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Report di Alex Ferretti (Rete 29Aprile) sulla riunione tenutasi con Coordinamenti Precari e Studenteschi


La riunione ha visto la partecipazione di persone di Link, ConPass, CPU e ovviamente R29A (io e Francesca Coin). ADI non presente per impegno dell’ultima ora, ma comunque molto interessata alla faccenda.

Abbiamo discusso di tre temi, che durante la discussione sono diventati quattro:

1 – lezioni e/o seminari sulla crisi dentro e fuori l’Università
2 – iniziative referendarie a livello locale sugli statuti, ove utile/possibile
3 – assemblea per la nascita di un coordinamento intercategoriale (studenti, dottorandi, precari, ricercatori e professori, con l’aggiunta auspicabile del personale TA) che abbia al centro il concetto di Università bene comune.
4 – legge di iniziativa popolare per il riordino del sistema universitario che sostituisca la legge Gelmini.

La discussione è stata ampia e ricca di spunti. Le lezioni/seminari sono apparsi a tutti come un’ottima iniziativa. l’idea è quella di parlare di vari aspetti della crisi: sicuramente gli aspetti economici (caratteristiche e conseguenze del neoliberismo, meccanismi finanziari e del debito, conseguenze sociali delle attuali ricette proposte per
tamponare la crisi etc. etc.) Oltre a questi anche tutti gli altri aspetti della crisi sono ottimi argomenti di seminario; implicazioni filosofiche, comparazioni storiche
e geografiche con altre crisi già avvenute nella storia e/o in altri luoghi del pianeta, effetti della crisi nei vari campi di ricerca-settori produttivi. La globalità della crisi in questo senso è un vantaggio :-O , in quanto riguarda ogni settore e quindi ogni area disciplinare può avere qualcosa da dire al proposito.

Sicuramente è interessante l’idea di dedicare spazio alle situazioni di crisi già evidenti a livello locale, possibilmente entrando in contatto diretto con queste realtà in modo da collaborare nell’impostazione dell’intervento.

Oltre a ciò, ci sono sicuramente gli aspetti della crisi che riguardano direttamente l’Università: mancanza di fondi, ingresso di privati, penalizzazione della ricerca non immediatamente monetizzabile e/o brevettabile, espulsione di massa dei precari, mancanza di fondi per il diritto allo studio, introduzione generalizzata del numero chiuso…

Organizzativamente abbiamo pensato di procedere in questo modo: innanzitutto scrivere un documento-appello (una-due pagine max) che illustri l’iniziativa nelle sue linee generali: nel frattempo, ognuna delle sigle presenti alla riunione contatterà i suoi referenti di ateneo (noi R29A siamo già avanti, perchè voi siete già stati contattati!
illustrando l’idea e chiedendo la disponibilità di una persona per impegnarsi nell’organizzazione e per sondare i colleghi sui temi specifici da trattare in ciascuna area disciplinare. Quindi, l’idea è quella di mettere in contatto tra di loro in ciascun ateneo le persone che si sono dette disponibili in modo da realizzare dei gruppi di lavoro.

Ovviamente non sempre l’alchimia di mettere insieme un conpass, un R29A, uno studente di Link, un precario, un dottorando (e possibilmente anche un TA…) riuscirà alla perfezione.. come minimo ci vorrà una buona dose di disponibilità al confronto! D’altra parte, speriamo che l’interazione sia resa più facile dal fatto che ci si occuperà della realizzazione di una iniziativa specifica e ben delineata, nel quale non ci sono aspetti di natura “corporativa” che mettono una categoria contro l’altra.

Chi coinvolgere: sicuramente l’idea è quella di fare emergere le nostre energie, quindi non abbiamo intenzione di fare la caccia al grande nome mediaticamente affascinante, ma preferiamo andare alla sostanza delle cose. Sicuramente è preferibile avere delle persone in grado di esporre i concetti in modo divulgativo e coinvolgente, piuttosto che avere un grande erudito che legge l’intervento con voce sommessa.. ma immagino che sia una cosa evidente a tutti!!

