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Archive for novembre 2012

Proseguono le sentenze favorevoli ai precari


Riportiamo una notizia dal sito delle FLC-CIGL:

Nei giorni scorsi il Tribunale di Roma e quello di Alessandria si sono pronunciati positivamente rispetto ai ricorsi presentati da alcuni lavoratori precari della scuola assistiti dai nostri legali. I giudici hanno dichiarato il diritto dei ricorrenti al riconoscimento dell’anzianità di servizio per i periodi di lavoro svolti con contratti a tempo determinato e al pagamento dei relativi scatti maturati.

Con queste pronunce viene ribadito il principio già riconosciuto dalla normativa europea (1999/70/CE) che non vi può essere disparità di trattamento tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato. Trovano così conferma e si rafforzano le ragioni della vertenza avviata dalla FLC CGIL a tutela dei lavoratori precari e contro l’abuso del lavoro a termine.

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La lettera che il segretario generale della FLC Cgil al Ministro profumo


Pubblichiamo dal sito delle FLC-CGIL il testo della lettera che il segretario generale della FLC Cgil, Domenico Pantaleo, ha scritto al Ministro Profumo, all’Onorevole Ghizzoni ed al Senatore Possa, presidenti delle commissioni istruzione di Camera e Senato, per denunciare la situazione disastrosa in cui versa l’Università pubblica italiana chiedendo, tra l’altro, impegni precisi sul fronte dei finanziamenti e del turn-over.
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Roma, 28 novembre 2012

Al Prof. Francesco Profumo
Ministro Istruzione, Università e Ricerca

All’On. Manuela Ghizzoni
Presidente VII Commissione
Cultura, Scienza e Istruzione
della Camera dei Deputati

Al Sen. Guido Possa
Presidente VII Commissione Istruzione pubblica, Beni culturali
del Senato della Repubblica
Loro sedi
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Il ministro Profumo si trasforma in vigile urbano

23 novembre 2012 1 commento

Incurante dei tagli a scuola e università, del calo degli iscritti all’università e dell’aumento delle tasse, della trasformazioni di scuole e università in enti di carattere privatistico, della progressiva eliminazione di una generazione di giovani che lavorano da precari in scuole e università… il ministro Profumo non trova di meglio che incentrare la sua prima lettera aperta al mondo della scuola sulla necessità di moderare l’impeto.

Ci saremmo aspettati invece un incoraggiamento alla difesa della scuola e dell’università pubblica.

Di seguito la lettera aprte di Profumo: Leggi tutto…

Categorie:Documenti

Il lavoro più duro del mondo (il commissario dell’abilitazione nazionale)


Conclusasi la corsa all’abilitazione è bene fare due conti su cosa il Miur sia stato in grado di mettere in piedi.

Magari per i prossimi anni non sarà così, visto che caleranno drasticamente le candidature (chi l’ha fatta quest’anno, sia che passi sia che venga respinto, non la farà l’anno prossimo), però per questa “prima tornata” i tempi sono così stretti e l’ingorgo così grande che le visioni meritocratiche di Anvur e Ministro si infrangono sullo scoglio più evidente, e come il Titanic affondano la credibilità della procedura (se ce ne fosse ancora bisogno).

Il numero delle domande aperte pare sia superiore a 90.000. Il CINECA assegnava infatti un numero progressivo a mano a mano che i candidati aprivano una scheda a loro nome. Da queste 90.000, per avere un numero realistico di procedure da svolgere (un/a candidato/a poteva infatti attivare più procedure, presentandosi per due o più abilitazioni di settori diversi), bisogna sottrarre:

  • cancellazioni e domande non finalizzate (chi ha aperto, ha visto come funziona, poi ci ha ripensato e non ha presentato)
  • ritiri delle domande (sempre possibili “entro quindici giorni dalla pubblicazione sul sito dell’Università sede della procedura delle determinazioni di cui all’articolo 3, comma 3, del DM n. 76 del 2012”)

Formuliamo l’ipotesi che il 25% di chi ha aperto la domanda non l’abbia poi chiusa, oppure che la ritiri spaventato dalla nomina in commissione del suo più acerrimo nemico (ma dubitiamo che succederà, la procedura è nuova, nessuno sa come comportarsi, ci proveranno più o meno tutti).

