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Archive for gennaio 2013

Lettera aperta dei giovani antropologi “freelance”


La crisi finanziaria del 2008 ha aperto in Europa una fase di profonda trasformazione economica, sociale e politica, tale da scuotere le certezze del passato e da porre con forza il problema della valorizzazione del patrimonio di conoscenze. Dinanzi all’attuale orizzonte storico e sociale di crisi, il fatto che l’antropologia socio-culturale non abbia quasi nessuna rilevanza al di fuori delle università, il fatto che abbia perso le battaglie intraprese negli ultimi anni, ci impone di rivedere criticamente traiettorie e strategie. Lo sguardo critico è il punto di forza dell’antropologia, anche se allo stato dei fatti sembra essere stato rimosso dalle nostre ragioni pratiche.
In questa sede e con questa lettera aperta vi stiamo chiedendo in modo chiaro di riflettere seriamente sulle responsabilità che hanno portato allo status quo, ma anche di guardare oltre per cercare nuove sinergie e rafforzare l’efficacia delle nostre “azioni pubbliche” all’interno e all’esterno dell’accademia. Con questo obiettivo ci rivolgiamo ad Aisea e Anuac, nella speranza di trovare un fertile dialogo.

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BANDI PRIN e FIRB: Dici giovane, ma intendi precario


Da ROARS un invito a togliere le limitazioni anagrafiche dei bandi PRIN e FIRB.

A dicembre il MIUR ha pubblicato i tanto attesi testi del bando PRIN e FIRB. Fin dal primo sguardo ai siti internet dedicati risulta chiaro che se da una parte si é operato per la semplificazione della procedure di presentazione della domanda (bene, finalmente!) e per eliminare tutti i riferimenti che possano guidare una valutazione sulle persone e non sul progetto, dall’altro entrambi i bandi potenzialmente discriminano i ricercatori a tempo determinato (RTD), impedendo loro di agire come ricercatore principale nelle linee di finanziamento per i più giovani (linea A – starting dedicata ai giovani ricercatori del PRIN riservato ai ricercatori a tempo indeterminato) e non coordinando la durata del finanziamento e quella della tipologia di contratto RTD o i tempi della sua attivazione e rinnovo nel caso del FIRB (dove il progetto dura 3 anni, il finanziamento dovrebbe essere destinato ai ricercatori precari come Principal Invesigator (PI), ma la compatibilità tra i contratti da RTD già attivi resta a discrezione dei dipartimenti che, una volta ricevuto il finanziamento, con creatività dovranno eventualmente superare alcune incongruenze formali tra costi, durate e vincoli contrattuali). Continua qui.

 

DECALOGO PER L’UNIVERSITÀ PUBBLICA


50mila matricole in meno in 10 anni. Ragione in più per firmare il nostro “decalogo”

Il Fondo di finanziamento ordinario diminuisce del 20 per cento e aumentano le tasse universitarie. Ragione in più per firmare

Gli italiani vogliono un’università pubblica. Questo ci hanno detto le mobilitazioni contro la legge Gelmini nel 2010, questo ci dice anche l’esito concorde e inequivocabile di due sondaggi indipendenti effettuati nel 2012: la consultazione ufficiale organizzata dal ministro Profumo (sui 31mila registrati oltre il 73 per cento ha votato per il mantenimento del valore legale del titolo di studio) e il controsondaggio promosso dall’Assemblea Università Bene Comune. L’orientamento prevalente della cittadinanza è quello di chiedere che il sistema di istruzione della Repubblica mantenga e rafforzi le caratteristiche di inclusività e di promozione sociale che la Costituzione del 1948 indica come stelle polari.

Il decalogo seguente è frutto dell’elaborazione di studenti, dottorandi, professori e ricercatori, sia precari che strutturati, che in questi anni hanno difeso con determinazione l’università pubblica. Suggerisce provvedimenti e sottolinea istanze necessarie a rafforzare la vocazione pubblica dell’università, anche allo scopo di migliorare la qualità della ricerca e garantire la piena libertà di coloro che della comunità universitaria fanno parte.

(prosegui per firmare)

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Categorie:Documenti

Mozione CUN sulla partecipazione al bando PRIN 2012


Diamo visibilità a questa Mozione CUN  che condividiamo, segnalando allo stesso tempo come questa opportunità dovrebbe essere estesa a tutte le figure precarie della ricerca.

OGGETTO: Mozione su partecipazione al bando PRIN 2012 in qualità di PI o di responsabili di unità locale per i Ricercatori a tempo determinato.

Adunanza del 16/1 /2013

IL CONSIGLIO UNIVERSITARIO NAZIONALE

Visto il Bando PRIN 2012 che riserva le funzioni di coordinatore scientifico o responsabile locale  di progetto ai professori e ai ricercatori “del ruolo universitario”.

Visto che il Bando presenta tre linee di intervento tra cui una (Starting – giovani ricercatori)  “riservata a PI che abbiano conseguito il primo dottorato o la prima specializzazione presso una  Scuola di Specializzazione Universitaria (se meno recente rispetto alla data del primo dottorato), da  non più di sette anni rispetto alla data del presente bando, ovvero, in assenza di entrambi, che  abbiano conseguito la prima laurea magistrale 0 equivalente da non più di dieci anni dalla data del presente bando”.