I tempi: entro fine settimana speriamo di avere i nomi di coloro che a livello vogliono impegnarsi nell’organizzazione dell’impresa, e prima della fine della settimana prossima pensiamo di presentare pubblicamente l’iniziativa con il documento illustratore e un comunicato stampa, entrambi a firma congiunta delle sigle che promuovono l’iniziativa. Le lezioni sarebbero da fare all’interno della settimana del 10 ottobre, in modo che gli anni accademici siano già partiti ovunque: per quanto riguarda il numero delle lezioni, meglio puntare sulla qualità che sulla quantità. Tra l’altro, a conclusione della settimana (sabato 15 ottobre) ci sarà la giornata dell’indignazione europea, lanciata in Spagna e alla quale stanno aderendo i movimenti di vari stati. Anche in Italia ci sarà una manifestazione, si spera il più possibile vasta ed unitaria, per la
quale in queste ore si stanno scrivendo degli appelli e individuando dei percorsi condivisi.

Per quanto riguarda il referendum sugli statuti, l’idea è quella di sondare l’interesse-utilità-volontà di ciascun ateneo ad impegnarsi nell’iniziativa, e solo se vedremo che un buon numero di atenei è interessato presenteremo l’iniziativa referendaria con un documento-appello nazionale per dare il massimo risalto all’iniziativa, in modo analogo all’iniziativa sulle lezioni. Nel caso in cui le adesioni siano troppo poche si procederà ugualmente a livello locale negli atenei interessati.

Per quanto riguarda l’assemblea per Università bene comune: non manca la volontà politica, ma c’è un problema di metodo e di tempistica. La scelta netta è quella della democrazia partecipativa: nessuno ha intenzione di realizzare una sorta di “cupola” a livello nazionale che “diriga” o sia “rappresentativa” dei vari coordinamenti categoriali.

Questo coordinamento dovrebbe semplicemente occuparsi di raccogliere ed elaborare ragionamenti e promuovere iniziative di interesse comune, seguendo le indicazioni e gli stimoli provenienti dai livelli locali e lasciando alle singole associazioni-movimenti “monocategoriali” le iniziative che riguardano aspetti peculiari delle singole categorie.

Sarebbe quindi opportuno che un simile coordinamento intercategoriale nazionale discendesse da coordinamenti intercategoriali a livello locale, e non viceversa: in questo senso, le iniziative su lezioni e referendum saranno il miglior brodo di coltura. Dato il gran numero di scadenze di mobilitazione (assemblee, manifestazioni..) che ci saranno almeno fino alla metà di ottobre abbiamo convenuto che la cosa più importante sia l’avvio del percorso: in questo senso, l’iniziativa delle lezioni e l’eventuale quanto auspicabile iniziativa sui referendum sugli statuti sono perfetti. Vedremo poi, a seconda dei risultati a livello locale e della situazione generale del paese, come impostare coordinamento e assemblea a livello nazionale

Infine, sulla legge di iniziativa popolare: tutti si sono detti più che d’accordo sull’idea di scrivere una proposta organica di riforma dell’Università che sia condivisa da tutte le categorie, per evitare di dover appoggiare proposte (in genere ampiamente imprefette) avanzate dai vari partiti. Questa proposta organica potrà poi essere tradotta in
legge di iniziativa popolare se vedremo un consenso ampio intorno ad essa e la disponibilità-utilità di una campagna di raccolta firme.
QUINDI: se siete ancora convinti di partecipare,

*continuate (o cominciate!) a contattare colleghi* per concretizzare l’iniziativa sulle lezioni sulla crisi;

*fateci avere suggerimenti* sulle tematiche da toccare in ciascuna area disciplinare;

*dateci il nome di uno-due referenti* per i ricercatori di ciascun ateneo da mettere in contatto con le altre componenti. Per questo potete scrivere all’indirizzo email del Gruppo di Lavoro dei Ricercatori e Docenti Precari: gdl-cpu@googlegroups.com;

*diteci se siete interessati ad avviare iniziative referendarie sugli statuti* nei vostri atenei

*possibilmente entro la fine di questa settimana-inizio della prossima*

Se tutto va come dovrebbe, la settimana prossima tutti insieme renderemo pubblica l’iniziativa.

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