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12 marzo 2011 – In difesa della Costituzione e della Scuola Pubblica


Qui potete seguire in diretta la manifestazione proposta da La Repubblica.

Di seguito invece i comunicati della Rete 29 Aprile

DIFENDERE LA COSTITUZIONE, DIFENDERE LA RICERCA

La Scuola e l’Università, beni comuni della Repubblica Italiana, subiscono aggressioni mediatiche, riforme punitive e un sottofinanziamento crescente che incidono sui beneficiari dell’istruzione pubblica, gli studenti e le loro famiglie, minando alla base il diritto allo studio e le opportunità di sviluppo del Paese.

In un tale clima di denigrazione delle Istituzioni culturali e di chi vi opera, i ricercatori e le ricercatrici della Rete 29 Aprile, ancora una volta, denunciano con indignazione gli attacchi politici alla Scuola Pubblica e al sistema pubblico dell’Istruzione e rilanciano il valore insostituibile dell’istruzione, della formazione, della cultura libera, garantita dalla Costituzione e irrinunciabile presidio democratico del nostro Paese.

Ravvisando un cortocircuito tra le politiche e le operazioni demagogiche contro Costituzione, Scuola e Ricerca, Rete 29 aprile è tra i primi promotori della manifestazione del 12 marzo 2011 in difesa della Costituzione ed è attivamente impegnata nella mobilitazione. Invita i suoi componenti e tutta la comunità universitaria – precari, studenti, docenti, personale – a partecipare alle manifestazioni che si terranno
in tutta Italia.

 

Scuola e università sono la priorità, non l’ultima novità.


Non sono necessarie le ultime notizie dalle prime pagine dei quotidiani per schierarsi dalla parte dell’istruzione pubblica e della ricerca, per scegliere il proprio progetto per il futuro, per difendere il diritto allo studio e i diritti di tutti i lavoratori della scuola e dell’università pubblica statale. E’ già tardi: le “riforme” hanno iniziato ha distruggere la scuola, l’università e la ricerca. Ma è ancora utile unirsi a chi denuncia, protesta, propone un’altra istruzione pubblica, radicalmente diversa da quella imposta dal Governo e giustamente radicata nell’ambito della Costituzione della Repubblica Italiana.

Il Coordinamento ricercatori e docenti Precari – Università, in continuità con il percorso di mobilitazioni costruito insieme agli studenti e ai ricercatori universitari contro la “riforma” imposta alla comunità universitaria in movimento dal voto del Senato lo scorso 23 dicembre, partecipa al corteo del 12 Marzo 2011 in partenza dall’Università La Sapienza di Roma alle ore 12.30 – Piazzale Aldo Moro.

Roma, 11 Marzo 2011

Coordinamento ricercatori e docenti Precari – Università (CPU)
https://coordinamentoprecariuniversita.wordpress.com/

Gruppo Facebook: http://www.facebook.com/home.php?sk=group_130272773706605

Il governo che accende le micce


Non è un titolo dei giornali schierati o orientati a sinistra, ma del comunicato stampa diffuso dal Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia.

“IL GOVERNO ACCENDE LE MICCE DELLE GUERRIGLIE URBANE E POI MANDA I POLIZIOTTI A COMBATTERE LE BATTAGLIE CHE CON IL BUON SENSO NON È RIUSCITO A FRONTEGGIARE”

Potete leggere il resto del comunicato qui.

E FIGURATI SE CI FIDIAMO NOI…


…noi precari dell’università che in questi giorni siamo scesi in piazza a fianco degli studenti e dei ricercatori per contestare una riforma che ci colpisce per primi. Noi, che un governo-macchietta e la Conferenza dei Rettori (CRUI) vorrebbero vedere espulsi in massa: grazie alla manovra di luglio nel 2011 sarà possibile avere complessivamente attivi al più 200 posti da ricercatore (a Tempo Determinato beninteso!) a fronte dei 60000 contratti atipici che ogni giorno mandano avanti un’università che GIA’ vive una crisi irreversibile.

Figurarsi se possiamo fidarci di una classe politica che sceglie di buttare via una generazione che lo stato ha formato con ingenti risorse, anziché puntarci per farne il motore dell’uscita dalla crisi economica che ci attanaglia attraverso un profondo ripensamento del modello economico e sociale predominante.

Figurarsi se possiamo fidarci di chi alle mobilitazioni di questi giorni, e mentre in tutta europa si contestano le politiche di austerity, risponde, come a Roma a Milano e a Napoli, con un apparato repressivo che condanniamo fermamente: mentre in Inghilterra gli studenti occupano il palazzo dei tories contro l’innalzamento delle rette universitarie e riprendono lo stile dei book-bloks romani a Roma  la polizia carica a freddo un gruppo di studenti che avevano già concluso un’azione dimostrativa, a Milano si assiste a violente cariche per dividere i manifestanti e tenere lontana l’ingombrante presenza degli studenti, dei lavoratori e degli immigrati dalla rituale cerimonia del lusso sfrenato e a Napoli si impedisce con la forza la protesta legittima di disoccupati e attivisti in bicicletta in piazza per una mobilità sostenibile.

