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Né Futuro e Libertà, né il governo hanno mai proposto assunzioni di precari!


Sulla parte più distratta della stampa nazionale e nelle dichiarazioni di esponenti politici poco informati o in aperta malafede, continuano a trovarsi mistificanti affermazioni su un’inesistente trattativa fra Futuro e Libertà e il resto della maggioranza per l’assunzione di 4500 precari.

In realtà, le 4500 posizioni da professore associato richieste dai futuristi non sono in alcun modo destinate all’assunzione di precari, ma ad avanzamenti di carriera di ricercatori a tempo indeterminato.

Siamo naturalmente convinti della piena legittimità di tutte le richieste di concorsi che garantiscano concrete possibilità di sviluppo di carriera per il personale già assunto e di assunzione per i lavoratori precari, ma non possiamo non rimarcare come in realtà nessuna proposta di intervento in favore dei precari universitari sia mai stata avanzata da Futuro e Libertà, dal Governo o da qualsivoglia partito della maggioranza. Anzi, tutti i provvedimenti contenuti nel DdL Gelmini avranno l’effetto di allontanare indefinitamente ogni prospettiva di stabilità per gli attuali e futuri precari e di elevare oltre i 40 anni l’età media di accesso alle posizioni stabili dell’università.

Poiché il nostro precedente comunicato sull’argomento non è stato evidentemente d’aiuto per i politici e per i giornalisti meno informati, rammentiamo che nelle università italiane attualmente lavorano 26000 ricercatori a tempo indeterminato, destinatari degli avanzamenti a professore associato richiesti da Futuro e Libertà, e circa 60000 precari della ricerca e della didattica per i quali nessun gruppo parlamentare di maggioranza ha mai proposto nulla.
La scala gerarchica universitaria attuale prevede infatti le tre posizioni di professore ordinario, professore associato e ricercatore a tempo indeterminato. E’ evidente a chiunque che i concorsi da professore associato, nel contesto attuale, sono nei fatti destinati alle promozioni degli attuali ricercatori a tempo indeterminato e non all’assunzione dei precari, spesso vittime delle ben note manipolazioni concorsuali, cui il DdL Gelmini riserva invece la non invidiabile scelta fra la disoccupazione e almeno altri 6 anni di precariato.

Per queste ed altre ragioni stiamo partecipando attivamente alle manifestazioni di protesta in corso in tutti gli atenei e nelle strade delle città italiane e continueremo la mobilitazione fino al definitivo ritiro di questo DdL che, assieme al collegato sul lavoro e a tanti altri provvedimenti della maggioranza, disegna per i giovani italiani un futuro di precarietà disperata e senza diritti.

Coordinamento dei Precari della ricerca e della docenza – Università (CPU)
https://coordinamentoprecariuniversita.wordpress.com/

29 Novembre 2010

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