Abbiamo 67.500 pratiche. Numero realistico, visto che gli RTI + gli Associati in servizio sono circa 42.000, e una grande maggioranza di loro ha presentato domanda. Poi ci sono i precari, e questi sì che hanno presentato più di una domanda per avere più possibilità (e perché spesso stanno a metà delle discipline).

Le commissioni sono 184, dovranno concludere i lavori entro il 20 febbraio 2013.

Mettiamo che il Miur sia velocissimo e faccia arrivare i PDF da valutare già domani. Dal 23/11/2012 al 20/2/2013 ci sono esattamente 90 giorni, comprese le domeniche, il Santo Natale e feste varie.

La media delle domande da esaminare per ogni commissione è 366. Ci saranno commissioni con 50 abilitandi da valutare, ma anche commissioni che ne avranno 1000.

Questo vuol dire in media 4 domande da esaminare al giorno per ogni commissione.

Ora, una cosa ovvia. Dato il fatto che le commissioni deliberano con i quattro quinti dei componenti, si suppone che non possano “dividersi il lavoro”, ma ognuno dei singoli componenti, come è giusto che sia, debba leggersi tutto e farsi una sua idea sul candidato/a, ricordandoci che il bando impone la produzione di un giudizio da parte di ognuno dei commissari sul singolo candidato e del giudizio collegiale finale. Queste commissioni sono tenute a produrre degli atti…

Quindi: ogni commissione dovrà leggere e valutare i 12 (o 18 per ordinario) prodotti della ricerca presentati da ogni candidato/a, oltre al CV e a tutte le sue esperienze.

Ma cosa sono questi prodotti? Prendiamo per semplicità i settori non bibliometrici: si tratta di 12/18 libri o di 12/18 didascalie?

Calcoliamo quindi le medie delle mediane (indicatore supremo!) sulla soglia dell’abilitazione per associati (quella per ordinari è quasi sempre più alta):

Monografie: 1,29

Articoli e capitoli: 12,78

Articoli riviste classe A: 0,45

È vero che va superata una sola mediana, ma è anche vero che molti superano e di molto tutte e tre le mediane. Supponiamo che gli abilitandi abbiano in media una produzione in linea con le mediane (iniziano i capogiri…).

Presumibilmente, chi ha uno o più libri li metterà nella propria top-12, quindi per l’abilitazione da associato ogni commissione dovrà leggere e valutare:

1,29 libri + il resto di articoli fino a 12 X la media delle domande da esaminare al giorno.

Ecco quello che aspetta i nostri commissari:

1,29 X 4 = 5,16 monografie

10,71 X 4 = 42,84 articoli

Ricapitolando:

Ogni giorno, piova o faccia vento, festivo o feriale, giorno e notte, malato o stando bene, il componente di ogni commissione dovrebbe leggere e valutare 5 monografie e 42 articoli.

Ogni conclusione su come si fa la valutazione in Italia è superflua.

P.S. in tutti i calcoli sono state approssimate le cifre per difetto, tanto erano clamorosi i risultati.

Messina inaugura la privatizzazione delle università

19 novembre 2012 Lascia un commento

Per firmare la petizione contro la smembramento dell’ateneo di Messina scrivi a: arenaantonella@ymail.com

 

ON.LE MINISTRO DELL’ISTRUZIONE,

DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA

SCIENTIFICA – ROMA

Gli organi di governo dell’Università di Messina, investiti da una indagine avviata dalla Procura della Repubblica della città dello Stretto a proposito della legittimità delle proroghe dei mandati elettorali, recentemente, presieduti da un Magnifico Rettore scaduto nel 2011, prorogato una prima volta in virtù della legge 240/2010 per l’anno accademico 2011/2012 e prorogato nuovamente per il 2012/2013, grazie ad un comma inserito nella legge di revisione della spesa dell’agosto 2012, hanno  istituito nell’Ateneo messinese una Fondazione Universitaria il cui statuto, oltre a suscitare le perplessità della comunità accademica locale, desta viva preoccupazione in ambito nazionale. Nonostante lo statuto della Fondazione sia stato, come recita il sito di ateneo, “autorizzato dal MIUR dopo un controllo di legittimità e di merito”, emergono infatti con forza molteplici aspetti che rendono siffatto statuto non conforme allo spirito e alla lettera della legge 388/2000 e del DPR 254/2001, che delle Fondazioni Universitarie  costituiscono la normativa di riferimento.

