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Archive for the ‘Documenti’ Category

SENATRICE A VITA ELENA CATTANEO E GLI RTDB

3 dicembre 2014 Lascia un commento

Grazie alla senatrice Elena Cattaneo e al suo intervento per dare un futuro alla ricerca nelle università italiane!

Leggere la lettera della senatrice Cattaneo

Categorie:Documenti

Dateci un porto verso il quale remare


Courtesy of Valentina Bazzarin (CCby)

Courtesy of Valentina Bazzarin (CCby)

Quando i nodi vengono al pettine, si capisce di che pasta sono fatti i governi. Vi sono pochi e declinanti fondi a disposizione delle università. Si potrebbe decidere di convogliare le risorse disponibili per ringiovanire il corpo docente grazie al contributo di chi ha dimostrato capacità nella ricerca e nell’insegnamento.

E invece no. Ancora una volta la decisione è di privilegiare il breve termine, passaggi di carriera al ruolo di Professore ordinario, mentre tutto intorno l’università affonda. Ci saranno più ammiragli al timone di un relitto.

La legge Gelmini, tra le altre sciagurate “riforme”, ha abolito la figura del Ricercatore a tempo indeterminato (RTI), il principale ruolo di ingresso nel sistema universitario. Questo ruolo è stato sostituito con due figure di Ricercatore a tempo determinato (RTD). L’obiettivo era quello di ritardare all’infinito l’ingresso “in ruolo”, ma era ovviamente mascherato dall’idea di modernizzazione e di merito. Per questo motivo si è dato vita a due figure a tempo determinato, l’RTD di tipo A (3 anni, più 2 di rinnovo e poi a casa) e l’RTD di tipo B (3 anni e poi, nel caso di ottenuta abilitazione, l’agognato posto di professore associato).

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Università: con Renzi i ricercatori resteranno precari. E’ bastato abolire una lettera

28 ottobre 2014 Lascia un commento

di Alex Ferretti (pubblicato su Il Fatto Quotidiano)

L’operazione “Addio al posto fisso” sbarca nelle università, e stavolta è per uccidere: sepolto nel bel mezzo della legge di stabilità c’è un comma micidiale, il 29esimo dell’articolo 28. Sono solo due righe, che aboliscono due parole di un decreto del 2012: ma la conseguenza è quella di vaporizzare le speranze di migliaia di ricercatori precari di un futuro a tempo indeterminato, e di rendere possibile un mutamento epocale dell’assetto degli atenei. Come possa avvenire tutto ciò semplicemente abolendo due parole è presto detto. Attualmente, il numero e il tipo di docenti di ciascun ateneo è determinato in base ai “punti organico” assegnatigli dalMiur. Un ordinario “costa” 1 punto organico, un associato 0,7, un ricercatore tipico 0,5. Quando un docente va in pensione, i punti organico corrispondenti tornano al dipartimento di appartenenza (dal 2008 pesantemente decurtati, causa blocco turnover), che decide come reinvestirli. Le promozioni costano quindi dei preziosi punti organico, ma se a vincere è un interno si paga solo la differenza: quindi, in tempi diturnover normale, quando andava in pensione un ordinario si ammazzava il vitello grasso. Con il suo punto organico si poteva assumere un nuovo ricercatore, far transitare un ricercatore ad associato e un associato ad ordinario, e in media avveniva proprio così.

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Categorie:Documenti

Poca spesa, molta resa: una risposta a “il Corriere della Sera”


Il Corriere della Sera gioisce: all’Università di Padova sono stati licenziati due professori a contratto a causa degli scarsi risultati ottenuti nei questionari sulla qualità dell’insegnamento somministrati agli studenti.

Nel caso che anche a noi lettori del Corriere fosse stato somministrato un bel questionario sul lavoro della giornalista avremmo sottolineato i seguenti punti :

  1. Nell’università italiana vi sono decine di migliaia di docenti a contratto che hanno tenuto in piedi interi corsi di laurea;
  2. Queste migliaia di docenti non possono essere “licenziati” perché mai assunti da nessuno, basta non rinnovare loro il contratto;
  3. Lo stipendio di un docente a contratto varia dai 200 ai 3000 euro (lordi) per un intero corso ed include, oltre alle lezioni frontali: esami scritti e orali, ricevimento, presenza consigli corso di laurea, lettura e correzioni tesi, correlazioni tesi, non di rado consulenza professionale e psicologica;
  4. La retribuzione del docente a contratto vale solo per le ore di docenza frontale; tutte le altre attività, pur previste nel contratto, vengono svolte sostanzialmente in maniera gratuita;
  5. I soldi di cui sopra spesso non coprono nemmeno le spese di trasporto visto che molti dei docenti a contratto si spostano non di rado da regione a regione per insegnare;
  6. Il docente a contratto non ha alcuna rappresentanza nei luoghi (vedi consiglio di Dipartimento) dove si prendono le decisioni che contano in accademia;

I questionari degli studenti vanno analizzati con cautela e sono uno strumento importante per poter migliorare la qualità dell’insegnamento. Suggeriamo che questo strumento venga utilizzato non solo per “licenziare” ma anche, nel caso esprimano valutazioni positive, per “assumere”. Perché siamo sempre ossessionati dal licenziare e mai dalla necessità di includere (diciamolo: assumere) chi ci mette fantasia passione e competenza?

