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Archive for novembre 2010

Foto della manifestazione di oggi a Bologna


Categorie:Documenti

La protesta dell’Università di Catania sul tetto d’Europa!


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Né Futuro e Libertà, né il governo hanno mai proposto assunzioni di precari!


Sulla parte più distratta della stampa nazionale e nelle dichiarazioni di esponenti politici poco informati o in aperta malafede, continuano a trovarsi mistificanti affermazioni su un’inesistente trattativa fra Futuro e Libertà e il resto della maggioranza per l’assunzione di 4500 precari.

In realtà, le 4500 posizioni da professore associato richieste dai futuristi non sono in alcun modo destinate all’assunzione di precari, ma ad avanzamenti di carriera di ricercatori a tempo indeterminato.

Siamo naturalmente convinti della piena legittimità di tutte le richieste di concorsi che garantiscano concrete possibilità di sviluppo di carriera per il personale già assunto e di assunzione per i lavoratori precari, ma non possiamo non rimarcare come in realtà nessuna proposta di intervento in favore dei precari universitari sia mai stata avanzata da Futuro e Libertà, dal Governo o da qualsivoglia partito della maggioranza. Anzi, tutti i provvedimenti contenuti nel DdL Gelmini avranno l’effetto di allontanare indefinitamente ogni prospettiva di stabilità per gli attuali e futuri precari e di elevare oltre i 40 anni l’età media di accesso alle posizioni stabili dell’università.

Poiché il nostro precedente comunicato sull’argomento non è stato evidentemente d’aiuto per i politici e per i giornalisti meno informati, rammentiamo che nelle università italiane attualmente lavorano 26000 ricercatori a tempo indeterminato, destinatari degli avanzamenti a professore associato richiesti da Futuro e Libertà, e circa 60000 precari della ricerca e della didattica per i quali nessun gruppo parlamentare di maggioranza ha mai proposto nulla.
La scala gerarchica universitaria attuale prevede infatti le tre posizioni di professore ordinario, professore associato e ricercatore a tempo indeterminato. E’ evidente a chiunque che i concorsi da professore associato, nel contesto attuale, sono nei fatti destinati alle promozioni degli attuali ricercatori a tempo indeterminato e non all’assunzione dei precari, spesso vittime delle ben note manipolazioni concorsuali, cui il DdL Gelmini riserva invece la non invidiabile scelta fra la disoccupazione e almeno altri 6 anni di precariato.

Per queste ed altre ragioni stiamo partecipando attivamente alle manifestazioni di protesta in corso in tutti gli atenei e nelle strade delle città italiane e continueremo la mobilitazione fino al definitivo ritiro di questo DdL che, assieme al collegato sul lavoro e a tanti altri provvedimenti della maggioranza, disegna per i giovani italiani un futuro di precarietà disperata e senza diritti.

Coordinamento dei Precari della ricerca e della docenza – Università (CPU)
https://coordinamentoprecariuniversita.wordpress.com/

29 Novembre 2010

Piccola rassegna stampa del 24 novembre


Questa rassegna verrà aggiornata durante la giornata, ma per il momento segnaliamo:

Porcellum universitario

di Paolo Bertinetti*

Nel giugno del 2008 scrissi un articolo in cui denunciavo le decisioni del Ministro Tremonti relative all’Università. Tagli dei fondi e tagli del personale (ogni cinque pensionamenti soltanto un’ assunzione). Era quella la riforma dell’Università. Purtroppo fui uno dei pochissimi a prendere subito posizione. Nell’autunno ci pensarono però gli studenti (e anche diversi docenti). […]
http://www.unita.it/news/scuola/106189/porcellum_universitario

I tagli al futuro

di CHIARA SARACENO

Ci sono molte buone ragioni per riformare l’università italiana. Razionalizzare la frammentazione di corsi di laurea, facoltà, materie, che spesso corrisponde solo a logiche vuoi corporative, vuoi territoriali. Premiare il merito delle università sia nel campo della ricerca che in quello della qualità didattica. Reclutare i docenti con criteri che valutino la competenza e la congruità ai bisogni della facoltà che chiama, e non l’appartenenza a consorterie varie, o l’anzianità di servizio o di pazienza nello stare in coda. […]
http://www.repubblica.it/scuola/2010/11/25/news/tagli_futuro-9475206/?ref=HREA-1

e una scheda, sempre su La Repubblica:
http://www.repubblica.it/scuola/2010/11/24/news/universit_la_riforma_della_discordia_ecco_su_cosa_protestano_gli_atenei-9463701/?ref=HREA-1

Dove, dopo il primo paragrafo, inizia la solita confusione:

Ricercatori. Avranno un limite temporale di sei anni per riuscire a fare propria l’abilitazione all’insegnamento come associato. In caso contrario, non potranno più continuare l’attività accademica.”
Non segnalano che l’abilitazione non significa automaticamente assunzione, non diventiamo tutti “professori”.
Ma almeno si sono ricordati dei precari:
“Nessuna buona notizia neanche per i precari: l’accesso alla docenza non prevede infatti deroghe o sanatorie per i circa 20mila attuali ricercatori a tempo determinato. L’iter che saranno chiamati a seguire è lo stesso di quelli che approdano oggi negli atenei: per tutti c’è il rischio fondato (attualmente i posti destinati al turn over sono appena il 20%) di rimanere esclusi per sempre dall’attività accademica.”

