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Archive for ottobre 2011

Osservazioni del CPU sui regolamenti in materia di reclutamento Ricercatori a Tempo Determinato (RTD)


Nella maggior parte degli atenei si stanno discutendo e approvando ora i regolamenti per le procedure di reclutamento dei futuri Ricercatori a tempo determinato (RTD). Si tratta di una fase molto delicata nella quale si definiscono norme essenziali per il futuro di tutti i precari.

Occorre evitare che i nuovi ricercatori siano semplicemente degli assegnisti di ricerca sotto altro nome e che la loro scelta avvenga secondo criteri esclusivamente localistici.

Per facilitare tutti nelle discussioni che avvengono ateneo per ateneo, eccovi alcuni punti sui quali è importante che l’attenzione non cali.

Progetti di ricerca

In molte bozze gli Atenei cercano di inserire nei requisiti dei bandi la possibilità di un’eventuale indicazione di uno specifico progetto/programma di ricerca (o dei programmi/progetti) cui sarebbe collegato il contratto. La motivazione addotta è spesso che una formulazione del genere viene incontro ai finanziamenti privati che gli atenei dovranno cercare di catturare.

E’ inopportuno invece che si possa indicare qualcosa di più specifico del Settore Scientifico Disciplinare (SSD) sui si riferisce il bando.

Perché siamo contrari?

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Parere del CUN su criteri e parametri per la valutazione dei candidati ai fini dell’abilitazione scientifica


Prot. n. 1520

Spedito il 19/10/2011 All’On.le Ministro
S E D E

PARERE

Decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, “Regolamento recante criteri e parametri per la valutazione dei candidati ai fini dell’attribuzione dell’abilitazione scientifica nazionale per l’accesso alla prima e alla seconda fascia dei
professori universitari, ai sensi dell’articolo 16, comma 3, lettere a), b) e c) della legge 30 dicembre 2010, n. 240”.

Indice

PREMESSA

LE SCELTE E LE ESPERIENZE DEL CONSIGLIO UNIVERSITARIO NAZIONALE

PARTE PRIMA

IL DISEGNO DELLE NUOVE PROCEDURE DI ABILITAZIONE NELLO SCHEMA DI DECRETO MINISTERIALE

1. LA “TENUTA” DELLE PROCEDURE DI ABILITAZIONE: TRA INCERTEZZE E DISTANZE DALLA L. N.240/2010;
2. LA DEFINIZIONE SOLO PARZIALE DEI CRITERI E DEI PARAMETRI: IL CASO DEGLI INDICATORI DI RILEVANZA SCIENTIFICA (ART.6 REG.);
3. LA “SCELTA” DI RINVIARE LE SCELTE: GLI INTERROGATIVI APERTI E LE INDETERMINATEZZE DELL’ART.6 REG.
4. LA FRAGILE (APPARENTE) PARTECIPAZIONE DELLE COMUNITÀ SCIENTIFICHE;
5. LE ALTRE DISTANZE DALLA L. N. 240/2010: AREE DISCIPLINARI, SOTTO-INSIEMI, SETTORI CONCORSUALI O SETTORI SCIENTIFICO-DISCIPLINARI?
6. LE ALTRE INCERTEZZE E GLI OSTACOLI A UNA VALUTAZIONE ADEGUATA

PARTE SECONDA

ANALISI DELLE DISPOSIZIONI

PREMESSA

LE SCELTE E LE ESPERIENZE DEL CONSIGLIO UNIVERSITARIO NAZIONALE

Il Consiglio Universitario Nazionale ha da tempo individuato in un’efficace valutazione individuale e collettiva lo strumento più adatto per mantenere e migliorare la qualità del sistema universitario. Leggi tutto…

Abilitazione nazionale bocciata dai professori


Dalla rassegna stampa del governo: Il Sole 24 Ore in data 20 ottobre 2011.

È «irragionevole» prevedere che nella valutazione di chi punta all’abilitazione nazionale da associato e ordinario siano prese in considerazione solo le pubblicazioni prodotte dopo l’ultima nomina ricevuta dal candidato, e non piace l’applicazione diffusa di indicatori bibliometrici non solo per valutare aspiranti associati e ordinari, ma anche per decidere chi può far parte delle commissioni giudicanti.