Rilevato che i ricercatori a tempo determinato sono esclusi dalla possibilità di partecipare in qualità di PI o di coordinatori locali in quanto ricercatori a contratto.

Rilevato ancora che tale limite vige anche per la linea “starting”, riservata a giovani ricercatori che abbiano conseguito il primo dottorato di ricerca o la prima specializzazione da non più di sette anni rispetto alla data del bando.

Osservato che i medesimi ricercatori a contratto risultano del tutto assimilati per legge alle altre  figure docenti delle Università per quanto riguarda la partecipazione alle attività di ricerca e  contribuiscono alla determinazione dell’organico in qualità di strutturati per tutte quelle valutazioni  che considerano le figure docenti (requisiti minimi, attivazione dei dipartimenti, etc.).

Segnala la necessità di rimuovere tali elementi di distinzione tra le figure di ricercatori a tempo indeterminato e a tempo determinato (di tipo A e di tipo B) per quanto attiene alla possibilità di  partecipare a bandi PRIN in qualità di coordinatore o responsabile di unità locale.

Dove sono finiti i nostri contributi INPS?


Lo abbiamo segnalato alla fine della settimana scorsa con un post, raccogliendo la segnalazione del GAP, e oggi La Provincia Pavese titola: Ateneo, caos contributi: mille precari coinvolti  – la denuncia dell’associazione: «I versamenti dell’università sono regolari ma è saltata la registrazione nel sistema informatico dell’Inps». Continuiamo a seguire la vicenda e vi chiediamo di segnalare altre anomalie.

Avete controllato la vostra posizione INPS?


Riceviamo e pubblichiamo questa lettera inviata al Ministro Fornero dagli assegnisti dell’università di Pavia e invitiamo tutti gli assegnisti e i dottorandi a verificare la propria posizione e a comunicarci eventuali anomalie simili riscontrate.

Alla cortese attenzione della Prof.ssa Elsa Fornero
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Via Veneto 56 – 00187 Roma

Oggetto: Mancato riconoscimento dei contributi INPS.

Chiarissima Prof.ssa Fornero, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali con delega alle Pari Opportunità,

Le scriviamo questa lettera con l’auspicio che, in qualità di referente per la tutela del lavoro e dell’adeguatezza del sistema previdenziale, possa risolvere in un tempo ragionevole la spinosa questione che riguarda dottorandi e assegnisti di ricerca di tutta Italia.

Scriviamo a nome del GAP11, l’associazione formata dagli Assegnisti e Precari della Ricerca dell’Università di Pavia, per farLe presente che dal 2004 i contributi previdenziali (Gestione Separata) versati non vengono correttamente registrati presso l’INPS. Alcuni di noi presentano lacune pari al 50% dei contributi totali.

Appurato che il nostro Ateneo non è insolvente, il problema è invece riconducibile alla natura del fondo pensionistico al quale siamo iscritti, che ricordiamo essere la Gestione Separata INPS. In sintesi, se il datore di lavoro commette un errore, anche per un solo collaboratore, salta la registrazione dei contributi di tutti i suoi dipendenti. L’Ateneo di Pavia, così come molte altri, gestisce circa 1200 posizioni di questo tipo.

Questo problema di versamenti non registrati ha generato delle gravissime ripercussioni. Ad esempio, le assegniste in maternità ricevono indennità ridotte (500 euro su uno spettante di 1200), oppure non le ricevono in toto perché non viene raggiunto il limite contributivo; lo stesso vale per l’indennità per congedo parentale, l’indennità di malattia e gli assegni al nucleo familiare. 

Da un incontro tenutosi di recente al quale hanno partecipato il Gruppo Assegnisti dell’Università di Pavia, i dirigenti dell’Ufficio Gestione Flussi dell’INPS di Pavia, i dirigenti dell’Ufficio Previdenza del nostro Ateneo ed i sindacati, è emerso che:

1) le INPS locali non sono in grado di correggere la situazione;

2) l’INPS nazionale, pur essendo pienamente consapevole da anni della gravità del problema, non è ancora stato in grado di risolverlo, proponendo come unica soluzione improbabili e costose riprogettazioni del database.

Speriamo che, venuta a conoscenza di questa gravosa situazione, un Suo intervento possa tutelare tutti i lavoratori, per di più precari, interessati da questo problema.

Cordiali Saluti

Firmato

GAP – Gruppo Assegnisti Pavia

Così i PRIN non vanno

9 gennaio 2013 1 commento

Tempo addietro il CPU aveva già denunciato il sistema della “preselezione” per i FIRB (progetti di ricerca per giovani ricercatori) come un modo per condizionare la libertà di ricerca.

Oggi parte un appello dal mondo universitario contro il sistema di preselezione e condizionamento dei progetti di ricerca di interesse nazionale.

http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=P2013N34294

Categorie:Documenti
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