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Mozione CUN sulla partecipazione al bando PRIN 2012


Diamo visibilità a questa Mozione CUN  che condividiamo, segnalando allo stesso tempo come questa opportunità dovrebbe essere estesa a tutte le figure precarie della ricerca.

OGGETTO: Mozione su partecipazione al bando PRIN 2012 in qualità di PI o di responsabili di unità locale per i Ricercatori a tempo determinato.

Adunanza del 16/1 /2013

IL CONSIGLIO UNIVERSITARIO NAZIONALE

Visto il Bando PRIN 2012 che riserva le funzioni di coordinatore scientifico o responsabile locale  di progetto ai professori e ai ricercatori “del ruolo universitario”.

Visto che il Bando presenta tre linee di intervento tra cui una (Starting – giovani ricercatori)  “riservata a PI che abbiano conseguito il primo dottorato o la prima specializzazione presso una  Scuola di Specializzazione Universitaria (se meno recente rispetto alla data del primo dottorato), da  non più di sette anni rispetto alla data del presente bando, ovvero, in assenza di entrambi, che  abbiano conseguito la prima laurea magistrale 0 equivalente da non più di dieci anni dalla data del presente bando”.

Rilevato che i ricercatori a tempo determinato sono esclusi dalla possibilità di partecipare in qualità di PI o di coordinatori locali in quanto ricercatori a contratto.

Rilevato ancora che tale limite vige anche per la linea “starting”, riservata a giovani ricercatori che abbiano conseguito il primo dottorato di ricerca o la prima specializzazione da non più di sette anni rispetto alla data del bando.

Osservato che i medesimi ricercatori a contratto risultano del tutto assimilati per legge alle altre  figure docenti delle Università per quanto riguarda la partecipazione alle attività di ricerca e  contribuiscono alla determinazione dell’organico in qualità di strutturati per tutte quelle valutazioni  che considerano le figure docenti (requisiti minimi, attivazione dei dipartimenti, etc.).

Segnala la necessità di rimuovere tali elementi di distinzione tra le figure di ricercatori a tempo indeterminato e a tempo determinato (di tipo A e di tipo B) per quanto attiene alla possibilità di  partecipare a bandi PRIN in qualità di coordinatore o responsabile di unità locale.

Parere del CUN su criteri e parametri per la valutazione dei candidati ai fini dell’abilitazione scientifica


Prot. n. 1520

Spedito il 19/10/2011 All’On.le Ministro
S E D E

PARERE

Decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, “Regolamento recante criteri e parametri per la valutazione dei candidati ai fini dell’attribuzione dell’abilitazione scientifica nazionale per l’accesso alla prima e alla seconda fascia dei
professori universitari, ai sensi dell’articolo 16, comma 3, lettere a), b) e c) della legge 30 dicembre 2010, n. 240”.

Indice

PREMESSA

LE SCELTE E LE ESPERIENZE DEL CONSIGLIO UNIVERSITARIO NAZIONALE

PARTE PRIMA

IL DISEGNO DELLE NUOVE PROCEDURE DI ABILITAZIONE NELLO SCHEMA DI DECRETO MINISTERIALE

1. LA “TENUTA” DELLE PROCEDURE DI ABILITAZIONE: TRA INCERTEZZE E DISTANZE DALLA L. N.240/2010;
2. LA DEFINIZIONE SOLO PARZIALE DEI CRITERI E DEI PARAMETRI: IL CASO DEGLI INDICATORI DI RILEVANZA SCIENTIFICA (ART.6 REG.);
3. LA “SCELTA” DI RINVIARE LE SCELTE: GLI INTERROGATIVI APERTI E LE INDETERMINATEZZE DELL’ART.6 REG.
4. LA FRAGILE (APPARENTE) PARTECIPAZIONE DELLE COMUNITÀ SCIENTIFICHE;
5. LE ALTRE DISTANZE DALLA L. N. 240/2010: AREE DISCIPLINARI, SOTTO-INSIEMI, SETTORI CONCORSUALI O SETTORI SCIENTIFICO-DISCIPLINARI?
6. LE ALTRE INCERTEZZE E GLI OSTACOLI A UNA VALUTAZIONE ADEGUATA

