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Archive for febbraio 2012

La resa dei conti

28 febbraio 2012 5 commenti

Il Governo, con uno schema di decreto, ha matematicamente pianificato il ridimensionamento del sistema universitario e l’aumento delle tasse studentesche.

La CRUI esprime critiche ma poi chiede anche la possibilità di aumentare le tasse studentesche, magari abolendo del tutto il vincolo che le limita al massimo al 20 per cento dell’FFO. Ecco il passaggio delicato:

• Con riferimento all’art. 5, c. 4, si segnala il problema derivante dai limiti di cui al DPR 306/1997 ovvero dal limite del 20% sui trasferimenti dello Stato come tetto degli introiti da tasse e contributi; vengono proposte in merito diverse soluzioni, sostanzialmente speculari fra loro:
a) la possibilità di computare tasse e contributi a denominatore esclusivamente fino alla concorrenza del limite di legge esistente;
b) la possibilità di computare tasse e contributi rapportandoli a un limite dello 0,2 rispetto all’FFO teorico che discende dal modello di ripartizione (art. 11 della L. 240/2010) o all’FFO standard già sopra richiamato;
c) mantenere un tetto di garanzia esclusivamente fino ad una certa soglia di reddito; 
d) la pura e semplice abrogazione dell’art. 5 del DPR 306/97.”

Ecco l’analisi di Francesca Coin su ROARS.

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I tristi rampolli della Bocconi

26 febbraio 2012 1 commento

I professori della Bocconi scrivono editoriali su tutti i maggiori quotidiani italiani. Il presidente della Bocconi ce lo ritroviamo presidente del Consiglio. Ogni occasione è buona per i professori al Governo di far pubblicità gratuita a quella università privata. Scrivono, pensano, dicono tutti le stesse cose, senza alcuna fantasia, senza capacità di ricerca e al servizio di interessi di gruppi imprenditoriali e finanziari che hanno guidato l’Italia negli ultimi 20 anni.

Il “Corriere della Sera” pensa bene di pubblicare una lettera di 20enni che sono di certo il prodotto dell’ideologia della Bocconi.

Ecco la risposta su Micromega di Matteo Pucciarelli: Leggi tutto…

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Il ritorno delle docenze ad 1 euro

25 febbraio 2012 Lascia un commento

di Luca Schiaffino da ROARS

In una dichiarazione rilasciata nelle prime settimane del proprio mandato il ministro Profumo ha affermato che il nuovo governo non sarebbe intervenuto sulla legge 240, ma si sarebbe limitato ad “oliare il sistema”. Questa dichiarazione ha ovviamente deluso chi si augurava che il cambio di governo avrebbe reso possibile una rapida uscita dallo stato di paralisi nel quale i meccanismi sabotatori e bizantini della “riforma” hanno gettato l’università italiana, ma questa scelta è probabilmente obbligata per un governo tecnico che per di più ha come principale partito della propria maggioranza parlamentare la stessa forza politica che ha promosso e approvato la nuova legge. Ciononostante, nel cosiddetto “decreto semplificazioni” approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 3 febbraio, si trovano alcune misure in materia di università che modificano alcune parti della legge 240. Leggi tutto…

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Decimati, più poveri, più precari – Bologna 24 Marzo 2012


Decimati, più poveri, più precari

Adesione del CPU allassemblea nazionale per lUniversità Bene Comune

Bologna,24 marzo 2012

I continui processi di “riforma” del sistema universitario, il loro tendere verso il conseguimento di una maggiore produttività priva obiettivi culturali generali, ha finora prodotto un abbassamento della qualità dei titoli di laurea e una diminuzione del numeri degli studenti iscritti all’università. Si profila uno scenario in cui l’abolizione del valore legale della laurea porterà ad una distinzione fra “teaching” (seria B) e “research” (serie A) universities, ed allo stesso tempo un aumento delle tasse universitarie che accentuerebbe le, già inaccettabili, sperequazioni sociali del paese.

Su noi precari, cioè sul futuro della ricerca fuori e dentro le aule universitarie, gli anni recenti sono stati devastanti.

Siamo decimati perché, stando alle statistiche ufficiali il numero dei precari è calato di 22mila unità fra il 2008 e il 2010 (e nel 2011 i dati saranno certamente molto peggiori come apprendiamo dai diversi atenei). Questo non ha significato però nuove assunzioni, visto che nello stesso tempo il personale strutturato è calato di 5000 unità, ma solo un ridimensionamento scriteriato e senza pianificazione alcuna del sistema. Ogni giorno centinaia di ricercatori e docenti precari emigrano all’estero, cambiano lavoro, disperdono saperi accumulati, vanno semplicemente a rinfoltire le schiere dei disoccupati.
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Ricercatori a tempo determinato: più flessibili e meno retribuiti

14 febbraio 2012 4 commenti

Il nuovo decreto riguardante la disciplina del trattamento economico dei professori e dei ricercatori universitari ci riserva amare sorprese.

Qui sotto il commento il post di Piero Graglia sulla questione:

Ricercatori a tempo determinato, dopo la beffa, il danno

34.898,06 euro annui a tempo pieno e 25.317,88 euro annui a tempo definito (gli importi sono lordi). Questi sono i due trattamenti economici per i ricercatori a tempo determinato, così definiti dal decreto che rimodula e ri-determina le retribuzioni dei docenti universitari delle diverse fasce (ricercatori a tempo determinato e indeterminato, professori associati e professori ordinari). Leggi tutto…

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Il Governo “semplifica” la vita ai rettori: di nuovo le docenze a contratto gratuite

13 febbraio 2012 2 commenti

Il “decreto semplificazioni” fa rivivere le docenze a contratto gratuite. Ecco la sensibilità nei confronti delle necessità dei giovani, in particolare verso quelli che si avvicinano all’università.

Ecco di nuovo il lavoro gratuito in modo che solo coloro che si chiamano Martone o Fornero di cognome possano affrontare il duro percorso della carriera universitaria.

L’analisi di Luca Schiaffino

 

Qui sotto il comunicato della FLC sulla questione: Leggi tutto…

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L’educazione universitaria è un bene comune?

13 febbraio 2012 Lascia un commento

http://blog.talkingphilosophy.com/?p=4186

Is Education a Public Good?
di Mike LaBossiere

While higher education is generally regarded as a good (mainly because folks with college degrees make more than folks who lack such degrees), there has been considerable debate in the United States as to whether or not higher education is a public good.
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Categorie:Documenti
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