In base all’art. 59 della Legge 388/2000, le fondazioni devono agire “nell’osservanza del criterio della strumentalità rispetto alle funzioni istituzionali, che rimangono comunque riservate all’Università”. In aperto contrasto rispetto a quanto indicato dalla normativa ed in contraddizione con quanto previsto da altri articoli dello stesso statuto, l’art. 2 affida invece alla Fondazione la realizzazione di attività non solo “strumentali e di supporto”, ma anche “di ricerca”. Si palesa dunque l’attribuzione alla Fondazione di una funzione istituzionale dell’Università. Sempre l’articolo 2 dello statuto, assegna al Consiglio di Amministrazione della Fondazione il compito di individuare “settori di ricerca e progetti strategici” (naturalmente di provenienza universitaria) da assegnare alla Fondazione. Ciò evidenzia come siano conferite in prima istanza e possano in seguito essere determinate dalla Fondazione con indebita autoreferenzialità, attività sostitutive rispetto all’Università e ai suoi Dipartimenti. Leggi tutto…

Categorie:Documenti

Un’Europa senza Erasmus

14 novembre 2012 Lascia un commento

di Simone Paoli
Solo chi non conosce la storia può stupirsi del clima di incertezza finanziaria che da settimane avvolge il futuro del programma che, da venticinque anni, è il più noto e il più popolare tra tutti i programmi dell’Unione europea: il programma Erasmus.
Partorito dalla mente del commissario Peter Sutherland, un giovane conservatore irlandese vicino agli ambienti del Bilderberg Group, della European Round Table of Industrialists e della Trilateral Commission, il programma Erasmus doveva servire soprattutto a completare e consolidare il mercato unico, a sua volta chiave per assicurare la competitività della Comunità europea sulla scena mondiale. Leggi tutto…
Categorie:Documenti

Un 14 Novembre contro l’Europa dell’austerità


Aderiamo allo sciopero generale indetto in tutta Europa dalla Confederazione Europea dei Sindacati e dalla Cgil per il 14 novembre.
Invitiamo i ricercatori e docenti precari a non svolgere regolare attività accademica e spiegare i motivi della loro protesta contro le politiche di austerità e di demolizione dei servizi pubblici quali quello dell’Università.
Le politiche di austerità a livello europeo non stanno risolvendo i problemi del debito pubblico mentre stanno contribuendo alla smantellamento di servizi pubblici essenziali, compresi scuola e università.
In l’Italia le politiche di tagli lineari all’Università vanno avanti in modo indiscriminato da almeno da 4 anni.
Il numero dei docenti strutturati italiani ha raggiunto il picco nel 2008 (62mila unità) mentre tra il 2009 il 2010 ha subito una riduzione di 4.200 unità. Il blocco del turn-over diminuirà inesorabilmente la popolazione docente in Italia.
In parallelo, e di conseguenza, si cerca di diminuire la popolazione studentesca anche ipotizzando aumenti delle tasse. Il risultato di questo processo è che la la percentuale dei diplomati che si iscrive all’università è tornata a quella di 30 anni fa e la percentuale di laureati rispetto alla popolazione fra i 18 e i 24 è la seconda più bassa fra i paesi dell’Ocse.
L’obiettivo è chiaro: quello di ridurre le dimensioni del sistema universitario sia in termini di numero di studenti che di docenti, creare un’università per pochi e che funzioni in modo gerarchico e burocratico.
Con un corpo docenti sempre più ridotto l’università  è mandata avanti da precari. Nel 2011 48mila docenti a contratto e 18mila assegnisti (esclusi RTD, borse di studio, specializzandi, tutor, etc). I numeri per il reclutamento 2012 ci dicono che con ogni probabilità peggioreranno per il futuro e che ci indicano che di posti veri per i precari non ci saranno più di 300 posti di RTDb.
Queste sono solo alcune delle ragioni che ci inducono ad aderire ad uno sciopero generale contro le politiche di austerità e in difesa della nostra università.
Il calendario degli appuntamenti per città o regione e’ disponibile qui
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