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Posts Tagged ‘finanziamenti’

Addio SBN – un nuovo taglio al mondo della cultura e della conoscenza


CC by Filippo Venturi

CC by Filippo Venturi

L’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche italiane e per le Informazioni bibliografiche non dispone più dei finanziamenti necessari alla gestione del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) e scrive un appello prima di interrompere, a causa dei tagli ai finanziamenti, il prezioso servizio offerto alla sistema di condivisione della conoscenza italiano:

“Dopo anni di costanti tagli alle spese da parte del Ministero per i Beni e le Attività culturali, a fronte dei quali si è dovuto da un lato ridurre il livello di servizio offerto, dall’altro cercare finanziamenti al di fuori del bilancio dell’ICCU, appare ormai inevitabile nel breve periodo l’interruzione del servizio.”
Il documento originale in versione integrale a questo link: http://www.iccu.sbn.it/opencms/export/sites/iccu/documenti/2013/Appello_sbn.pdf
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“Precario” ora in versione 0-6 anni


Art. 33.

http://referendum.articolo33.orgL’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.

La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.

Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.

È prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.

Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

“Precario” lo stile di vita più diffuso tra i giovani italiani, ora è disponibile anche nella versione per i bambini da 0-6 anni. La formula è semplice: basta ridurre i finanziamenti alla scuola pubblica, quella laica e gratuita di ogni ordine e grado garantita dalla Costituzione, e aumentare i finanziamenti a quella privata.

La vita precaria dei bambini esclusi dalla scuola pubblica è testimoniata da una giovane mamma, Federica, in questa intervista:

Se siete residenti a Bologna potete venire a votare al referendum del 26 maggio, se invece siete residenti altrove, ma siete solidali con la causa e preoccupati a tempo indeterminato, potete sottoscrivere l’appello “Bologna riguarda l’Italia”: http://referendum.articolo33.org/firma-lappello/

Traditori o solo i soliti opportunisti?


Riprendiamo qui un articolo apparso sabato scorso, 20 novembre, sul portale della Rete 29 aprile:

http://www.rete29aprile.it/comunicati-stampa/i-traditori.html

Il DdL Gelmini sull’università, come ci era stato ampiamente spiegato dalla stessa maggioranza, non potrebbe essere approvato prima della conclusione della sessione di bilancio al Senato. Invece PdL e Lega, evidentemente in completo spregio delle regole parlamentari, ne impongono l’esame in Commissione Bilancio e in Commissione Cultura, per poi votarlo di gran carriera. Lo fanno con uno spregiudicato voltafaccia, ritirando uno ad uno tutti gli emendamenti di spesa che loro stessi avevano avanzato, e dei quali si erano fatti largamente vanto sui media (!). Siamo nel dominio della falsità, dove la realtà è un optional e la responsabilità, l’etica e la correttezza istituzionale sono facili slogan nel mondo delle chiacchiere ma fastidiosi e inutili orpelli in quello reale. Anche per chi se ne fa paladino.

Link al comunicato:

http://www.rete29aprile.it/FILES_UPPATI/traditoriX4.pdf

PATTO SOCIALE, PRIMI ACCORDI “UN MILIARDO PER LA RICERCA”


La presidente di Confindustria ha illustrato il pacchetto sulla ricerca, che ad esempio richiede un miliardo di euro. Si va dalla costituzione di una «rete di innovazione» con borse di studio, contratti di sostegno alle imprese e interventi di credito delle banche, al varo di un piano nazionale per la ricerca e innovazione. Ma soprattutto, si chiede il finanziamento per il 2011 di ricerca attraverso lo strumento automatico del credito d`imposta.

Qui trovate il resto dell’articolo apparso oggi su “La Stampa”:

http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=51984783

Comunicato sui 4000 posti da ricercatore con stanziamento Mussi


Noi precari del Coordinamento dei Precari dell’Università (CPU) leggiamo con sdegno il resoconto della risposta del sottosegretario Guido Viceconte all’interrogazione parlamentare sull’utilizzo dei fondi stanziati dal precedente Governo nell’ormai lontano 2006 per l’assunzione di nuovi ricercatori nelle università. A precisa domanda (fornire dati certi sugli stanziamenti delle quote Mussi non ancora utilizzate e fissare un termine per l’utilizzo delle quote che alcuni atenei non stanno utilizzando, in vista di una possibile redistribuzione ad altre università) il sottosegretario ha risposto semplicemente con il nulla.

La verità è che, nonostante le due ministre Gelmini e Meloni abbiano in più occasioni sbandierato in giro la cifra di 4000 ricercatori assunti grazie all’opera del loro Governo, il reclutamento ristagna in tutte le università italiane e i pochi posti banditi sono frutto di uno stanziamento vecchio ormai di 4 anni, utilizzato con il contagocce e addirittura da alcuni atenei incamerato ed utilizzato per altre e non ben chiare finalità. Il tutto mentre i pochi concorsi che ancora si svolgono procedono secondo prassi deplorevoli: candidati convocati alla stessa ora in sedi distanti centinaia di chilometri, bandi a pagamento che prevedono l’ingiustificato moltiplicarsi dei costi per i candidati.

