Archivio

Posts Tagged ‘manifestazione’

Un 14 Novembre contro l’Europa dell’austerità


Aderiamo allo sciopero generale indetto in tutta Europa dalla Confederazione Europea dei Sindacati e dalla Cgil per il 14 novembre.
Invitiamo i ricercatori e docenti precari a non svolgere regolare attività accademica e spiegare i motivi della loro protesta contro le politiche di austerità e di demolizione dei servizi pubblici quali quello dell’Università.
Le politiche di austerità a livello europeo non stanno risolvendo i problemi del debito pubblico mentre stanno contribuendo alla smantellamento di servizi pubblici essenziali, compresi scuola e università.
In l’Italia le politiche di tagli lineari all’Università vanno avanti in modo indiscriminato da almeno da 4 anni.
Il numero dei docenti strutturati italiani ha raggiunto il picco nel 2008 (62mila unità) mentre tra il 2009 il 2010 ha subito una riduzione di 4.200 unità. Il blocco del turn-over diminuirà inesorabilmente la popolazione docente in Italia.
In parallelo, e di conseguenza, si cerca di diminuire la popolazione studentesca anche ipotizzando aumenti delle tasse. Il risultato di questo processo è che la la percentuale dei diplomati che si iscrive all’università è tornata a quella di 30 anni fa e la percentuale di laureati rispetto alla popolazione fra i 18 e i 24 è la seconda più bassa fra i paesi dell’Ocse.
L’obiettivo è chiaro: quello di ridurre le dimensioni del sistema universitario sia in termini di numero di studenti che di docenti, creare un’università per pochi e che funzioni in modo gerarchico e burocratico.
Con un corpo docenti sempre più ridotto l’università  è mandata avanti da precari. Nel 2011 48mila docenti a contratto e 18mila assegnisti (esclusi RTD, borse di studio, specializzandi, tutor, etc). I numeri per il reclutamento 2012 ci dicono che con ogni probabilità peggioreranno per il futuro e che ci indicano che di posti veri per i precari non ci saranno più di 300 posti di RTDb.
Queste sono solo alcune delle ragioni che ci inducono ad aderire ad uno sciopero generale contro le politiche di austerità e in difesa della nostra università.
Il calendario degli appuntamenti per città o regione e’ disponibile qui
Annunci

Una lettera dopo il #15Oct a Roma – Sulla nostra coazione a ripetere


La giornata di ieri va analizzata. Confrontarsi è il miglior modo per fare le scelte giuste da qui in avanti.

Ho vissuto molti confronti di piazza. Quello di ieri era impressionante solamente per il numero di persone che vi hanno partecipato, o meglio, che erano venute con l’intenzione specifica di fare quello che hanno fatto.

Quindi non mi sono stupito più di tanto. Come scrive WM1: “a me sorprende, davvero, che fino a oggi pomeriggio qualcuno si aspettasse qualcosa di diverso, dopo il 14 dicembre 2010. È andata com’era ovvio che andasse”. Leggi tutto…

Per noi precari Bolognesi niente “notte dei ricercatori”


Notte dei ricercatori: noi precari non ci saremo!

Venerdì 23 settembre si svolgerà come ogni anno a Bologna la “Notte dei ricercatori”, festa europea dedicata alla ricerca.

In questa stessa occasione, come Rete dei ricercatori precari di Bologna, lo scorso anno abbiamo dato vita a un flash mob “La morte della ricerca”, per provare a rendere visibile e denunciare la condizione in cui versa la ricerca italiana, a causa dei continui e pesanti tagli a risorse e personale, della precarizzazione dei lavoratori e del permanere di dinamiche clientelari nelle assunzioni, e della conseguente riduzione dell’autonomia e della libertà della ricerca stessa, e quindi della sua qualità.

Quest’anno abbiamo scelto di non esserci! Leggi tutto…

Perché il 9 aprile saremo in piazza


Frammenti che si coalizzano. Il Coordinamento dei Precari della ricerca e della docenza (ed i motivi per cui il 9 Aprile ci saranno anche loro)

Il 9 aprile i lavoratori precari italiani scenderanno insieme in piazza per dire basta al lavoro precario, privo di diritti, invisibile e sottopagato, quando non addirittura gratuito. Gli ultimi due anni ci hanno mostrato a cosa serve la “flessibilità” in salsa italiana, che regala alle aziende a allo Stato lavoro a basso costo e senza impegni, utile per assicurarsi la libertà di licenziare i propri dipendenti al primo accenno di crisi e scaricare le difficoltà sui soggetti più deboli e sulle nuove generazioni. Il tasso di disoccupazione giovanile, che la crisi economica ha elevato al 29%, racconta in maniera illuminante cos’è e a cosa e a chi serve davvero la precarietà.

…. continua qui

12 marzo 2011 – In difesa della Costituzione e della Scuola Pubblica


Qui potete seguire in diretta la manifestazione proposta da La Repubblica.

Di seguito invece i comunicati della Rete 29 Aprile

DIFENDERE LA COSTITUZIONE, DIFENDERE LA RICERCA

La Scuola e l’Università, beni comuni della Repubblica Italiana, subiscono aggressioni mediatiche, riforme punitive e un sottofinanziamento crescente che incidono sui beneficiari dell’istruzione pubblica, gli studenti e le loro famiglie, minando alla base il diritto allo studio e le opportunità di sviluppo del Paese.

In un tale clima di denigrazione delle Istituzioni culturali e di chi vi opera, i ricercatori e le ricercatrici della Rete 29 Aprile, ancora una volta, denunciano con indignazione gli attacchi politici alla Scuola Pubblica e al sistema pubblico dell’Istruzione e rilanciano il valore insostituibile dell’istruzione, della formazione, della cultura libera, garantita dalla Costituzione e irrinunciabile presidio democratico del nostro Paese.