Non è tenero il giudizio dei docenti del Consiglio universitario nazionale sulla bozza di regolamento ministeriale sull’abilitazione nazionale, ultimo tassello necessario a far partire i concorsi nazionali previsti dalla legge Gelmini (anticipato sul Sole 24 Ore del 15 ottobre scorso). Di qui la richiesta di modificare 16 punti sparsi nei 9 articoli di regolamento (nemmeno il titolo si salva dalle obiezioni del Cun), e in particolare di rivedere i criteri di valutazione delle pubblicazioni.

Nel tentativo di costruire un meccanismo di giudizio il più possibile oggettivo, il ministero ha puntato sugli indicatori bibliometrici internazionali nei settori in cui sono diffusi e su parametri analoghi che l’Agenzia nazionale di valutazione è chiamata a costruire dove mancano. Per avere speranze di ottenere l’abilitazione, secondo il provvedimento i candidati dovranno raggiungere una valutazione superiore alla mediana ottenuta dal totale dei “concorrenti”. Il riferimento alle «migliori prassi internazionali», ribatte il Cun, è troppo generico, la delega all’Anvur troppo ampia e la «partecipazione» della comunità scientifica alla costruzione dei criteri è troppo trascurata. Non solo. Il regolamento impone che per essere commissari gli ordinari debbano vantare una qualificazione scientifica pari a quella dei candidati e una produzione scientifica continuativa di livello negli ultimi cinque anni; nessuna obiezione sul primo requisito, ma il Cun contesta gli «automatismi», soprattutto sulle pubblicazioni.

L’altra regola contestata, relativa all’esame limitato alle pubblicazioni successive all’ultima nomina, era finita al centro delle obiezioni anche dei ricercatori, perché rischia di tradursi in un premio all’anzianità nel ruolo più che al merito della produzione.

Tutti i ricercatori precari devono poter partecipare all’abilitazione!


In merito all’interpretazione dell’Art. 3, comma 4, del D.M. sui criteri e parametri per l’abilitazione scientifica nazionale.

È circolata in rete una bozza del Decreto Ministeriale riguardante il “Regolamento recante criteri e parametri per la valutazione dei candidati ai fini dell’attribuzione dell’abilitazione scientifica nazionale per l’accesso alla prima e alla seconda fascia dei professori universitari, ai sensi dell’articolo 16, comma 3, lettere a), b) e c) della legge 30 dicembre 2010, n. 240.”.
C’è un punto in particolare che ci sta molto a cuore:
All’Art. 3, comma 4, del Regolamento, è infatti previsto che “Nella valutazione di candidati già in servizio come professori associati o ricercatori o in posizioni equivalenti all’estero, fatta salva la considerazione complessiva dei titoli di cui all’articolo 4, comma 4, e all’articolo 5, comma 4, sono prese in considerazione esclusivamente le pubblicazioni prodotte dopo la nomina nella posizione in godimento.”.

Il testo appare piuttosto confuso, e potrebbe produrre conseguenze molto gravi per le legittime possibilità di carriera di migliaia (altri 35mila) ricercatori e docenti precari.

Vorremmo in particolare che venisse precisato:

1) che la procedura di abilitazione è aperta a tutti i candidati che posseggono, o ritengono di possedere i requisiti di qualificazione scientifica dettagliati nel regolamento, indipendentemente dalla carriera professionale pregressa, e in particolare dalla circostanza relativa alla loro presenza in particolari ruoli o posizioni accademiche;

2) che per i ricercatori a tempo determinato di cui all’articolo 24 della legge 240 la considerazione delle pubblicazioni sottoposte alla valutazione per il conferimento dell’abilitazione alle funzioni di Professore Associato non sia ristretta solamente a quelle realizzate durante la permanenza in tale posizione, ma che esse possano essere tratte dalla produzione scientifica maturata durante tutta la propria carriera.

Coordinamento Precari Università

Bilancio del primo anno di vita del blog e spunti per una discussione sul suo futuro


Cari tutti,

è ormai trascorso un anno dall’apertura di questo spazio di discussione e con questo intervento vorrei raccontarvi cosa è stato fatto e chiedere a voi come andare avanti. Lo stimolo a interrogarvi ora sulla gestione del blog del coordinamento proviene in parte dai commenti scatenati nella mailing list ‘dibattito’ – alla quale non sono iscritta e che quindi ho ricevuto selezionati e per forward – dalla pubblicazione della riflessione di Michele Filippini sulla manifestazione del 15 ottobre a Roma. La lettera di Michele è stata pubblicata come ogni altra lettera ricevuta e come ogni altro commento pertinente agli articoli o ai comunicati che abbiamo postato.

Personalmente non ritengo fuoriluogo condividere contenuti che possano stimolare un dibattito. Non possiamo limitarci ad essere una vetrina per comunicati e per articoli altrui. Siamo una comunità, una tribù, un movimento, chiamatelo come volete, ma condividiamo idee ed esperienze, non solo informazioni.

Ma potrei sbagliarmi e non aver correttamente interpretato il ruolo che mi è stato affidato.

Vi chiedo quindi  se avete delle motivazioni e argomentazioni convincenti per cambiare quella che è stata finora la linea adottata di scrivere e commentare qui quel che avviene in questo spazio, soprattutto qualora non vi sembri coerente rispetto alle decisioni prese assieme nell’assemblea di Bologna dell’8 ottobre 2010. 

Un anno fa abbiamo scelto di aprire un blog e non un sito internet. Avere e gestire un blog significa promuovere l’interazione con gli utenti, accettarne e condividerne i contenuti, lettere comprese.

Non aggiungo altro perchè spero lo facciate voi.

Vi lascio con l’immagine dello screenshot delle visite ricevute nell’ultimo anno e con una domanda.

La nostra visibilità sta iniziando a calare e con lei probabilmente la coesione interna al movimento. Eppure i temi di cui abbiamo dibattuto negli ultimi 12 mesi sono urgenti e le prospettive drammatiche come e forse più di un anno fa. La domanda è questa: in una stagione di indignazione mondiale come possiamo utilizzare al meglio internet e i media 2.0 per far sentire il nostro messaggio e per rinforzare i legami in questo coordinamento di precari? Spero nelle risposte e che questo intervento vi stimoli ad essere maggiormente consapevoli e coinvolti nella gestione di questo spazio.

Un saluto e buon lavoro, anche se probabilmente precario o volontario!

Valentina Bazzarin

Categorie:lettere

Ecco la strategia per aumentare le tasse e creare l’università dei privilegiati.

18 ottobre 2011 Lascia un commento

La Cassa depositi e prestiti lancia un’iniziativa pubblico-privata: la Fondazione per il merito. Questa concederebbe prestiti di 10mila euro l’anno per gli studenti meritevoli da rimborsare quando questi trovino lavoro.

Questo è il modo attraverso il quale si coprirà l’aumento delle rette universitarie e si farà gravare sui giovani oltre al fardello del debito pubblico, che loro non hanno contribuito a creare, anche e per anni, quello del debito privato contratto già prima di iniziare il lavoro:

http://archiviostorico.corriere.it/2011/ottobre/17/Cassa_depositi_lancia_prestito_onore_ce_0_111017031.shtml

Categorie:Documenti

Una lettera dopo il #15Oct a Roma – Sulla nostra coazione a ripetere


La giornata di ieri va analizzata. Confrontarsi è il miglior modo per fare le scelte giuste da qui in avanti.

Ho vissuto molti confronti di piazza. Quello di ieri era impressionante solamente per il numero di persone che vi hanno partecipato, o meglio, che erano venute con l’intenzione specifica di fare quello che hanno fatto.

Quindi non mi sono stupito più di tanto. Come scrive WM1: “a me sorprende, davvero, che fino a oggi pomeriggio qualcuno si aspettasse qualcosa di diverso, dopo il 14 dicembre 2010. È andata com’era ovvio che andasse”. Leggi tutto…

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