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L’esodo dei giovani ricercatori italiani. Il 4/12 a Roma conferenza stampa al senato


Foto proveniente dall'Archivio di Ellis Island (CCBy)

Foto proveniente dall’Archivio di Ellis Island (CCBy)

Riportiamo qui l’invito all’iniziativa della FLC CGIL in senato per la presentazione dei dati di “Ricercarsi”, indagine sul precariato universitario e rilancio delle nostre proposte.

L’emergenza università sarà al centro dell’iniziativa promossa dalla FLC CGIL per giovedì 4 dicembre 2014 alle ore 12.00 presso la Sala Nassiriya di Palazzo Madama in Piazza Madama 1.

Durante l’incontro verranno presentati i dati di “Ricercarsi, indagine sui percorsi di lavoro e di vita nel precariato universitario e presentate le proposte della FLC CGIL per affrontare l’esodo di giovani ricercatori dai nostri atenei.

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Cosa significa essere un precario dell’università? L’indagine.

30 ottobre 2013 2 commenti

Riceviamo con richiesta di diffusione e vi invitiamo a contribuire rispondendo al questionario:

“Car*,

Le riforme degli ultimi anni hanno posto il tema dell’università e della ricerca al centro del dibattito pubblico. Poco ancora, tuttavia, si sa della vita di chi ci lavora. Cosa significa essere precari dell’università, oggi? Cosa significa essere uno dei migliaia di assegnisti, dottorandi, borsisti, ricercatori precari, lettori, docenti a contratto, co.co.co e co.co.pro che a lungo hanno consentito all’università italiana di essere tra le più produttive al mondo nonostante tagli sempre più ingenti al finanziamento pubblico?

Per questo è partita, promossa dalla FLC, una indagine con l’obiettivo di portare alla luce i percorsi di vita dei precari dell’università. Le poche ricerche esistenti sottolineano come le riforme introdotte nell’ultimo decennio abbiano accelerato un trend di espulsione dal sistema universitario, piuttosto che un processo di assorbimento e stabilizzazione, riducendo gradualmente il numero di coloro che svolgono attività di didattica e ricerca negli atenei italiani. Mentre osserviamo la graduale dispersione delle competenze, le professionalità e le qualifiche che il sistema stesso aveva contribuito a creare, l’impatto soggettivo di tali processi appare sempre più oneroso.

Il questionario disponibile sul sito http://www.ricercarsi.it non sarà l’unico strumento di questa ricerca, che consta anche di rielaborazioni di dati precedenti e di una indagine qualitativa con interviste in profondità in tutt’Italia. “Ricercarsi” ripercorre il percorso formativo e di ricerca, il tipo di contratto e le condizioni materiali della vita e di lavoro di chi svolge attività di ricerca e insegnamento con contratti a tempo determinato. Lo scopo di questa ricerca è fare emergere l’impatto soggettivo che la precarietà ha sulla vita: i contesti, le circostanze e le aree disciplinari in cui più è diffuso il ricorso a contratti precari; il modo in cui l’incertezza lavorativa influenza la vita affettiva o induce a ripensare continuamente il proprio percorso esistenziale e professionale.

Il questionario consta di 35 domande a risposta multipla e la sua compilazione richiede un tempo medio di 10 minuti. I dati raccolti saranno trattati in modo aggregato rispettando la privacy di ognuno. In un momento storico in cui la precarietà è diventata strutturale mentre il suo impatto rimane ai margini del discorso pubblico o confinato alla sfera privata, ci auguriamo che in molti possano aiutarci a diffondere l’indagine e partecipare.

Ti chiediamo quindi di rispondere, cliccare sulla pagina Facebook e diffondere sui social network. Se hai un blog o un sito internet ti chiediamo di dare visibilità alla ricerca in modo da raggiungere un campione molto elevato.

