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Io voglio restare: campagna e gruppi di lavoro


Sabato 10 novembre a Firenze, in occasione dello European Social Forum e in un’assemblea affollata, e’ stata presentata la campagna: Io voglio restare.

Su Il Corsaro.info l’appello e’ stato raccontato in questo modo (e noi precari della didattica e della ricerca non possiamo che condividere, aderire e supportare l’iniziativa):

“Sono passati solo pochi giorni dalle ennesime dichiarazioni del ministro Fornero, con i suoi inviti alla rassegnazione, ed una generazione sempre più schiacciata dalla crisi di un modello economico che porta solo esclusione sociale e precarietà torna a parlare pubblicamente di se stessa con l’obiettivo di riprendere davvero parola nel discorso pubblico.

“Serve un’inversione di rotta radicale e di lungo periodo: e chi deve prendere in carico una simile sfida, se non noi stessi?” Questo il senso dell’appello “Io voglio restare“, lanciato in questi giorni e che prelude ad una campagna e ad un primo incontro nazionale, che si svolgerà sabato 10 novembre a Firenze nell’ambito di Firenze 10+10, forum internazionale che si svolge a 10 anni dallo straordinario social forum europeo di Firenze.” Continua qui

Una mini rassegna stampa dei quotidiani che hanno rilanciato l’appello.

Pubblico:
Il Fatto quotidiano
La stampa

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  1. giammario canu
    19 novembre 2012 alle 09:15

    Ecco dei fatti accaduti e verificabili.

    1) Il 3/9/2012 l’Università di Sassari mette a concorso 29 posti di ricercatore a tempo determinato:
    http://www.uniss.it/documenti/concorsiRicercatori/Bando_29RTD_POR.pdf
    Fra questi uno è di Linguistica italiana: il codice di questo settore è L-FIL-LET/12.

    2) Il Regolamento dell’Univ. di Sassari per il reclutamento di ricercatori a tempo determinato, all’art. 10.1, recita testuale:
    “Per ogni procedura selettiva, con decreto del Rettore, su proposta del dipartimento proponente l’attivazione del contratto, viene designata la commissione giudicatrice composta da tre componenti, in ragione di un professore di prima fascia, che la presiede, e da due docenti di ruolo, di cui almeno uno proveniente da un’altra Università italiana o straniera, appartenenti allo stesso settore concorsuale oggetto della selezione.”
    http://www.uniss.it/documenti/personaleDocente/Regolamento_ricercatori_TD.pdf
    Vuol dire che se si deve scegliere un ricercatore di Linguistica italiana (L-FIL-LET/12) i docenti della commissione giudicatrice devono tutti far parte dello stesso settore concorsuale (Linguistica italiana, L-FIL-LET/12): cosa ovvia, del resto, perché un professore di oculistica non può giudicare un professore di urologia.

    3) Nella Gazzetta Ufficiale n. 77 del 2/10/2012
    http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=4&datagu=2012-10-02&task=dettaglio&numgu=77&redaz=12E05459&tmstp=1350440236335
    si legge che la commissione giudicatrice nominata per questo concorso è così formata:
    – prof. Vignuzzi Ugo – Ordinario presso l’Università degli Studi di Roma «La Sapienza»;
    – prof.ssa Bertini Malgarini Patrizia – Ordinario presso la Libera Università «Maria SS. Assunta» LUMSA di Roma;
    – prof. Manotta Marco – Associato presso l’Università degli Studi di Sassari.

    4) Adesso si va a controllare il database del Ministero dei docenti universitari italiani:
    http://cercauniversita.cineca.it/php5/docenti/cerca.php?SESSION=
    È facile verificare che tanto Ugo Vignuzzi quanto Patrizia Bertini Malgarini appartengono al settore L-FIL-LET/12 (Linguistica italiana).
    Marco Manotta, però, appartiene al settore L-FIL-LET/11 (Letteratura italiana contemporanea): insomma, non ha titolo per stare nella commissione giudicatrice e questo rende il concorso irregolare, in base al regolamento dell’Università di Sassari ricordato al punto 2.

    5) I 29 posti di ricercatore banditi dall’Università di Sassari presentano, più in generale, una grave irregolarità. Come è stato già denunciato, contengono dei criteri di valutazione troppo dettagliati e legati a un progetto specifico che risultano illegittimi. Infatti, nei criteri di valutazione dei concorsi si prevede un punteggio sia per lo “svolgimento di attività pertinente il progetto di ricerca ” e  sia per le “pubblicazioni congruenti con l’oggetto specifico del progetto di ricerca”.
    L’art. 24, comma 2 a della Legge 240/2010 prevede che sia possibile inserire nei bandi un profilo “esclusivamente tramite l’indicazione di uno o più settori scientifico-disciplinari”. Pertanto non si può ritenere legittimo l’inserimento di criteri di valutazione legati a uno specifico progetto di ricerca e in relazione ai quali dovrebbe essere valutata la produzione scientifica dei candidati. La produzione scientifica dovrebbe invece essere valutata in relazione all’intero settore scientifico disciplinare e non al progetto di ricerca ivi specificato.
    Si può vedere la proposito la lettera del Coordinamento Precari Università al Rettore dell’Università di Sassari:
    https://coordinamentoprecariuniversita.wordpress.com/2012/10/19/lettera-al-rettore-delluniversita-di-sassari-su-concorsi-rtd/

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