Home > Antenne Precarie, Documenti > Comunicato contro le docenze gratuite

Comunicato contro le docenze gratuite


Noi precari del Coordinamento dei Precari dell’Università (CPU) condanniamo fermamente la decisione della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Sassari di bandire contratti di insegnamento con il compenso di 1 euro.

Consideriamo la pratica di affidare a personale non strutturato corsi a titolo gratuito o con compenso inadeguato, diffusa da anni nell’università italiana, profondamente lesiva della dignità dei lavoratori e della stessa immagine dell’istituzione universitaria. E’ ora di squarciare il velo su una verità finora pudicamente nascosta o affidata a qualche servizio scandalistico, sporadico e privo di effetto, di quotidiani bisognosi di riempire qualche buco nelle pagine interne: l’università italiana si regge sull’utilizzo di lavoro gratuito o sottopagato, come autorevolmente affermato dalla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati nel definire “privo di copertura economica” l’emendamento che cancella le docenze gratuite e semigratuite fatto inserire dall’opposizione nel DdL Gelmini.

Contro questa realtà indegna, invitiamo tutti i precari della ricerca e della docenza delle università italiane ad astenersi da qualsiasi attività di didattica e ricerca svolta a titolo gratuito e al di fuori di un chiaro inquadramento contrattuale.

Chiediamo ai Ricercatori, Professori e Presidi che si sono mobilitati nel firmare documenti di denuncia del DdL Gelmini e che ogni giorno osservano la grave situazione nella quale si trova il sistema universitario nazionale, di sostenere questa posizione opponendo un netto rifiuto alla prassi del lavoro gratuito nelle università pubbliche statali e astenendosi dal partecipare a decisioni di governo e gestione (bandi per affidamento d’incarichi didattici a titolo gratuito o simbolico) che ne legittimino e amplifichino la diffusione.

Advertisements
  1. Paola
    22 ottobre 2010 alle 13:38

    Ma qualcuno si rende conto che visto da fuori dei confini nazionali tutto ciò suona come fantascienza? Qualcuno si rende conto che è materia da appello al parlamento europeo (o corte europea per i diritti umani) e non da cortei e comunicati al vento? Qualcuno si rende conto che queste cose non succedono in nessun altro Paese del mondo e devono ricevere una visibilità internazionale? No, non credo.

    • 26 ottobre 2010 alle 19:59

      Cara Paola, facciamo quel che possiamo, nelle piazze, nei cortei, nei consigli di dipartimento, nei sindacati, ovunque siano disposti ad ascoltarci ed ovunque sia indispensabile farci sentire e farci vedere. Se hai qualche suggerimento noi siamo sempre disponibili ad ascoltare.
      Valentina

  2. 5 novembre 2010 alle 01:28

    Tutto nasce con gli anni ’70:

    http://cronaca.anvur.it/2010/10/il-ricercatore-ricercato.html

    L’etica italica ha fatto il resto.

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: