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Non cancellare il valore legale, ma aumentare il “valore reale” del titolo di studio


Prontuario delle risposte al questionario truffa del Ministero dell’istruzione

Le risposte che trovate qui di seguito alle domande del questionario del Miur mirano ad evitare che il Governo possa trovare legittimità popolare sufficiente a cancellare il valore legale del titolo di studio.

Se volete evitare l’abolizione del valore legale, vi proponiamo qui di seguito possibili risposte al “questionario truffa”

P.S. Al fondo del prontuario trovate le ragioni della nostra contrarietà all’abolizione del valore legale del titolo di studio.

Tematica I: Accesso alle professioni regolamentate

Quesito 1

Come giudicate la necessità di possedere uno specifico titolo di studio per poter esercitare una determinata professione?

a) Positivamente, perché il possesso di uno specifico titolo di studio garantisce la qualità della prestazione resa dal professionista, che il cliente potrebbe non essere in grado di verificare da solo.
b)
Negativamente, perché lanecessità di possedere uno specifico titolo di studio impedisce che soggetti con competenze acquisite attraverso l’esperienza pratica e/o attraverso studi personali possano esercitare una determinata professione.
c)
Dipende dal tipo di professione.


In
questo caso, potete indicare le professioni alle quali vi riferite e illustrare la vostra opinione (max 500 caratteri):________________________________________________________________________

Risposta: A

Motivazioni: Il possesso di un titolo di studio offre la garanzia che si arrivi a svolgere una determinata professione, non solo provvisti delle necessarie competenze, ma anche con la dovuta capacità critica in grado di permettere un miglioramento della professione in questione e dunque un avanzamento generale della società.

Ovviamente perché così sia i titoli di studio devono essere l’espressione di un percorso di apprendimento serio e che offra agli studenti i migliori strumenti e strutture possibili per affrontarlo.

Quesito 2

Come valutate la necessità di possedere uno specifico titolo di studio per l’ammissione all’esame di abilitazione per l’esercizio di una professione?

a) Positivamente, perché il possesso di uno specifico titolo di studio è garanzia di preparazione adeguata e consente di selezionare, fin da subito, gli ammessi all’esame di abilitazione.
b)
Negativamente, perché il superamento dell’esame di abilitazione è sufficiente a dimostrare il possesso di adeguate competenze.
c)
Dipende dal tipo di professione.


In
questo caso, potete indicare le professioni alle quali vi riferite e illustrare la vostra opinione (max 500 caratteri):

________________________________________________________________________________

Risposta: A

Motivazioni: Se è vero il titolo di studio è una garanzia di qualità della preparazione e di capacità di ragionamento è di conseguenza vero che esso può correttamente anche essere utilizzato come prerequisito per gli esami di abilitazione in modo da scegliere direttamente tra i più adatti.

Quanto ai “caveat” vale quanto detto per la risposta precedente.

________________________________________________________________________________

Quesito 3

Ritenete che vi  siano professioni non regolamentate, per le quali dovrebbe essere richiesto uno specifico titolo di studio, attualmente non necessario?

a)Sì.
In
questo caso, potete indicare le professioni alle quali vi riferite e il titolo di studio che dovrebbe essere richiesto (max 500 caratteri):

b)No.

________________________________________________________________________________

Risposta: A

Motivazioni: Eassolutamente possibile che vi siano altre professioninon regolamentateper le quali il possesso di un determinato titolo di studio sarebbe utile. Per esempio il parlamentare?

Ma sono le stesse associazioni professionali in questione che dovrebbero suggerire una propria regolamentazione se la ritengono utile al miglioramento della qualità del proprio lavoro.

_________________________________________________________________________

Quesito 4

Ritenete che vi siano professioni per le quali il titolo di studio oggi richiesto sia eccessivo rispetto al tipo di prestazione che si è chiamati svolgere?

a)Sì.
In 
questo caso, potete indicare le professioni alle quali vi riferite il differente titolo di studio che dovrebbe essere richiesto (max 500 caratteri):
b)
No.

________________________________________________________________________________

Risposta: B

Motivazioni: Nessun titolo di studio può dar luogo ad unapreparazione eccessiva. La stessa domanda presuppone una visione della formazione e dello studio come unicamente finalizzati alla preparazione ad uno specifico lavoro piuttosto che anche finalizzati alla crescita delle capacità intellettuali e critiche dellindividuo e dunque della collettività intera.

Piuttosto c’è bisogno che il mondo del lavoro valorizzi le competenze acquisite anche con apposite possibilità di formazione permanente.

Tematica II: Pubblico Impiego

Quesito 5

Ritenete necessario il possesso di uno specifico titolo di studio perl’accesso al pubblico impiego?

a)Sì, perché il possesso di uno specifico titolo di studio garantisce professionalità competenza da parte di impiegati, funzionari dirigenti pubblici ed evita un’eccessiva discrezionalità nella loro assunzione.
b)
No, perché il titolo di studio può essere poco significativo in rapporto alle funzioni da svolgere il possesso di adeguate competenze dovrebbe essere accertato esclusivamente in sede di svolgimento delle prove concorsuali.
c)
Dipende dal tipo di funzioni che si è chiamati svolgere.
In 
questo caso, potete indicare le funzioni alle quali vi riferite illustrare la vostra opinione (max 500 caratteri):
________________________________________________________________________________

Risposta: A

Motivazioni: Il possesso di uno specifico titolo di studio può essere una condizione necessaria, sebbene non sufficiente, per laccesso al pubblico impiego.

Sarebbe assai preferibile che le assunzioni avvenissero anche sulla base delle competenze acquisite piuttosto che tramite raccomandazioni o per passaggio di padre in figlio, come avviane in un gran numero di aziende private.

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Quesito 6

Ritenete necessario il conseguimento di un voto elevato, all’esito del percorso di studi svolto, per partecipare ai concorsi per l’accesso ad alcune tipologie di impiego/qualifiche nella pubblica amministrazione?

a) Sì, perché solo più meritevoli devono poter accedere ranghi elevati e/o funzioni particolarmente qualificate nella pubblica amministrazione.
b)
 No, perché, indipendentemente dalla votazione finale, il titolo conseguito assicura il possesso delle competenze/conoscenze necessarie.
c)
Altro.
In 
questo caso, potete illustrare la vostra opinione (max 500 caratteri):
________________________________________________________________________________

Risposta: A

Motivazioni: Se il voto conseguito non fosse un fattore di agevolazione in alcune carriere che senso avrebbe stimolare un maggior impegno tramite la votazione? Limportante è che le soglie di voto escludenti non siano troppo elevateo meglio ancora che al voto più alto venga attribuito semplicemente un punteggio aggiuntivo.

Se non si crede nel sistema di votazione (e non è detto che il voto sia necessariamente un incentivo a fare meglio) allora bisognerebbe abolirlo in tutti gli stadi della formazione e in tutte le strutture educative, operazione a seguito della quale la domanda posta qui sopra non avrebbe più senso.

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Quesito 7

Come giudicate le disposizioni dei bandi di concorso che prevedono l’attribuzione di punteggi aggiuntivi coloro che abbiano conseguito un voto di laurea elevato?

a) Positivamente, perché il voto di laurea conseguito è espressione di particolare impegno, bravura competenza.
b) 
Negativamente, perché il voto di laurea conseguito consente valutazioni comparative, di merito, solo tra studenti dello stesso ateneo.
c)
Altro.
In 
questo caso, potete illustrare la vostra opinione (max 500 caratteri):

________________________________________________________________________________

Risposta: A

Motivazioni Il voto di laurea dovrebbe certo essere tra possibili elementi aggiuntivi di valutazione, perché questo potrebbe avere una funzione di stimolo per chi studia, riconoscendo valorizzando il suo impegno.

