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Posts Tagged ‘sciopero’

Di buon auspicio: Torino resiste


Segnaliamo l’articolo di Alessandro Ferretti sul blog del Fatto Quotidiano: :Torino, l’Università che resiste: bibliotecari rispediscono i licenziamenti al mittente” augurandoci che sia d’ispirazione e non solo di buon auspicio.

“…ci vediamo costretti ad operare il licenziamento collettivo di nr.33 unità di personale a tempo indeterminato”. Licenziati in tronco, senza ammortizzatori sociali, tramite un fax senza firma. Così inizia questa storia, giovedì scorso a Torino: ben poco originale, in questi tempi austeri.

I licenziati sono soci di una delle due cooperative che forniscono il servizio di reference delle 49 biblioteche dell’Università di Torino: stanno al bancone, accolgono gli utenti e porgono i libri. UniTo ha da anni appaltato il servizio (rimettendoci dei soldi): oltre ai 33 dipendenti di CoopCulture ci sono altri 39 esternalizzati.”

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Un 14 Novembre contro l’Europa dell’austerità


Aderiamo allo sciopero generale indetto in tutta Europa dalla Confederazione Europea dei Sindacati e dalla Cgil per il 14 novembre.
Invitiamo i ricercatori e docenti precari a non svolgere regolare attività accademica e spiegare i motivi della loro protesta contro le politiche di austerità e di demolizione dei servizi pubblici quali quello dell’Università.
Le politiche di austerità a livello europeo non stanno risolvendo i problemi del debito pubblico mentre stanno contribuendo alla smantellamento di servizi pubblici essenziali, compresi scuola e università.
In l’Italia le politiche di tagli lineari all’Università vanno avanti in modo indiscriminato da almeno da 4 anni.
Il numero dei docenti strutturati italiani ha raggiunto il picco nel 2008 (62mila unità) mentre tra il 2009 il 2010 ha subito una riduzione di 4.200 unità. Il blocco del turn-over diminuirà inesorabilmente la popolazione docente in Italia.
In parallelo, e di conseguenza, si cerca di diminuire la popolazione studentesca anche ipotizzando aumenti delle tasse. Il risultato di questo processo è che la la percentuale dei diplomati che si iscrive all’università è tornata a quella di 30 anni fa e la percentuale di laureati rispetto alla popolazione fra i 18 e i 24 è la seconda più bassa fra i paesi dell’Ocse.
L’obiettivo è chiaro: quello di ridurre le dimensioni del sistema universitario sia in termini di numero di studenti che di docenti, creare un’università per pochi e che funzioni in modo gerarchico e burocratico.
Con un corpo docenti sempre più ridotto l’università  è mandata avanti da precari. Nel 2011 48mila docenti a contratto e 18mila assegnisti (esclusi RTD, borse di studio, specializzandi, tutor, etc). I numeri per il reclutamento 2012 ci dicono che con ogni probabilità peggioreranno per il futuro e che ci indicano che di posti veri per i precari non ci saranno più di 300 posti di RTDb.
Queste sono solo alcune delle ragioni che ci inducono ad aderire ad uno sciopero generale contro le politiche di austerità e in difesa della nostra università.
Il calendario degli appuntamenti per città o regione e’ disponibile qui

ATTENZIONE – RINVIO ASSEMBLEA DEL 1 APRILE 2011


La seconda assemblea nazionale del CPU organizzata dal coordinamento di Pisa e prevista il prossimo 1 aprile è rinviata causa sciopero treni.

La nuova data sarà stabilita a breve.

Precari allo sciopero della fame


Una giornalista del Corriere della Sera, Paola Caruso, precaria da 7 anni, sta facendo lo sciopero della fame.

I giornali non ne parlano, la storia circola sul web.

“Sciopero della fame, secondo giorno. Sono in compagnia di Elena e Alberto, due cari amici. Ho bevuto un caffè con latte e zucchero perché iniziavo a stare male. Adesso sto cercando di capire cosa fare. Ho sentito il Cdr, un vicedirettore e l’Fnsi e ne ho apprezzato la disponibilità. So che si sta lavorando sul mio caso e che sto a cuore a molte persone. Vorrei che la mia voce diventasse la voce di tutti i precari, per ottenere risultati per me e per gli altri.
La comunità Internet si è mobilitata e mi sostiene.
So che esiste una Commissione parlamentare che si occupa di freelance per indagare sulla situazione e cercare di raddrizzare ciò che va storto. Si parlerà del mio caso anche lì, forse.
Per il momento vado avanti. ”

Ne ha parlato Gilioli sul suo blog dell’Espresso e racconta la vicenda la stessa Paola nel solo spazio a disposizione per discutere dei problemi reali nel paese: il web e in particolare i social network.

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