Grazie,

francesca claudio francesco orazio emanuele”

Per la CRUI non ci sarà nessun posto RTb (quelli con ‘tenure track’)


Leggete il seguente passaggio del recente e disarmante comunicato della CRUI. Poi diteci cosa ne pensate e come uscire da questa situazione:

3. TURN-OVER: la questione del reclutamento è soggetta a un vincolo introdotto dal D.L. 95/2012 convertito nella L. 135/2012 (art. 14 c. 3), vincolo che ha inopinatamente ristretto i margini (puramente meritocratici) che erano stati introdotti dal D.Leg. 49/2012 di poche settimane prima. Il vincolo diviene tanto più preoccupante se si pensa all’imminente chiusura delle procedure per l’abilitazione nazionale che, almeno nel caso dei docenti di I fascia (reclutamento fermo da quasi sei anni) nonché dei giovani ricercatori a tempo determinato, necessiterà dell’impiego, per l’appunto, di risorse degli Atenei da turn-over. Peraltro c’è da osservare che l’attuale vincolo che scaturisce dall’art. 4 del D.Leg. 49/2012 per cui tutti gli Atenei che presentino un rapporto tra professori ordinari e professori superiore al 30% sono costretti a programmare un posto da ordinario (inclusi gli ‘interni’) e simultaneamente un posto di ricercatore di tipo b) è giugulatorio. Infatti, tutti gli Atenei (con una sola eccezione) presentano un rapporto largamente superiore al 30%: visto il costo di un ricercatore di tipo b), ciò equivale a cancellare qualunque assunzione per docenti di prima fascia. Per sostenere in ogni caso assunzioni di ricercatore di tipo b) si dovrebbe prevedere, con un impegno di 70 mln di euro, un contingente aggiuntivo di 1000 posti di ricercatore da distribuirsi meritocraticamente fra gli Atenei. Visto poi che l’art. 29 c. 9 della L. 240/2010 vincolava de facto il piano straordinario degli associati al regime transitorio di sei anni previsto dall’art. 24 c. 6 della L. 240/2010 per i ricercatori ‘interni’ a tempo indeterminato (una volta abilitati), dovrebbe esser previsto il secondo triennio di applicazione del piano per il 2014-2016 (con un impegno a regime pari a ca. 100 mln di euro). La sentenza n. 83 della Corte Costituzionale che abroga l’art. 25 della L. 240/2010 può a sua volta costituire un problema ulteriore in quanto, come erroneamente asserisce la stampa, ha suscitato l’attesa  di una reintroduzione sic et simpliciter del biennio ex art. 16 del D.Leg. 503 del 1992.

Addio SBN – un nuovo taglio al mondo della cultura e della conoscenza


CC by Filippo Venturi

CC by Filippo Venturi

L’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche italiane e per le Informazioni bibliografiche non dispone più dei finanziamenti necessari alla gestione del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) e scrive un appello prima di interrompere, a causa dei tagli ai finanziamenti, il prezioso servizio offerto alla sistema di condivisione della conoscenza italiano:

“Dopo anni di costanti tagli alle spese da parte del Ministero per i Beni e le Attività culturali, a fronte dei quali si è dovuto da un lato ridurre il livello di servizio offerto, dall’altro cercare finanziamenti al di fuori del bilancio dell’ICCU, appare ormai inevitabile nel breve periodo l’interruzione del servizio.”
Il documento originale in versione integrale a questo link: http://www.iccu.sbn.it/opencms/export/sites/iccu/documenti/2013/Appello_sbn.pdf

Mozione CUN sulla partecipazione al bando PRIN 2012


Diamo visibilità a questa Mozione CUN  che condividiamo, segnalando allo stesso tempo come questa opportunità dovrebbe essere estesa a tutte le figure precarie della ricerca.

OGGETTO: Mozione su partecipazione al bando PRIN 2012 in qualità di PI o di responsabili di unità locale per i Ricercatori a tempo determinato.