Lpresunta scarsa valenza della valutazione comparativadi cui il voto di laurea è frutto, è un falso problema: se il Ministero dellIstruzione, Università Ricerca monitorasse la qualità con metodi intelligenti, non punitivi consoni ad un servizio pubblicodedicasse attenzione fondi adeguati al sostegno dell’istruzione pubblica al superamento dei dislivelli territoriali sociali che possono ripercuotersi sulla qualità delle università, la valutazione assegnata agli studenti alle studentesse dal corpo docente risulterebbe attendibile, in quanto tuttgli atenei sarebbero posti nelle condizioni di operare al meglio ed a pari posizioni di partenza

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Quesito 8

Ritenete che vi siano concorsi in cui, pur non essendo attualmente prevista, dovrebbe essere richiesta la laurea? Quali in particolare? quale laurea?

a) Sì.
In 
questo caso, potete indicare concorsi ai quali vi riferite la laurea che dovrebbe essere richiesta (max 500 caratteri):
b)
 No.

________________________________________________________________________________

Risposta B

Motivazioni: Sicuramente esistono dei concorsi per quali non è prevista una laurea mentre dovrebbe esserlo. Per rispondere correttamente, sarebbe necessario fare uno studio accurato dei concorsi nella pubblica amministrazione delle loro mancanze. Ad ogni modo, ciò che un Ministero dellIstruzione, dell’Università della Ricerca dovrebbe fare è incentivare il più possibile la formazione universitaria per tutti cittadini le cittadine.

________________________________________________________________________________

Quesito 9

Ritenete che vi siano concorsi per quali il titolo di studio oggi richiesto sia eccessivo rispetto al tipo di funzioni che si è chiamati svolgere?

a) Sì.
In 
questo caso, potete indicare concorsi ai quali vi riferite il differente titolo di studio che dovrebbe essere richiesto (max 500 caratteri):
b)
 No.

________________________________________________________________________________

Risposta B

Motivazioni: Lobiettivo di un percorso formativo universitario dovrebbe essere quello di dare tutti tutte la possibilità di raggiungere più alti livelli di istruzione, di sviluppare senso critico consapevolezza, di maturare capacità competenze ad ampio raggio.

Il problema dell’amministrazione pubblica italiana non è certamente il grado “eccessivo” con cui questi obiettivi sono soddisfatti. Al centro degli interessi del Miur dovrebbe esserci l’individuazione di strumenti per incentivare una crescita culturale complessiva della popolazione e della burocrazia che ai suoi bisogni deve saper rispondere, non già la definizione delle soglie minime al ribasso di preparazione per accedere a determinati incarichi. Porre la questione del titolo di studio in termini di utilità spicciola è riduttivo.

________________________________________________________________________________

Quesito 10

Come giudicate la necessità che dipendenti pubblici debbano possedere uno specifico titolo di studio ai fini delle progressioni in carriera c.d. verticali?

a)Positivamente, perché il possesso di uno specifico titolo di studio garantisce l’idoneità del dipendente svolgere attività riconducibili all’area funzionale superiore.
b)
Negativamente, perché il passaggio da un’area funzionale all’altra dovrebbe basarsi, esclusivamente, sullae competenze acquisite attraverso l’esperienza maturata nell’amministrazione e/o attraverso studi personali.
c)
Altro.
In 
questo caso, potete illustrare la vostra opinione (max 500 caratteri):

_______________________________________________________________________________

Risposta: A

Motivazioni Il fatto che uno specifico titolo di studio costituisca il prerequisito per le progressioni di carriera di per è positivo.

Il problema nasce quando i titolo di studio vengono ottenuti in modo fraudolento o concessi dalle università attraverso percorsi agevolati (come nel caso di numerose università che hanno stipulato accordi specifici con enti della pubblica amministrazione).

Anche qui sarebbe importante aumentare il “valore reale” del titolo di studio e reprimere gli abusi piuttosto che svalutare la preparazione e i titoli di studio conseguiti.