Per questo scenderemo in piazza il 14 dicembre assieme alle altre componenti sociali: perché la nostra battaglia non e’ corporativa ma parla a tutti coloro che pensano che dalla  crisi si possa uscire solo investendo su diritti, ricerca e formazione, welfare e beni comuni, per costruire un diverso modello sociale di produzione e condivisione delle risorse.

NOI NON CI FIDIAMO di questo governo e saremo in piazza tutti insieme, uniti contro la crisi, il 14 dicembre per buttarlo giu’ e ricominciare a costruire non dal palazzo ma dalle universita’, dalle piazze, dalla società!

Coordinamento dei Precari della ricerca e della docenza – Università

Né Futuro e Libertà, né il governo hanno mai proposto assunzioni di precari!


Sulla parte più distratta della stampa nazionale e nelle dichiarazioni di esponenti politici poco informati o in aperta malafede, continuano a trovarsi mistificanti affermazioni su un’inesistente trattativa fra Futuro e Libertà e il resto della maggioranza per l’assunzione di 4500 precari.

In realtà, le 4500 posizioni da professore associato richieste dai futuristi non sono in alcun modo destinate all’assunzione di precari, ma ad avanzamenti di carriera di ricercatori a tempo indeterminato.

Siamo naturalmente convinti della piena legittimità di tutte le richieste di concorsi che garantiscano concrete possibilità di sviluppo di carriera per il personale già assunto e di assunzione per i lavoratori precari, ma non possiamo non rimarcare come in realtà nessuna proposta di intervento in favore dei precari universitari sia mai stata avanzata da Futuro e Libertà, dal Governo o da qualsivoglia partito della maggioranza. Anzi, tutti i provvedimenti contenuti nel DdL Gelmini avranno l’effetto di allontanare indefinitamente ogni prospettiva di stabilità per gli attuali e futuri precari e di elevare oltre i 40 anni l’età media di accesso alle posizioni stabili dell’università.

Poiché il nostro precedente comunicato sull’argomento non è stato evidentemente d’aiuto per i politici e per i giornalisti meno informati, rammentiamo che nelle università italiane attualmente lavorano 26000 ricercatori a tempo indeterminato, destinatari degli avanzamenti a professore associato richiesti da Futuro e Libertà, e circa 60000 precari della ricerca e della didattica per i quali nessun gruppo parlamentare di maggioranza ha mai proposto nulla.
La scala gerarchica universitaria attuale prevede infatti le tre posizioni di professore ordinario, professore associato e ricercatore a tempo indeterminato. E’ evidente a chiunque che i concorsi da professore associato, nel contesto attuale, sono nei fatti destinati alle promozioni degli attuali ricercatori a tempo indeterminato e non all’assunzione dei precari, spesso vittime delle ben note manipolazioni concorsuali, cui il DdL Gelmini riserva invece la non invidiabile scelta fra la disoccupazione e almeno altri 6 anni di precariato.

Per queste ed altre ragioni stiamo partecipando attivamente alle manifestazioni di protesta in corso in tutti gli atenei e nelle strade delle città italiane e continueremo la mobilitazione fino al definitivo ritiro di questo DdL che, assieme al collegato sul lavoro e a tanti altri provvedimenti della maggioranza, disegna per i giovani italiani un futuro di precarietà disperata e senza diritti.

Coordinamento dei Precari della ricerca e della docenza – Università (CPU)
https://coordinamentoprecariuniversita.wordpress.com/

29 Novembre 2010

Traditori o solo i soliti opportunisti?


Riprendiamo qui un articolo apparso sabato scorso, 20 novembre, sul portale della Rete 29 aprile:

http://www.rete29aprile.it/comunicati-stampa/i-traditori.html

Il DdL Gelmini sull’università, come ci era stato ampiamente spiegato dalla stessa maggioranza, non potrebbe essere approvato prima della conclusione della sessione di bilancio al Senato. Invece PdL e Lega, evidentemente in completo spregio delle regole parlamentari, ne impongono l’esame in Commissione Bilancio e in Commissione Cultura, per poi votarlo di gran carriera. Lo fanno con uno spregiudicato voltafaccia, ritirando uno ad uno tutti gli emendamenti di spesa che loro stessi avevano avanzato, e dei quali si erano fatti largamente vanto sui media (!). Siamo nel dominio della falsità, dove la realtà è un optional e la responsabilità, l’etica e la correttezza istituzionale sono facili slogan nel mondo delle chiacchiere ma fastidiosi e inutili orpelli in quello reale. Anche per chi se ne fa paladino.

Link al comunicato:

http://www.rete29aprile.it/FILES_UPPATI/traditoriX4.pdf

I 9000 posti nel milleproroghe?


Pare che il governo abbia intenzione di varare un Dl per finanziare varie attività, tra le ultime, dopo missioni, autotrasporto, agevolazioni, ammortizzatori sociali, anche soldi per ricerca e università. Forse per far fronte ai 9000 passaggi ad Associato chiesti negli emendamenti?

www.repubblica.it/economia/2010/10/26/news/tesoro_in_vista_un_milleproroghe_bis_un_dl_da_7_miliardi_forse_prima_di_dicembre-8451360/

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