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La lettera che il segretario generale della FLC Cgil al Ministro profumo


Pubblichiamo dal sito delle FLC-CGIL il testo della lettera che il segretario generale della FLC Cgil, Domenico Pantaleo, ha scritto al Ministro Profumo, all’Onorevole Ghizzoni ed al Senatore Possa, presidenti delle commissioni istruzione di Camera e Senato, per denunciare la situazione disastrosa in cui versa l’Università pubblica italiana chiedendo, tra l’altro, impegni precisi sul fronte dei finanziamenti e del turn-over.
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Roma, 28 novembre 2012

Al Prof. Francesco Profumo
Ministro Istruzione, Università e Ricerca

All’On. Manuela Ghizzoni
Presidente VII Commissione
Cultura, Scienza e Istruzione
della Camera dei Deputati

Al Sen. Guido Possa
Presidente VII Commissione Istruzione pubblica, Beni culturali
del Senato della Repubblica
Loro sedi

Signor Ministro, Onorevoli Presidenti
mentre il Parlamento sta discutendo la Legge di stabilità, nelle Università Italiane la situazione è ormai precipitata in una crisi che, senza interventi immediati, diventerà irreversibile.

Altre volte abbiamo segnalato e denunciato come ci fosse una preoccupante sottovalutazione del Governo e del Parlamento sulla situazione in cui versano ormai da anni gli Atenei pubblici.

A dispetto della conclamata centralità del sistema universitario e della ricerca per una possibile ripresa di competitività del Paese, le risorse stanziate sono infatti costantemente diminuite, mentre leggi affrettatamente approvate e non discusse con il mondo universitario, producevano ulteriori danni al funzionamento del sistema.

Oggi però la situazione è talmente grave che il solo continuare in questa politica di tagli e centralizzazioni burocratiche comporterà lo snaturamento del ruolo e della funzione dell’Università pubblica.

Se non verrà ripristinato per il prossimo anno, come primo intervento indispensabile ma non sufficiente, almeno l’ammontare del FFO 2012, comprensivo dello stanziamento straordinario di 400 milioni dello scorso anno, le Università pubbliche non saranno in grado di assolvere le funzioni che la stessa Costituzione Italiana ha previsto.

Già oggi l’offerta formativa si è ridotta in maniera “casuale” a causa dei tagli lineari al finanziamento ordinario ed il diritto allo studio è una parola “vuota”.

Senza contare che il personale docente e ricercatore è già stato ridotto del 10% negli ultimi quattro anni.

A seguito di questo ulteriore taglio le Università vedranno salire la percentuale di spese per il personale con conseguente sostanziale blocco del turn-over.

La residua quota di finanziamento destinata alle spese di funzionamento al netto delle spese per il personale ne vedrà una drastica riduzione di circa un terzo, che metterà in discussione la funzionalità e la sopravvivenza degli stessi Atenei: riduzione dei servizi, degli acquisti di testi e riviste elettroniche per le biblioteche, riduzione degli orari di apertura delle sedi e delle stesse biblioteche, riduzione delle borse di collaborazione e di tutoraggio per gli studenti, tagli ai contratti di docenza, agli assegni e ai dottorati, tagli agli appalti dei servizi (dalle pulizie alla manutenzione) con perdite di posti di lavoro e ulteriore peggioramento delle condizioni di agibilità delle sedi.

Il sostanziale blocco del turn-over renderà una scatola vuota la complessa procedura in corso dell’abilitazione scientifica nazionale.

Se la ASN non verrà prima bloccata o stravolta dagli interventi della magistratura amministrativa, stante l’incapacità gestionale e concettuale di cui l’ANVUR è stata capace, assisteremo all’abilitazione di migliaia di docenti che non potranno prendere servizio sia per la mancanza assoluta di risorse che per gli assurdi vincoli posti al turn-over.

Il nostro Paese è agli ultimi posti per mobilità sociale e con un trend negativo di immatricolazioni e laureati che ci porta anni luce distanti dagli obiettivi di Lisbona, sottoscritti anche dal nostro Paese.

Per non parlare della situazione dell’organico del personale tecnico-amministrativo in costante riduzione e vessato dalle norme sul Pubblico Impiego volute dal precedente Governo e non abrogate dall’attuale, compreso l’inaccettabile blocco della contrattazione nazionale.

Queste ragioni ci spingono a fare appello a Governo e Parlamento affinché condividano un intervento forte e decisivo per invertire la situazione sopra descritta e non essere corresponsabile  di scelte che portano l’Università italiana fuori dall’Europa e segnano il declino del sistema di istruzione e di ricerca del nostro Paese.

Il Segretario generale FLC CGIL
Domenico Pantaleo

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