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Così i PRIN non vanno


Tempo addietro il CPU aveva già denunciato il sistema della “preselezione” per i FIRB (progetti di ricerca per giovani ricercatori) come un modo per condizionare la libertà di ricerca.

Oggi parte un appello dal mondo universitario contro il sistema di preselezione e condizionamento dei progetti di ricerca di interesse nazionale.

http://www.petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=P2013N34294

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  1. giuseppe restifo
    11 gennaio 2013 alle 01:13

    L’opacità del commissario
    Tutti hanno conosciuto i nomi dei commissari per l’Abilitazione nazionale nel settore della Storia moderna; non tutti conoscono tutti i “titoli” di uno di essi. Così il 28 dicembre un collega adesso in quiescenza e il 5 gennaio un collega ancora in servizio scrivono al ministro Profumo per esporgli alcuni fatti riguardanti uno dei cinque commissari “nazionali”.
    Nel curriculum di questo commissario vengono elencati libri e saggi su riviste editi da Rubbettino; sono forniti di Isbn, ma non compaiono nei cataloghi della casa editrice. Anche a chiedere di comprarli, non si riesce ad averli: la casa editrice risponde non essere disponibili. L’Isbn viene comunicato ad inizio lavorazione, ma questo potrebbe portare al fatto che nel 2012 non sia ancora stampato un libro, che risulta “edito” nel 2010. Lo stesso vale per i numeri di rivista. È lecito darli per pubblicazioni “pubblicate”?
    Lo stesso commissario in questione è stato presidente di una commissione di concorso per un posto di ricercatore a t. d. di Storia moderna, nell’Università di Messina. La commissione, il 12 settembre 2012, viene sciolta dal Rettore, a ben venti mesi dal suo insediamento. Nel frattempo si erano dimessi due valutatori esterni e al terzo il presidente aveva fornito una documentazione parziale rispetto a quella presentata dai candidati. Non senza aver prima aperto arbitrariamente, in assenza degli altri commissari, il plico di uno dei medesimi candidati (lo stesso presidente lo ammette a verbale). Alla fine di giugno 2012 il presidente convoca la commissione, in riunione telematica, per la valutazione di titoli e pubblicazioni dei candidati.
    Accorgendosi della grave mancanza di una apposita riunione per l’acquisizione del parere del valutatore esterno, dispone la redazione di un verbale fittizio. Infine la procedura valutativa avviene in violazione dei criteri stabiliti dalla stessa commissione nella riunione preliminare; uno dei tre commissari esprime il suo dissenso e chiede la revisione del procedimento amministrativo. Il Rettore dichiara decaduta la commissione.
    Tutto quel che documenta questi fatti è pubblico, così come pubblici saranno i risultati dell’Abilitazione nazionale a ordinario e associato nel settore di Storia moderna e, per di più – come osserva Sabino Cassese – con valore legale.

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