________________________________________________________________________________

Tematica III: Valutazione dei titoli di studio

Quesito 11

Come giudichereste una differenziazione qualitativa di titoli di studio nominalmente equivalenti?

a) Positivamente, perché darebbe vita ad un sistema maggiormente meritocratico costituirebbe un incentivo ad una formazione migliore per studenti di istituzioni scolastiche/universitarie.
b) 
Negativamente, perché creerebbe distinzioni basate su criteri opinabili potrebbe pregiudicare chi non può accedere alla formazione ritenuta più qualificante.
c)
Altro.
In 
questo caso, potete illustrare la vostra opinione la relativa motivazione (max 500 caratteri):

_______________________________________________________________________________

Risposta: B
Motivazioni: Questo sarebbe lesito più nefasto di tutti che porterebbe allo smembramento delluniversità pubblica, alla creazione di un ranking fra gli atenei che privilegerebbe quelli situati nelle regioni più ricche e con maggiori rapporti con il finanziamento privato, nonché quelli con una maggiore vocazione per la formazione tecnica e scientifica.

Specie in un momento nel quale le risorse per il diritto allo studio sono quasi nulle la differenziazione geografica degli atenei porterebbe i cittadini e le cittadine di alcune regioni d’Italia ad essere svantaggiati in modo irrecuperabile rispetto a quelli di altre regioni.

Ciò aprirebbe la strada ad un uso della valutazione qualitativa funzionale alla mera certificazione dell’esistente, creando peraltro delle distinzioni difficilmente affidabili in sede concorsuale, perché per natura instabili, dato che l’obiettivo di una corretta valutazione dovrebbe essere quello di sollevare continuamente l’asticella della qualità del sistema universitario. In una parola, è evidente che l’esito finale sarebbe la totale abdicazione dello Stato al suo compito di rimuovere le disuguaglianze sociali e culturali.

Ai quesiti 12, 13, 14 non si deve rispondere, vanno lasciate non compilate (come previsto dagli ideatori del questionario), tutte le domande seguenti infatti sono infatti costruite con il preciso obiettivo di differenziare il valore dei titoli di studio.

Quesito 12

Per quali finalità ritenete possa essere utile una differenziazione tra titoli di studi0 nominalmente equivalenti?

a)Per selezionare partecipanti ad un pubblico concorso ovvero all’esame di abilitazione per l’esercizio di una professione.
b)
Per attribuire punteggi differenti ai partecipanti ad un pubblico concorso ovvero all’esame di abilitazione per l’esercizio di una professione ai dipendenti pubblici ai fini delle progressioni in carriera.
c)
Per altre finalità.
In 
questo caso, potete indicare le finalità alle quali vi riferite (max 500 caratteri):
________________________________________________________________________________

Risposta: Nessuna

Motivazioni: Non è utile differenziare il valore dei titoli di studio per nessuna finalità.

_______________________________________________________________________________

Quesito 13

Ai fini di un’eventuale differenziazione di titoli di studio nominalmente equivalentiquali valutazioni ritenete che dovrebbero rilevare?

a) Valutazioni relative all’istituto che ha rilasciato il titolo(esistenza di procedure selettive per l’accesso al corso di studi; numero di studenti; numero di abbandoni; numero di studenti che si laureano con il massimo dei voti; voto medio conseguito; strutture didattiche; curricula dei docenti; piani di studioetc).
b)
 Valutazioni relative al percorso di studi proprio di ogni soggetto (tempo impiegato per conseguire il titolo; voti conseguiti durante il corso di studi; votazione finale,etc).
c)
  sia a) che b).
d)
Altre valutazioni.
In
questo caso, potete indicare le valutazioni alle quali vi riferite (max500caratteri):

________________________________________________________________________________

Risposta: Nessuna

Motivazioni: Non riteniamo utile differenziare il valore dei titoli per nessuna finalità.