Ci auguriamo che questo nostro questionario non richiesto possa essere utile al Corriere.

Controversie sulla valutazione e sul suo ruolo

16 giugno 2013 Lascia un commento

Lettera alla redazione di Roars da parte di alcuni collaboratori

Spett. Redazione Roars,

abbiamo seguito la nascita della Vostra iniziativa, e per un po’ collaborato tutti con un certo interesse. Oggi tuttavia viviamo con una certa insoddisfazione il perimetro entro il quale la Vostra azione si muove. Al di là dell’indubbio merito di avere messo in evidenza l’inadeguatezza dell’ANVUR e dei suoi meccanismi, pare agli scriventi che la Vostra iniziativa attuale si configuri tutta all’interno delle perizie decontestualizzate del tema della valutazione, con una ostinazione tale da fare insorgere il sospetto, naturalmente tendenzioso, che la Vostra azione sul piano politico sia dedicata ad una inconfessabile candidatura a sostituirsi all’ANVUR stessa. Abbiamo dibattuto ampiamente questi temi entro le liste Unibec, Docenti Preoccupati, Conpass.

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Categorie:Documenti

Per la CRUI non ci sarà nessun posto RTb (quelli con ‘tenure track’)


Leggete il seguente passaggio del recente e disarmante comunicato della CRUI. Poi diteci cosa ne pensate e come uscire da questa situazione:

3. TURN-OVER: la questione del reclutamento è soggetta a un vincolo introdotto dal D.L. 95/2012 convertito nella L. 135/2012 (art. 14 c. 3), vincolo che ha inopinatamente ristretto i margini (puramente meritocratici) che erano stati introdotti dal D.Leg. 49/2012 di poche settimane prima. Il vincolo diviene tanto più preoccupante se si pensa all’imminente chiusura delle procedure per l’abilitazione nazionale che, almeno nel caso dei docenti di I fascia (reclutamento fermo da quasi sei anni) nonché dei giovani ricercatori a tempo determinato, necessiterà dell’impiego, per l’appunto, di risorse degli Atenei da turn-over. Peraltro c’è da osservare che l’attuale vincolo che scaturisce dall’art. 4 del D.Leg. 49/2012 per cui tutti gli Atenei che presentino un rapporto tra professori ordinari e professori superiore al 30% sono costretti a programmare un posto da ordinario (inclusi gli ‘interni’) e simultaneamente un posto di ricercatore di tipo b) è giugulatorio. Infatti, tutti gli Atenei (con una sola eccezione) presentano un rapporto largamente superiore al 30%: visto il costo di un ricercatore di tipo b), ciò equivale a cancellare qualunque assunzione per docenti di prima fascia. Per sostenere in ogni caso assunzioni di ricercatore di tipo b) si dovrebbe prevedere, con un impegno di 70 mln di euro, un contingente aggiuntivo di 1000 posti di ricercatore da distribuirsi meritocraticamente fra gli Atenei. Visto poi che l’art. 29 c. 9 della L. 240/2010 vincolava de facto il piano straordinario degli associati al regime transitorio di sei anni previsto dall’art. 24 c. 6 della L. 240/2010 per i ricercatori ‘interni’ a tempo indeterminato (una volta abilitati), dovrebbe esser previsto il secondo triennio di applicazione del piano per il 2014-2016 (con un impegno a regime pari a ca. 100 mln di euro). La sentenza n. 83 della Corte Costituzionale che abroga l’art. 25 della L. 240/2010 può a sua volta costituire un problema ulteriore in quanto, come erroneamente asserisce la stampa, ha suscitato l’attesa  di una reintroduzione sic et simpliciter del biennio ex art. 16 del D.Leg. 503 del 1992.

“Precario” ora in versione 0-6 anni


Art. 33.

http://referendum.articolo33.orgL’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.

La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.

Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.

È prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.

Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

“Precario” lo stile di vita più diffuso tra i giovani italiani, ora è disponibile anche nella versione per i bambini da 0-6 anni. La formula è semplice: basta ridurre i finanziamenti alla scuola pubblica, quella laica e gratuita di ogni ordine e grado garantita dalla Costituzione, e aumentare i finanziamenti a quella privata.

La vita precaria dei bambini esclusi dalla scuola pubblica è testimoniata da una giovane mamma, Federica, in questa intervista:

Se siete residenti a Bologna potete venire a votare al referendum del 26 maggio, se invece siete residenti altrove, ma siete solidali con la causa e preoccupati a tempo indeterminato, potete sottoscrivere l’appello “Bologna riguarda l’Italia”: http://referendum.articolo33.org/firma-lappello/

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