’istruzione pubblica, della cultura, della dignità del lavoro, cogliamo l’occasione per esprimere la nostra solidarietà a Salvatore Prinzi, precario universitario napoletano ingiustamente arrestato lo scorso 15 ottobre nel corso di una pacifica manifestazione contro la cosiddette “riforme” della scuola e dell’università.

Roma, 27 Ottobre 2010
CPU – Coordinamento nazionale Precari Università
ricercatoriprecari-dibattito@googlegroups.com

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