Quesito 14

Ai fini di un’eventuale differenziazione di titoli di studio nominalmente equivalenti,chi ritenete che dovrebbe operare le relative valutazioni?

a) Un organismo centrale, che dovrebbe valutare titoli di studio rilasciati da ciascun istituto autorizzato e/o fornire criteri per valutare il singolo soggetto che abbia conseguito un titolo di studio.
b)
 Ciascuna commissione d’esame di concorso.
c)
 Ciascuna commissione d’esame di concorso sulla base di informazioni criteri generali elaborati ai sensi della lettera a) 
d)
 Altro.
In 
questo caso, potete illustrare la vostra opinione (max 500 caratteri):

________________________________________________________________________________

Risposta: Nessuna

Motivazioni: Non riteniamo utile differenziare il valore dei titoli di studio per nessuna finalità.

________________________________________________________________________________________

Tematica IV: Questioni ulteriori

Quesito 15

Avete  ulteriori osservazioni proposte sugli argomenti discussi in questo documento su ulteriori temi questioni che ritenete connessi alla materia del valore legale del titolo di studio (max 1000 caratteri)?

In via preliminare si sottolinea che:

– il sondaggio, pur richiedendo un lunghissimo tempo per la sua compilazione, non chiarisce in nessun modo quali saranno le tecniche utilizzate per l’analisi dei risultati, lasciando piena arbitrarietà di interpretazione agli estensori del Miur;

– i quesiti sono assai tendenziosi e rendono quasi impossibile esprimersi in modo chiaro per il mantenimento del valore legale;

– il vero obiettivo dell’operazione appare quello di aprire le porte al ranking fra gli atenei e alla loro suddivisione in diverse categorie, piuttosto che quello di stimolare i dovuti cambiamenti per un aumento del “valore reale” del titolo di studio.

considerando che:

le conclusioni dell’indagine conoscitiva del Senato sul “valore legale”:

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=16&id=00626901&part=doc_dc-allegato_a&parse=no&stampa=si&toc=no

recano al punto 10

” Queste considerazioni portano a ritenere che adottare oggi nel nostro Paese l’abolizione del valore legale della laurea presenterebbe, a fronte dei benefici conseguenti alla liberalizzazione del sistema universitario e alla piena autonomia delle università, vari cospicui aspetti negativi, complessivamente prevalenti: le indubbie difficoltà della realizzazione legislativa, una tempistica non congrua rispetto al recentissimo avvio dell’ANVUR, una non favorevole accettazione da parte di sindacati e ordini professionali, ma soprattutto da parte degli studenti e delle famiglie, una probabile penalizzazione delle università territorialmente svantaggiate, la probabile insorgenza di maggiori difficoltà in ordine alla fruizione di una formazione universitaria di alta qualità per i giovani residenti nelle regioni del Mezzogiorno, un probabile aumento dei costi universitari a carico degli studenti, una maggiore difficoltà di garantire il diritto allo studio degli studenti capaci e meritevoli ma sprovvisti di mezzi. A quest’ultimo riguardo si ribadisce la fondamentale importanza dell’obiettivo costituzionale di garantire a tutti nostri giovani pari opportunità nell’accesso anche ai più alti livelli della formazione: la qualità non può essere privilegio di pochi. Questo principio di uguaglianza ispira profondamente la nostra Costituzione ed è il presupposto di base del metodo meritocratico.”

e inoltre considerando che:

il sondaggio in questione è, pur riguardando un tema cruciale per il futuro dell’università italiana, tecnicamente aperto a qualsiasi tipo di alterazione perché totalmente privo di controlli:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/29/universita-sondaggio-vota-anche-napoleone/200796/

si chiede:

– di ritirare il sondaggio o almeno di fornire le dovute garanzie sul fatto che non sia possibile alterarne i risultati;

– di rendere disponibili alla fine di tutta l’operazione tutte le risposte al sondaggio in modo che chiunque possa verificare che nessuno abbia votato al suo posto;

– che in futuro sondaggi simili vengano effettuati attraverso domande più semplici e di carattere generale tipo: “è favorevole alla limitazione del valore legale del titolo di studio?” in modo da garantire una lettura più agevole e trasparenti dei risultati conseguiti.

  1. infn
    5 aprile 2012 alle 17:22

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