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Cosa significa essere un precario dell’università? L’indagine.

30 ottobre 2013 2 commenti

Riceviamo con richiesta di diffusione e vi invitiamo a contribuire rispondendo al questionario:

“Car*,

Le riforme degli ultimi anni hanno posto il tema dell’università e della ricerca al centro del dibattito pubblico. Poco ancora, tuttavia, si sa della vita di chi ci lavora. Cosa significa essere precari dell’università, oggi? Cosa significa essere uno dei migliaia di assegnisti, dottorandi, borsisti, ricercatori precari, lettori, docenti a contratto, co.co.co e co.co.pro che a lungo hanno consentito all’università italiana di essere tra le più produttive al mondo nonostante tagli sempre più ingenti al finanziamento pubblico?

Per questo è partita, promossa dalla FLC, una indagine con l’obiettivo di portare alla luce i percorsi di vita dei precari dell’università. Le poche ricerche esistenti sottolineano come le riforme introdotte nell’ultimo decennio abbiano accelerato un trend di espulsione dal sistema universitario, piuttosto che un processo di assorbimento e stabilizzazione, riducendo gradualmente il numero di coloro che svolgono attività di didattica e ricerca negli atenei italiani. Mentre osserviamo la graduale dispersione delle competenze, le professionalità e le qualifiche che il sistema stesso aveva contribuito a creare, l’impatto soggettivo di tali processi appare sempre più oneroso.

Il questionario disponibile sul sito http://www.ricercarsi.it non sarà l’unico strumento di questa ricerca, che consta anche di rielaborazioni di dati precedenti e di una indagine qualitativa con interviste in profondità in tutt’Italia. “Ricercarsi” ripercorre il percorso formativo e di ricerca, il tipo di contratto e le condizioni materiali della vita e di lavoro di chi svolge attività di ricerca e insegnamento con contratti a tempo determinato. Lo scopo di questa ricerca è fare emergere l’impatto soggettivo che la precarietà ha sulla vita: i contesti, le circostanze e le aree disciplinari in cui più è diffuso il ricorso a contratti precari; il modo in cui l’incertezza lavorativa influenza la vita affettiva o induce a ripensare continuamente il proprio percorso esistenziale e professionale.

Il questionario consta di 35 domande a risposta multipla e la sua compilazione richiede un tempo medio di 10 minuti. I dati raccolti saranno trattati in modo aggregato rispettando la privacy di ognuno. In un momento storico in cui la precarietà è diventata strutturale mentre il suo impatto rimane ai margini del discorso pubblico o confinato alla sfera privata, ci auguriamo che in molti possano aiutarci a diffondere l’indagine e partecipare.

Ti chiediamo quindi di rispondere, cliccare sulla pagina Facebook e diffondere sui social network. Se hai un blog o un sito internet ti chiediamo di dare visibilità alla ricerca in modo da raggiungere un campione molto elevato.

Grazie,

francesca claudio francesco orazio emanuele”

Invito Assemblea precari FLC – Roma 7 dicembre 2012


Riceviamo e pubblichiamo l’invito all’assemblea organizzata dai precari FLC-CGIL di scuola e università:

Care precarie e cari precari,
vi invitiamo a partecipare all’assemblea nazionale dei precari della conoscenza che si terrà

venerdì 7 Dicembre 2012 a Roma, dalle 10.30 alle 17.30, presso  l’ITT C. Colombo in via Panisperna 225.

La scuola, l’università e la ricerca pubblica, così come i settori della scuola non statale, della formazione professionale e di quella artistica e musicale sono stati gravemente colpiti dai provvedimenti del governo attuale e di quello che lo ha preceduto. In questo scenario disastroso all’instabilità politica, economica e sociale del nostro paese corrisponde una sola condizione stabile: la precarietà del nostro lavoro.

Nessuno di noi si è ritenuto assolto, ma sappiamo anche che dopo le intense mobilitazioni degli ultimi anni, in cui siamo stati protagonisti insieme agli studenti medi e universitari, oggi ciò che ci troviamo davanti sono solo macerie. Non possiamo solo restare a guardarle con rabbia, è necessario ripartire.

La precarietà del nostro lavoro in Italia è oggi essenzialmente assenza di diritti, di tutele e di rappresentanza e se vogliamo superare la condizione di grave disagio che pesa sulle nostre spalle, sulle nostre famiglie e sul nostro futuro dobbiamo pretendere che l’investimento sulla conoscenza, le opportunità di lavoro e il welfare della generazione precaria siano al centro dell’azione del prossimo governo e dell’agenda delle forze politiche che ambiscono a rappresentarci.

Abbiamo il sospetto che per sopravvivere oggi, nell’epoca della meritocrazia senza opportunità, sia necessario avere un’idea chiara sul domani che vogliamo. Per condividerla, costruirla insieme e far sì che sia parte integrante della proposta della FLC CGIL vi invitiamo a ripartire insieme da via Panisperna il prossimo 7 Dicembre 2012.

Roma, 1 Dicembre 2012

Coordinamento Nazionale Precari della Conoscenza FLC CGIL

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