Adunanza del 16/1 /2013

IL CONSIGLIO UNIVERSITARIO NAZIONALE

Visto il Bando PRIN 2012 che riserva le funzioni di coordinatore scientifico o responsabile locale  di progetto ai professori e ai ricercatori “del ruolo universitario”.

Visto che il Bando presenta tre linee di intervento tra cui una (Starting – giovani ricercatori)  “riservata a PI che abbiano conseguito il primo dottorato o la prima specializzazione presso una  Scuola di Specializzazione Universitaria (se meno recente rispetto alla data del primo dottorato), da  non più di sette anni rispetto alla data del presente bando, ovvero, in assenza di entrambi, che  abbiano conseguito la prima laurea magistrale 0 equivalente da non più di dieci anni dalla data del presente bando”.

Rilevato che i ricercatori a tempo determinato sono esclusi dalla possibilità di partecipare in qualità di PI o di coordinatori locali in quanto ricercatori a contratto.

Rilevato ancora che tale limite vige anche per la linea “starting”, riservata a giovani ricercatori che abbiano conseguito il primo dottorato di ricerca o la prima specializzazione da non più di sette anni rispetto alla data del bando.

Osservato che i medesimi ricercatori a contratto risultano del tutto assimilati per legge alle altre  figure docenti delle Università per quanto riguarda la partecipazione alle attività di ricerca e  contribuiscono alla determinazione dell’organico in qualità di strutturati per tutte quelle valutazioni  che considerano le figure docenti (requisiti minimi, attivazione dei dipartimenti, etc.).

Segnala la necessità di rimuovere tali elementi di distinzione tra le figure di ricercatori a tempo indeterminato e a tempo determinato (di tipo A e di tipo B) per quanto attiene alla possibilità di  partecipare a bandi PRIN in qualità di coordinatore o responsabile di unità locale.

Invito Assemblea precari FLC – Roma 7 dicembre 2012


Riceviamo e pubblichiamo l’invito all’assemblea organizzata dai precari FLC-CGIL di scuola e università:

Care precarie e cari precari,
vi invitiamo a partecipare all’assemblea nazionale dei precari della conoscenza che si terrà

venerdì 7 Dicembre 2012 a Roma, dalle 10.30 alle 17.30, presso  l’ITT C. Colombo in via Panisperna 225.

La scuola, l’università e la ricerca pubblica, così come i settori della scuola non statale, della formazione professionale e di quella artistica e musicale sono stati gravemente colpiti dai provvedimenti del governo attuale e di quello che lo ha preceduto. In questo scenario disastroso all’instabilità politica, economica e sociale del nostro paese corrisponde una sola condizione stabile: la precarietà del nostro lavoro.

Nessuno di noi si è ritenuto assolto, ma sappiamo anche che dopo le intense mobilitazioni degli ultimi anni, in cui siamo stati protagonisti insieme agli studenti medi e universitari, oggi ciò che ci troviamo davanti sono solo macerie. Non possiamo solo restare a guardarle con rabbia, è necessario ripartire.

La precarietà del nostro lavoro in Italia è oggi essenzialmente assenza di diritti, di tutele e di rappresentanza e se vogliamo superare la condizione di grave disagio che pesa sulle nostre spalle, sulle nostre famiglie e sul nostro futuro dobbiamo pretendere che l’investimento sulla conoscenza, le opportunità di lavoro e il welfare della generazione precaria siano al centro dell’azione del prossimo governo e dell’agenda delle forze politiche che ambiscono a rappresentarci.

Abbiamo il sospetto che per sopravvivere oggi, nell’epoca della meritocrazia senza opportunità, sia necessario avere un’idea chiara sul domani che vogliamo. Per condividerla, costruirla insieme e far sì che sia parte integrante della proposta della FLC CGIL vi invitiamo a ripartire insieme da via Panisperna il prossimo 7 Dicembre 2012.

Roma, 1 Dicembre 2012

Coordinamento Nazionale Precari della Conoscenza FLC CGIL

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