Ravvisando un cortocircuito tra le politiche e le operazioni demagogiche contro Costituzione, Scuola e Ricerca, Rete 29 aprile è tra i primi promotori della manifestazione del 12 marzo 2011 in difesa della Costituzione ed è attivamente impegnata nella mobilitazione. Invita i suoi componenti e tutta la comunità universitaria – precari, studenti, docenti, personale – a partecipare alle manifestazioni che si terranno
in tutta Italia.

 

Scuola e università sono la priorità, non l’ultima novità.


Non sono necessarie le ultime notizie dalle prime pagine dei quotidiani per schierarsi dalla parte dell’istruzione pubblica e della ricerca, per scegliere il proprio progetto per il futuro, per difendere il diritto allo studio e i diritti di tutti i lavoratori della scuola e dell’università pubblica statale. E’ già tardi: le “riforme” hanno iniziato ha distruggere la scuola, l’università e la ricerca. Ma è ancora utile unirsi a chi denuncia, protesta, propone un’altra istruzione pubblica, radicalmente diversa da quella imposta dal Governo e giustamente radicata nell’ambito della Costituzione della Repubblica Italiana.

Il Coordinamento ricercatori e docenti Precari – Università, in continuità con il percorso di mobilitazioni costruito insieme agli studenti e ai ricercatori universitari contro la “riforma” imposta alla comunità universitaria in movimento dal voto del Senato lo scorso 23 dicembre, partecipa al corteo del 12 Marzo 2011 in partenza dall’Università La Sapienza di Roma alle ore 12.30 – Piazzale Aldo Moro.

Roma, 11 Marzo 2011

Coordinamento ricercatori e docenti Precari – Università (CPU)
https://coordinamentoprecariuniversita.wordpress.com/

Gruppo Facebook: http://www.facebook.com/home.php?sk=group_130272773706605

“Se non ora quando? Se non noi chi?” Il Coordinamento Precari Università e la Rete29Aprile aderiscono alla manifestazione del 13 Febbraio


Le ricercatrici della Rete29Aprile e del Coordinamento Precari Università scenderanno in piazza con i colleghi ricercatori per aderire insieme alla giornata di manifestazione “Se non ora quando” prevista per il 13 febbraio.

Ci rendiamo conto infatti che il modello di donna e di femminilità che da tempo impera in Italia non ci rappresenta più, come non rappresenta la maggior parte delle nostre amiche lavoratrici, mamme e non, disoccupate, precarie, studentesse, pensionate, le nostre sorelle immigrate. Durante le mobilitazioni degli scorsi mesi abbiamo cercato insieme alle studentesse e agli studenti, insieme a tutte le lavoratrici ed i lavoratori della conoscenza di porre al centro della discussione del paese il tema del sapere e della cultura. Ci sembra infatti che la dignità della donna sia intrinsecamente connessa al ruolo della conoscenza nella società. Tutte le grandi donne che ci hanno precedute, da Frida Kahlo a Marie Curie, da Anna Magnani a Maria Montessori, da Mercedes Sosa a Fernanda Pivano, hanno sempre fatto dell’amore per il progresso comune lo scopo della loro vita. Oggi in Italia il sapere, il bene comune e le donne sono continuamente mortificati. Ogni giorno assistiamo all’utilizzo strumentale dei nostri corpi in un grande mercato fatto di slogan e di vendite. Lo smantellamento della scuola e dell’università è parte integrante di questo processo, perchè non vediamo differenza, piuttosto consequenzialità, tra una disoccupazione giovanile al 30% ed una cultura che spinge le giovani donne a capitalizzare solo sul loro corpo. In questi giorni si è parlato tanto di morale e di donne buone o cattive. Noi rifiutiamo queste divisioni e desideriamo riportare l’attenzione sulla vita vera. Riteniamo che l’umiliazione della donna sia il simbolo ultimo di una cultura mercantilistica che disprezza la vita, che taglia gli assegni di maternità, che in regime di precarietà costringe alla scelta tra maternità e lavoro, che taglia il diritto allo studio, che lascia famiglie intere vivere nella morsa della precarietà, che asfalta gli alberi e che toglie ai propri figli il futuro. La condizione della donna è inquietante: Social Watch 2010 colloca l’Italia al 72simo posto nel mondo dopo l’Uganda ed il Rwanda per la parità di diritti. Si tratta non solo di una politica discriminatoria, ma di una cultura patriarcale che ancora, dall’economia alla politica riconosce esclusivamente la voce maschile. Nelle università le donne sono la maggioranza degli iscritti, ma i rettori donna si contano sulle dita di una mano. Le donne con dottorato di ricerca sono numericamente di più degli uomini, ma nei settori tecnico-scientifici meno di un ordinario su dieci è donna. Noi certo vogliamo rivendicare diritti per le donne, ma ancor più rivendichiamo il diritto di tutti a un mondo differente: un mondo all’insegna della differenza e non del pensiero unico, delle opportunità e non dello sfruttamento, del sapere e non del potere. Il 13 febbraio scenderemo in piazza per ripensare i rapporti tra donna e uomo dentro e fuori dalle università, a partire da oggi, dalle comunità e dai movimenti. Come diceva Barbara Smith, nessuno ti dà dei diritti – dobbiamo prenderceli. “Se non ora quando? Se non noi chi?”

Le ricercatrici della R29A e del CPU e i loro colleghi ricercatori

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: