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Come rubare il salario ad un professore a contratto


E’ diffusa la pratica di far svolgere gli insegnamenti a contratto e poi decurtare le retribuzioni oppure eliminarle del tutto alla fine dell’anno accademico.
Questo è possibile anche perché tale eventualità è contemplata negli stessi bandi per l’affidamento degli insegnamenti.
Lo schema qui sotto (riguardante la Facoltà di Architettura a “La Sapienza”) può essere utile ai gruppi di precari in varie sedi da inviare come diffida a Rettori e direttori di Dipartimento:
Al Magnifico Rettore della Sapienzae.p.p. Al Preside della Facoltà di Architettura

Magnifico Rettore,

la Facoltà di Architettura della Sua università ha recentemente emanato un bando per incarichi di docenza, allegato alla presente mail.

Le segnaliamo che a nostro parere tale bando è irregolare in quanto laddove chiede di sottoscrivere la dichiarazione:

“di essere a conoscenza che il contratto per cui fa domanda può essere retribuito esclusivamente con oneri a carico degli ordinari stanziamenti di bilancio dell’Università e pertanto, in mancanza di detta disponibilità finanziaria, dichiara fin d’ora di non aver nulla a pretendere in pagamento per lo svolgimento dell’incarico predetto”

contraddice esplicitamente le norme dell’articolo 23, comma 2, della legge 240/10 (c.d. “legge Gelmini”), che consentono di affidare insegnamenti a titolo gratuito solo al personale docente e ricercatore universitario. Per tutti gli altri soggetti la norma prevede l’obbligo di stipulare contratti a titolo oneroso, nell’ambito delle proprie disponibilità di bilancio e secondo un importo minimo fissato con decreto del Ministro.

Di fatto, dunque, la legge impone esplicitamente di prevedere e verificare una disponibilità di bilancio, evidentemente su fondi ordinari, non contemplando in nessun modo l’ipotesi dell’irreperibilità dichiarata nel bando.

Né d’altra parte si può far riferimento all’attuale regolamento d’ateneo che, essendo per natura una fonte normativa di rango inferiore rispetto alle leggi dello Stato, non può essere utilizzato per affidare incarichi in contrasto con le disposizioni di queste ultime.

Si fa notare peraltro che nell’amministrazione di un ente pubblico è prassi consolidata e ovvia oltre che norma di legge prevedere (obbligatoriamente) una copertura di bilancio per ogni spesa prevista con anticipo come nella fattispecie.

Ferma restando la nostra contrarietà a qualsiasi affidamento di incarichi di docenza a titolo gratuito sia al personale strutturato che a quello non strutturato, riteniamo  doveroso sottolineare come l’attuale legislazione non lasci alcuno spazio per affidare a quest’ultimo incarichi di insegnamento non retribuiti.

Certi della Sua cortese attenzione, cogliamo l’occasione per porgerLe i nostri migliori saluti,

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Categorie:Documenti
  1. Salvo
    22 novembre 2011 alle 22:47

    Sante parole !
    Ma non c’ è traccia del decreto attuativo che stabilisce i compensi dei docenti a contratto a distanza di 10 mesi dalla approvazione della legge ?

  1. 19 febbraio 2012 alle 13:59

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