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Archive for maggio 2012

L’idea di merito del ministro Profumo: insegnamento obbligatorio per gli assegnisti di ricerca


Con il decreto sul “merito” che sarà varato nei prossimi giorni il “governo dei tecnici” imbocca nuovamente la strada, già battuta dai vari esecutivi Berlusconi, di un provvedimento del tutto privo degli straordinari requisiti di necessità e urgenza che dovrebbero giustificare un decreto legge e coperto da un titolo accattivante utilizzato per indorare misure: in parte inutili, in parte addirittura contrastanti con la cosiddetta “valorizzazione del merito”, in parte finalizzate al raggiungimento di altri e deprecabili obiettivi.

Fra le ultime sono senz’altro da annoverare alcune novità che andranno ad incidere in modo particolarmente duro sui ricercatori precari, a partire dalla paventata introduzione dell’obbligo di “didattica integrativa” per gli assegnisti di ricerca, e che rappresentano non solo la continuazione, ma il peggioramento delle politiche di precarizzazione portate avanti dalla legge Gelmini. L’idea di fondo è quella che un’università sempre più a corto di risorse e di personale debba reggersi con l’espulsione progressiva dei giovani (10mila persone l’anno espulse dal sistema dal 2008) e con lo sfruttamento in condizioni di totale subalternità dei restanti.
Il vero obiettivo del ministro Profumo, e della Crui che al ministro suggerisce questi provvedimenti, è di trasformare gli attuali 14mila assegnisti in docenti e, in questo modo, di sopperire alle necessità degli atenei, scaricando su giovani e precari i costi dei progressivi tagli alla ricerca e all’istruzione. Noi ribadiamo che se nelle università non c’è abbastanza personale docente questo deve essere assunto tramite le regolari procedure di reclutamento. Gli assegnisti hanno degli obiettivi di ricerca incompatibili con le necessità dell’insegnamento.
E’ inconcepibile che il contratto di assegnista che già ha una delle più basse retribuzioni europee venga gravato di nuove mansioni, per di più senza nessun adeguamento sul piano del compenso. In pratica questo significherebbe non solo far rientrare dalla finestra, ma addirittura rendere obbligatori, quegli insegnamenti a titolo gratuito di cui per anni avevamo messo in evidenza l’illegittimità, e che, in parte, la legge Gelmini eliminava
Come era facilmente prevedibile, la legge Gelmini ha lasciato solo macerie e ad appena un anno e mezzo di distanza il governo è costretto a sancirne il definitivo fallimento. Ma non è concepibile che dal disordine e il sottofinanziamento delle università si possa uscire solo con vessazioni demoralizzanti per i giovani ricercatori. Sarebbe questo il modo in cui il governo, al di là delle dichiarazioni roboanti che hanno accompagnato il varo della “riforma del lavoro”, pensa alle condizioni lavorative delle nuove generazioni?
Noi rifiutiamo l’idea di insegnamenti obbligatori per gli assegnisti. Inoltre ribadiamo che la via maestra per far uscire il paese dalla crisi è investire sulla formazione e la ricerca. In questo è prioritario riavviare delle forme di reclutamento al più presto, attivando un regime di reclutamento di ricercatori a tempo determinato di tipo b, come stabilito dalla L.240/2010.
Solo in questa maniera si può garantire una vera tenure trackper coloro che accedono alla posizione di ricercatore a tempo determinato e, inoltre, un reale ricambio generazionale nell’Università italiana, tramite un meccanismo di selezione che avvenga in tempi brevi e certi dopo il Dottorato di ricerca.

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Ecco i risultati del questionario MIUR sul “valore legale”

16 maggio 2012 1 commento

Il ministro Profumo non sembra intenzionato a fare molta pubblicità al deludente (per lui) risultato della consultazione online sul valore legale del titolo di studio.

La possibilità di votare era scaduta il 24 aprile e, ad oggi, nessun comunicato ufficiale del Miur sulla stragrande maggioranza degli italiani che si è dichiarata contro l’abolizione del valore legale della laurea e contro chi voleva creare un ranking fra i diversi atenei.

Leggi i dati ufficiali riportati da “il Sole 24 Ore”

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Sui fatti di Torino

14 maggio 2012 Lascia un commento

Il 10 maggio, al Lingotto di Torino, è successo ciò che spesso viene relegato in qualche articoletto di quinta pagina: un gruppo di studenti che volevano partecipare al convegno “avere vent’anni oggi”, con la presenza anche del ministro Profumo, regolarmente accreditati e alla ricerca di “confronto” e “dialogo”, sono stati caricati e dispersi senza alcun motivo dalle forze dell’ordine.
Categorie:Documenti

PARTECIPA AL “CONTROSONDAGGIO” SULL’UNIVERSITA’

10 maggio 2012 Lascia un commento

Il 15 maggio è la data ultima per compilare il “controsondaggio” promosso da Università Bene Comune sul valore legale del titolo di studio.

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