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Archive for settembre 2012

Storici contro mediane e ANVUR

27 settembre 2012 Lascia un commento

Roma, 26 settembre 2012 

L’Università che vogliamo

L’undicesima mediana di Wittgenstein –

In solidarietà a Lucio D’Angelo e Angelo d’Orsi

 

 

Nei giorni scorsi, due esponenti de “L’Università che vogliamo” – Lucio D’Angelo e Angelo d’Orsi – sono stati fatti oggetto di attacchi volgari e insinuazioni ridicole all’interno della mailing list della Sissco.

Lucio D’Angelo è stato pesantemente apostrofato in una e-mail privata dall’attuale presidente della Sissco con parole che in questa sede preferiamo non riportare. Successivamente, Angelo d’Orsi, il quale aveva scritto un articolo di critica argomentata all’Anvur e alla cosiddetta “terza mediana” (cfr. il suo Università, chi dà i voti ai prof?, «Il Fatto quotidiano», 19 settembre 2012, p. 22) ha dovuto subire un trattamento ancor più corrivo. Per rispetto nei confronti di uno spazio privato di discussione come la mailing list della Sissco, non riporteremo nello specifico quelle accuse. Certo è che si è trattato di un episodio (neanche il primo, peraltro) increscioso. Leggi tutto…

Categorie:Documenti

Superamento delle mediane: la risposta del min. Profumo


Riportiamo qui il testo della lettera di risposta inviata dal ministro Profumo alla mozione del 12 settembre presentata dal CUN sul superamento delle mediane.

“faccio riferimento alla mozione adottata nell’adunanza del 12 settembre u.s., nella quale viene chiesto un chiarimento in merito al valore da assegnare al superamento delle mediane per il conseguimento dell’abilitazione scientifica nazionale.
In proposito, occorre richiamare quanto espressamente previsto dal D.M. n. 76/2012, ai sensi del quale la valutazione dei candidati all’abilitazione, da parte delle Commissioni, avviene sulla base di una serie di criteri e parametri definiti dall’articolo 4 (per la prima fascia) e dall’articolo 5 (per la seconda fascia). Tra questi criteri e parametri il decreto prevede, per entrambe le fasce dei professori universitari, la valutazione dell’impatto della produzione scientifica complessiva misurato mediante gli indicatori di attività scientifica di cui all’articolo 6 del decreto, le cui regole di utilizzo sono precisate negli allegati A e B dello stesso.
Il citato artico 6 prevede che, in linea generale, i candidati possono conseguire l’abilitazione esclusivamente se, oltre ad aver avuto una valutazione positiva secondo gli altri criteri e parametri, presentino i valori degli indicatori di attività scientifica, richiesti per la prima o la seconda fascia e calcolati secondo le regole degli allegati A e B del decreto.
Ai sensi del medesimo articolo 6 del D.M. n. 76/2012, al riguardo, peraltro, le Commissioni hanno un margine di discrezionalità, atteso che possono discostarsi dai criteri e parametri disciplinati dal decreto, incluso quello della valutazione dell’impatto della produzione scientifica mediante l’utilizzo degli indicatori di attività scientifica, dandone specifica motivazione sia al momento della fissazione dei criteri di valutazione dei candidati sia nel giudizio finale espresso sui medesimi.”

DIMISSIONI ANVUR!


L’agenzia della valutazione ricerca nominata dal ministro Gelmini è nata male, ha interpretato male il suo lavoro come “commissario di liquidazione” del sistema universitario, i suoi membri sono in palese conflitto di interessi perché scrivono le regole delle quali essi stessi beneficiano e, in ultima analisi, è stata talmente approssimativa da aver dovuto rinunciare ad ogni criterio “oggettivo” per la preselezione dei canditati all’abilitazione.

A questo punto è necessario sostituire i membri dell’ANVUR con canditati autenticamente “terzi”. Poi sarà da ripensarne per intero il ruolo.

Il commento di ROARS

La richiesta dei docenti preoccupati

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Il “placebo” dell’abilitazione nazionale


Sgombriamo subito il campo da possibili dubbi ed equivoci: è giusto ed opportuno che i docenti e ricercatori precari partecipino alla procedura per l’abilitazione scientifica nazionale fissata con scadenza 20 Novembre 2012, l’abbiamo già detto per tempo.

Detto questo, non possiamo tacere gli infiniti lati oscuri della procedura proposta dal MIUR. Il meccanismo andrebbe profondamente rivisto in generale, mentre in particolare non offre alcun tipo di risposta ai problemi e allo stato di demoralizzazione generalizzato degli oltre 40mila precari dell’università.

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