PARTE SECONDA

ANALISI DELLE DISPOSIZIONI

PREMESSA

LE SCELTE E LE ESPERIENZE DEL CONSIGLIO UNIVERSITARIO NAZIONALE

Il Consiglio Universitario Nazionale ha da tempo individuato in un’efficace valutazione individuale e collettiva lo strumento più adatto per mantenere e migliorare la qualità del sistema universitario. Leggi tutto…

Abilitazione nazionale bocciata dai professori


Dalla rassegna stampa del governo: Il Sole 24 Ore in data 20 ottobre 2011.

È «irragionevole» prevedere che nella valutazione di chi punta all’abilitazione nazionale da associato e ordinario siano prese in considerazione solo le pubblicazioni prodotte dopo l’ultima nomina ricevuta dal candidato, e non piace l’applicazione diffusa di indicatori bibliometrici non solo per valutare aspiranti associati e ordinari, ma anche per decidere chi può far parte delle commissioni giudicanti.

Non è tenero il giudizio dei docenti del Consiglio universitario nazionale sulla bozza di regolamento ministeriale sull’abilitazione nazionale, ultimo tassello necessario a far partire i concorsi nazionali previsti dalla legge Gelmini (anticipato sul Sole 24 Ore del 15 ottobre scorso). Di qui la richiesta di modificare 16 punti sparsi nei 9 articoli di regolamento (nemmeno il titolo si salva dalle obiezioni del Cun), e in particolare di rivedere i criteri di valutazione delle pubblicazioni.

Nel tentativo di costruire un meccanismo di giudizio il più possibile oggettivo, il ministero ha puntato sugli indicatori bibliometrici internazionali nei settori in cui sono diffusi e su parametri analoghi che l’Agenzia nazionale di valutazione è chiamata a costruire dove mancano. Per avere speranze di ottenere l’abilitazione, secondo il provvedimento i candidati dovranno raggiungere una valutazione superiore alla mediana ottenuta dal totale dei “concorrenti”. Il riferimento alle «migliori prassi internazionali», ribatte il Cun, è troppo generico, la delega all’Anvur troppo ampia e la «partecipazione» della comunità scientifica alla costruzione dei criteri è troppo trascurata. Non solo. Il regolamento impone che per essere commissari gli ordinari debbano vantare una qualificazione scientifica pari a quella dei candidati e una produzione scientifica continuativa di livello negli ultimi cinque anni; nessuna obiezione sul primo requisito, ma il Cun contesta gli «automatismi», soprattutto sulle pubblicazioni.

L’altra regola contestata, relativa all’esame limitato alle pubblicazioni successive all’ultima nomina, era finita al centro delle obiezioni anche dei ricercatori, perché rischia di tradursi in un premio all’anzianità nel ruolo più che al merito della produzione.

Il movimento fa scacco al CUN


Il percorso di elaborazione di documenti e proposte sull’Università, che accompagna la mobilitazione nel mondo della ricerca, dura ormai da oltre un anno, ma nei giorni scorsi tutto il movimento e in particolare la Rete29Aprile hanno ottenuto due preziose vittorie. L’invito a votare per i rappresentanti dei ricercatori con programmi coerenti allo spirito del movimento ha infatti portato al voto il 39,4% dei ricercatori (contro il 26% del 2006) e permesso di eleggere in sei settori su sette i candidati appoggiati dalla rete (tre ricercatrici e tre ricercatori).

Il CUN è l’organo elettivo di rappresentanza degli universitari, formula pareri e proposte al Ministro dell’Università e della Ricerca, allo scopo di perseguire la qualità più elevata della ricerca e dell’istruzione, garantire e rafforzare le autonomie degli atenei e il diritto degli studenti ad un sapere critico e ad una formazione adeguata.

L’articolo apparso ieri su La Repubblica e firmato da Corrado Zunino sottolinea infine come “A questo giro elettorale i ricercatori del Cnru, vicini alla Gelmini, non sono riusciti a far passare alcun loro candidato.”

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