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Posts Tagged ‘borse di studio’

Un’università mandata avanti da precari


Pubblichiamo questa tabella con i numeri e lasciamo a voi i commenti

la creatività contrattuale i numeri precari
docenti a contratto 42649*
collaboratori linguistici 381*
personale impegnato in attività di tutorato 21968*
borse di studio 4773*
borse post-doc 515*
assegni di ricerca 18300*
co.co.co. 7964*
ricercatori a tempo determinato 1609**
formazione specialistica dei medici 27834*
altro 618*
totale 126611

* fonte: http://statistica.miur.it/ (rilevazione 2011)

** fonte: http://cercauniversita.cineca.it/ (al 31/12/2011)

di ruolo a contratto oa tempo determinato totale
Professori(associati+ordinari) 31853 42649 74502
collaboratori linguistici 1480 381 1861
ricercatori 25496 61613* 86209

*la voce comprende i seguenti contratti di ricerca: borse di studio, borse post-doc, assegni di ricerca, co.co.co., ricercatori a tempo determinato, contratti di formazione specialistica dei medici, altro.

In percentuale

di ruolo e a tempo indeterminato a contratto o

a tempo determinato

professori 43%*** 57%
ricercatori 29% 71%****
collaboratori linguistici 80% 20%

*** professori associati+ordinari
****la voce comprende i seguenti contratti di ricerca: borse di studio, borse post-doc, assegni di ricerca, co.co.co., ricercatori a tempo determinato, contratti di formazione specialistica dei medici, altro.

La distruzione dell’istruzione universitaria pubblica negli Stati Uniti. Primo: tagliare i fondi alla pubblica istruzione superiore.


Il Corsaro.info riprende un articolo uscito recentemente su un blog americano, Junct Rebellion, a proposito del processo di graduale privatizzazione e distruzione dell’istruzione universitaria pubblica negli Stati Uniti. Si tratta di un modello ancora ben lontano dal nostro, ma al quale, attraverso i successivi processi di riforma, ci stiamo lentamente avvicinando. Finalmente si presta attenzione agli stipendi enormi dei presidenti e degli allenatori sportivi e allo status riservato alla maggioranza dei docenti: simile a quello dei lavoratori migranti.

La traduzione è di Enrico Natalizio, Paola Perin e Lorenzo Zamponi.

Spettabile MIUR, … – Quesiti urgenti


Al: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per l’Università, l’Alta Formazione artistica, musicale e coreutica
e per la Ricerca scientifica e tecnologica
Direzione Generale per l’Università
Ufficio III

OGGETTO: Legge 30 Dicembre 2010, n. 240 – Quesiti urgenti

Spettabile MIUR,

con la presente, a nome del Coordinamento dei Precari della ricerca e della docenza – Università, chiediamo alle SS.LL. di avere chiarimenti riguardo le seguenti problematiche inerenti l’entrata in vigore della legge in oggetto:

1) L’articolo 18, comma 5, riserva la possibilità di svolgere attività di ricerca nelle università esclusivamente ai seguenti soggetti: professori e ricercatori, anche a tempo determinato, titolari di assegni di ricerca di cui all’articolo 22 e di contratti di docenza di cui all’articolo 23, dottorandi e laureandi magistrali, personale TA assunto a tempo indeterminato, borsisti o dipendenti di altre amministrazioni, enti o imprese.
Alla luce di quanto sopra, sembrerebbe di poter dedurre che, a decorrere dal giorno sabato 29 gennaio p.v., i titolari di borse di studio, co.co.co. e altre forme contrattuali non comprese nel precedente elenco dovranno cessare la propria attività, anche se i loro contratti sono attualmente già in essere. Inoltre, nell’elenco non sono compresi nemmeno i titolari di assegni di ricerca banditi ai sensi dell’articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e i titolari di contratti a tempo determinato banditi ai sensi dell’articolo 1, comma 14, della legge 4 novembre 2005, n. 230.
Desidereremmo quindi avere chiarimenti circa la possibilità per i succitati soggetti (gli attuali titolari di contratti a TD, assegni di ricerca, borse, contratti di collaborazione…) di continuare a svolgere la propria attività lavorativa nel rispetto della legge anche dopo il 29 gennaio p.v.

2) A decorrere dal 29 gennaio p.v. non sarà più possibile bandire assegni di ricerca ai sensi dell’articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e contratti a tempo determinato banditi ai sensi dell’articolo 1, comma 14, della legge 4 novembre 2005, n. 230. Desidereremmo sapere se sarà però possibile procedere ai rinnovi dei contratti in essere, qualora la possibilità di rinnovo fosse esplicitamente prevista dal bando originale, cioè qualora l’assegno o contratto a tempo determinato fosse stato bandito nella forma del 2+2, del 3+3 o simili.

In attesa di cortese riscontro ai quesiti posti, porgiamo i nostri migliori saluti.

Coordinamento dei Precari della ricerca e della docenza – Università

I primi effetti della Legge Gelmini


La legge Gelmini sta producendo i suoi primi effetti. Alcuni atenei hanno già dato disposizione ai gruppi di ricerca di dare applicazione letterale ad alcune norme della legge a decorrere dal prossimo 29 gennaio. In particolare, fra pochissimi giorni e fino all’adozione dei nuovi regolamenti d’ateneo e all’emanazione del decreto del ministro per l’importo minimo, non sarà più possibile bandire assegni di ricerca. Interpretando la legge in maniera quanto meno discutibile, alcuni atenei vorrebbero addirittura bloccare i rinnovi dei contratti in essere già previsti nei bandi originali. Inoltre, sarà impedito lo svolgimento di attività di ricerca a chiunque non sia assegnista di ricerca o docente a contratto, in particolare a borsisti e  collaboratori coordinati e continuativi. Quest’ultima norma, pur rispondente alle richieste di superamento della giungla contrattuale negli atenei, richiede evidentemente un’applicazione graduale per evitare che chi oggi lavora con contratti non più utilizzabili si trovi da un giorno all’altro senza la possibilità di svolgere la propria attività.
Chiediamo alle forze politiche e al Ministero di intervenire nei modi opportuni per prorogare la possibilità di bandire i vecchi assegni di ricerca fino alla data in cui saranno realmente operativi i nuovi, per consentire in ogni caso i rinnovi dei contratti in essere previsti dai bandi originali e per posticipare al 1 gennaio 2012 l’entrata in vigore del divieto di svolgimento di attività di ricerca per borsisti e contrattisti, onde concedere a lavoratori e gruppi di ricerca il tempo necessario per adeguarsi alle nuove normative.

Coordinamento ricercatori e docenti Precari – Università (CPU)

Non è un paese per dottorandi


L’articolo pubblicato il 10 novembre su La Repubblica, firmato da Manuel Massimo, sulla situazione e le prospettive per i dottorandi italiani

http://www.repubblica.it/scuola/2010/11/10/news/dottorandi_nel_caos-8959626/

PATTO SOCIALE, PRIMI ACCORDI “UN MILIARDO PER LA RICERCA”


La presidente di Confindustria ha illustrato il pacchetto sulla ricerca, che ad esempio richiede un miliardo di euro. Si va dalla costituzione di una «rete di innovazione» con borse di studio, contratti di sostegno alle imprese e interventi di credito delle banche, al varo di un piano nazionale per la ricerca e innovazione. Ma soprattutto, si chiede il finanziamento per il 2011 di ricerca attraverso lo strumento automatico del credito d`imposta.

Qui trovate il resto dell’articolo apparso oggi su “La Stampa”:

http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=51984783

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