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Gelmini zero impact ovvero in difesa dell’Asino dell’Amiata


La linea editoriale di questo blog prevede (in generale) che nessuno scriva in prima persona, ma oggi vorrei abusare del mio ruolo di filtro e di editor per condividere alcuni documenti che sono circolati nella mailing list della Rete Ricercatori Precari di Bologna e che credo possano aiutare la comprensione e la riflessione sul tema a noi caro e comune.

Tutto è partito dalla segnalazione di questo editoriale, “Notes on a scandal” apparso sull’ultimo numero di Nature, dove si fa notare che:

[…] the effects of a cry of academic distress seem to depend on a community’s societal background. How else to explain the contrasting results of two academic revelations: the plagiarism affair that consumed Germany for two weeks until academic disapproval forced the resignation of the defence minister, Karl- Theodor zu Guttenberg, on 1 March — and an exposé of comparable wrongdoing by the Italian minister of education, Mariastella Gelmini, in 2008, which had zero impact. […]

[…] Chancellor Angela Merkel, herself a PhD physicist, tried to limit damage to her government by saying that she had “hired a politician, not a scientific assistant”. That was a fatal mistake. Within days, tens of thousands of PhD holders had signed a letter deploring her “mockery” of an academic system that represented decency, honour and responsibility — attributes that they insisted should be reflected in a democratic government. Crushed by this attack of righteousness, Guttenberg finally resigned. […]

Gelmini […] in 2001 travelled from her home town of Brescia in the north of Italy to Reggio Calabria, in the far south, to sit her bar exams. At the time, pass rates in the north were below 10%, compared with a rate of suspiciously more than 90% in Reggio Calabria, a city otherwise known for low academic standards. After the press revealed the Reggio Calabria bar exam to be a scam, the Italian academic community called for Gelmini’s resignation — to no avail. The irony of having a minister with responsibility for universities who herself cheerfully admits to having dodged academic rules is not lost on the community.

In Germany, Italy and neighbouring countries in Europe, politicians are frequently drawn from academia […] Instead, the difference seems to be based on how large a threat each government considers the weapon of moral correctness to be — and how dangerous is the academic community wielding that weapon.

Should anyone really have expected the government of Silvio Berlusconi to fear such a weapon?

It is more surprising, and gratifying, to find that in Germany, one of the world’s richest and most powerful countries, rage against an academic cheat can provoke serious consequences. Not only was Guttenberg popular, but he hadn’t previously made any serious political errors that would have seen charges of plagiarism considered the last straw. […]

E invece l’Italia resta a guardare. Nemmeno la comunità internazionale ci reputa più in grado di reagire. La frase “Should anyone really have expected the government of Silvio Berlusconi to fear such a weapon?”

dovrebbe pesare come un macigno sulle nostre coscienze e invece restiamo assopiti.

C’è da aggiungere che giornalisti e conduttori dei media main stream non aiutano. Non era necessario che Fabio Fazio avesse letto questo articolo di Nature prima di “intervistare” il Ministro Gelmini a “Che tempo che fa” per porre le domande che nessuno fa e che invece sarebbe legittimo fare. A quale titolo lei è Ministro? Come spiega il suo esame a Reggio Calabria?

Non è solo una questione di correttezza morale, ma anche di competenze necessarie per poter giudicare il valore del nostro lavoro. L’editoriale di Nature ci porta a rileggere con attenzione questa pagina del Governo Berlusconi – il governo del “Fare”, (non sicuramente quello del “Sapere” aggiungo io),  dove è comparsa una lista delle ricerche finanziate e definite “sprechi accertati” e che invece in molti casi, se si tralascia la facile ironia sui titoli, appaiono assolutamente interessanti e su temi scarsamente dibattuti o frequentati. Forse semplicemente non sanno nemmeno di cosa stanno parlando e si fa della facile polemica sfruttando l’ovvia scarsa competenza su temi molto specifici della ricerca della maggior parte degli italiani?

Chiudo questo lunghissimo post eliminando ogni cautela e diplomazia dalle parole di Barroso pronunciate oggi alla consegna della laurea honoris causa alla Luiss a Roma: tagliare i soldi alla scienza, all’istruzione e alla cultura è stupido.

Valentina Bazzarin

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Categorie:Documenti
  1. sofia
    15 marzo 2011 alle 08:51

    OSEREI DIRE BIECA IGNORANZA, SEI STATA FIN TROPPO SOFT SCRIVENDO “PVVIA SCARSA COMPETENZA”!!

  2. renato venturoli
    17 marzo 2011 alle 17:54

    iL TUTTO E’ VERAMENTE DISGUSTING!!

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