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DDL Gelmini – Norme in materia di organizzazione delle università


Il testo del disegno di legge è troppo lungo per essere inserito nel blog, ma lo potete trovare a questo link

http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stampati/pdf/16PDL0040500.pdf

E’  la versione approvata e trasmessa dal Presidente del Senato della Repubblica il 2 agosto 2010.

A questo link, invece, trovate il resoconto degli ultimi incontri della VII commissione  (Cultura, scienza e istruzione)

http://www.camera.it/453?bollet=_dati/leg16/lavori/bollet/201010/1005/html/07#76n1

In certi punti si rivela una lettura piuttosto appassionante.

Presto inseriremo alcuni commenti sugli emendamenti che ci riguardano più da vicino e aspettiamo gli indispensabili commenti.

Valentina

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  1. simona
    20 ottobre 2010 alle 05:44

    Gli emendamenti sono anche peggiori del disegno di legge:

    “I ricercatori che hanno svolto attività didattica non obbligatoria, per almeno sei anni, presso una o più facoltà, anche di diversi Atenei, in possesso dei requisiti minimi scientifici già definiti dal CUN e diversificati per area scientifica, possono fare richiesta di inquadramento alla seconda fascia docente.
    2. L’attività di didattica non obbligatoria deve essere certificata dalla facoltà presso la quale è stata svolta.
    3. Per i ricercatori che ai momento di entrata in vigore della presente legge non hanno maturato i requisiti di cui al comma 1, è stabilito un periodo non inferiore ad otto anni per la maturazione dei medesimi requisiti e la conseguente possibilità di inquadramento nel ruolo dei professori di seconda fascia.
    Agli oneri derivanti dalle disposizioni di cui ai precedenti commi si provvede mediante quota parte delle maggiori entrate derivanti dall’attuazione del successivo articolo 6-ter.”

    Quanti ricercatori che non fanno ricerca e che, invece, svolgono didattica non obbligatoria retribuita diventeranno associati??? Qual’è il futuro di molti assegnisti di ricerca che, pur vantando un curriculum per pubblicazioni sicuramente più importante di tanti ricercatori a TI , e avendo anche svolto attività didattica, non potrannno accedere ai concorsi RISERVATI per nulla facenti!!! L’agitazione che i ricercatori a TI stanno portando avanti serve a promuovere questo??
    I soldi che dovrebbero finanziare a dicembre il disegno di legge servono anche a questa sanatoria!!!!
    Io onestamente mi dissocio.

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