24 novembre 2010 – l’Università pubblica italiana alza la voce


Il Coordinamento dei Precari della ricerca e della docenza – Università (CPU) esprime la propria soddisfazione per le numerose e partecipatissime iniziative di protesta contro il DdL Gelmini che ieri e oggi si sono svolte in tutto il territorio nazionale, da Trieste a Messina e da Bari a Torino.
La contestazione dimostra in maniera inequivocabile l’esistenza di un’università sana e consapevole, pronta ad opporsi ad un provvedimento di smantellamento del sistema di istruzione superiore appoggiato solo dalle lobby accademiche e dai rettori della CRUI.
Ora non bisogna fermarsi! Respingiamo le inquietanti affermazioni del presidente del Senato e annunciamo fin d’ora che la protesta proseguirà pacifica e determinata anche dopo l’eventuale approvazione del provvedimento da parte della Camera dei Deputati: il nuovo passaggio al Senato non sarà un pro forma.
Affermiamo inoltre la nostra condanna per le cariche della polizia e per gli arresti durante il corteo di Roma che, contrariamente a quanto affermato da alcuni esponenti politici, non aveva alcun carattere violento. E’ inaccettabile che le proteste contro la soppressione del diritto allo studio, dal Regno Unito all’Italia, vengano tacitate dai governi europei mediante il ricorso alle forze di polizia anziché attraverso la riaffermazione di universali principi di civiltà che sembravano inattaccabili solo fino a pochi anni fa. Esprimiamo quindi la nostra solidarietà agli studenti feriti e ai due arrestati, dei quali chiediamo l’immediato rilascio.

Coordinamento dei Precari della ricerca e della docenza – Università (CPU)
https://coordinamentoprecariuniversita.wordpress.com/

24 Novembre 2010

Documento congiunto dei Rettori delle Università di Cagliari e Sassari sul Disegno di legge Gelmini


I Rettori degli Atenei di Cagliari e Sassari, facendosi portavoce del profondo stato di disagio e dissenso della grande parte della comunità accademica in merito ai contenuti del disegno di legge di riforma attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, chiedono che detto disegno di legge venga riassegnato alla Commissione Cultura della Camera onde consentirne una revisione che scaturisca anche dal dialogo e dal confronto con tutte le componenti accademiche.

Evidenziano che:
– l’attuale riforma è priva di copertura finanziaria e che la manovra di bilancio prevede solo una parziale revisione dei tagli previsti dalla legge 133/08 che porterà nel 2011 a gravi problemi nella gestione degli atenei; 
– non è previsto nessun riconoscimento del ruolo giuridico dei ricercatori e del lavoro fondamentale da loro svolto nelle università;
– il diritto allo studio non è alcun modo tutelato e vengono altresì previsti riduzione delle borse di studio per gli studenti meritevoli da sostituirsi poi con i prestiti d’onore;
– la cancellazione dal disegno di legge di ogni riferimento a possibili risorse nuove e/o aggiuntive per l’incentivazione del merito, dell’efficienza e dell’innovazione degli atenei renderà del tutto aleatorio il sostegno alla produttività;
– nel disegno di legge permangono pesanti limiti all’autonomia e un eccessivo dirigismo sulla governance.

Giovanni Melis
Rettore Università di Cagliari

Attilio Mastino
Rettore Università di Sassari

Traditori o solo i soliti opportunisti?


Riprendiamo qui un articolo apparso sabato scorso, 20 novembre, sul portale della Rete 29 aprile:

http://www.rete29aprile.it/comunicati-stampa/i-traditori.html

Il DdL Gelmini sull’università, come ci era stato ampiamente spiegato dalla stessa maggioranza, non potrebbe essere approvato prima della conclusione della sessione di bilancio al Senato. Invece PdL e Lega, evidentemente in completo spregio delle regole parlamentari, ne impongono l’esame in Commissione Bilancio e in Commissione Cultura, per poi votarlo di gran carriera. Lo fanno con uno spregiudicato voltafaccia, ritirando uno ad uno tutti gli emendamenti di spesa che loro stessi avevano avanzato, e dei quali si erano fatti largamente vanto sui media (!). Siamo nel dominio della falsità, dove la realtà è un optional e la responsabilità, l’etica e la correttezza istituzionale sono facili slogan nel mondo delle chiacchiere ma fastidiosi e inutili orpelli in quello reale. Anche per chi se ne fa paladino.

Link al comunicato:

http://www.rete29aprile.it/FILES_UPPATI/traditoriX4.pdf

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