Noi precari del Coordinamento dei Precari dell’Università (CPU) chiediamo al Ministero di intervenire in modo chiaro per garantire a tutti la partecipazione ai concorsi pubblici.

L’Italia occupa il terzultimo posto nella classifica OCSE sugli addetti alla ricerca rispetto al totale della popolazione attiva, precedendo solo il Messico e la Turchia. Anziché dedicarsi alla devastazione definitiva dell’università italiana attraverso il taglio del già scarso investimento in università e ricerca ed il proposito di affidare il controllo totale degli atenei agli stessi rettori responsabili delle fallimentari amministrazioni degli ultimi anni, il Governo dovrebbe preoccuparsi di allineare il numero di docenti e ricercatori delle università italiane agli standard europei, sostenendo e rifinanziando il reclutamento straordinario avviato nel lontano 2006.

Comunicato contro le docenze gratuite


Noi precari del Coordinamento dei Precari dell’Università (CPU) condanniamo fermamente la decisione della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Sassari di bandire contratti di insegnamento con il compenso di 1 euro.

Consideriamo la pratica di affidare a personale non strutturato corsi a titolo gratuito o con compenso inadeguato, diffusa da anni nell’università italiana, profondamente lesiva della dignità dei lavoratori e della stessa immagine dell’istituzione universitaria. E’ ora di squarciare il velo su una verità finora pudicamente nascosta o affidata a qualche servizio scandalistico, sporadico e privo di effetto, di quotidiani bisognosi di riempire qualche buco nelle pagine interne: l’università italiana si regge sull’utilizzo di lavoro gratuito o sottopagato, come autorevolmente affermato dalla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati nel definire “privo di copertura economica” l’emendamento che cancella le docenze gratuite e semigratuite fatto inserire dall’opposizione nel DdL Gelmini.

Contro questa realtà indegna, invitiamo tutti i precari della ricerca e della docenza delle università italiane ad astenersi da qualsiasi attività di didattica e ricerca svolta a titolo gratuito e al di fuori di un chiaro inquadramento contrattuale.

Chiediamo ai Ricercatori, Professori e Presidi che si sono mobilitati nel firmare documenti di denuncia del DdL Gelmini e che ogni giorno osservano la grave situazione nella quale si trova il sistema universitario nazionale, di sostenere questa posizione opponendo un netto rifiuto alla prassi del lavoro gratuito nelle università pubbliche statali e astenendosi dal partecipare a decisioni di governo e gestione (bandi per affidamento d’incarichi didattici a titolo gratuito o simbolico) che ne legittimino e amplifichino la diffusione.

Confusione sui 9000 e chiarimenti


Nichi Vendola qualche giorno fa ha inviato un videomessaggio a noi precari, descrivendoci come i “vari eroi del nostro tempo”, seppure ingrati:

Ascoltando attentamente le sue parole però abbiamo notato che è incappato in un errore piuttosto frequente anche in numerosi altre notizie che ci riguardano: i destinatari della video-lettera sono i precari, ma i 9000 posti da associato a cui fa riferimento sono riservati ai ricercatori a tempo indeterminato (RTI).

Alessandro Breccia, ricercatore a Pisa, ha perciò scritto a Nichi Vendola, chiarendo le implicazioni dell’emendamento Frassinetti. Ecco la sua mail:

“Cara redazione, caro Nichi Vendola,
mi chiamo Alessandro Breccia e faccio parte dell’Assemblea  Ricercatori Precari dell’Università di Pisa. L’Assemblea aderisce al  CPU (Coordinamento dei precari universitari), nato nell’assemblea  nazionale dello scorso 8 ottobre a Bologna.
Vi scrivo per ringraziarvi del pensiero, perché in questo buio  mediatico nel quale i ricercatori precari sono stati imprigionati il  video di Nichi è davvero prezioso, ma vi scrivo con sconforto perché  anche voi siete caduti nell’abbaglio che purtroppo ha caratterizzato  molti mass-media.

Il video si basa su un errore MARCHIANO: l’emendamento Frassinetti  (sul quale il PD in commissione si è astenuto) NON RIGUARDA i RICERCATORI PRECARI, NON E’ SALVAPRECARI, PREVEDEREBBE LA  PROGRESSIONE DI CARRIERA per 9000 RICERCATORI A TEMPO INDETERMINATO,  quindi NON PRECARI, PROMOSSI al ruolo di DOCENTI (ASSOCIATI).  Apprezzo la buona volontà; vi chiederei però per favore di  informarvi meglio perché QUESTO ERRORE DIVENTA UN BOOMERANG ANCHE  PER VOI: le decine di migliaia di precari (almeno 60mila nei vari  atenei italiani) che nei giorni scorsi si sono incazzate per gli  errori dei giornalisti rischiano di incazzarsi anche con Nichi  Vendola, che ha corroborato col video una falsità, ovvero che ci sia  stato un intervento a favore dei precari della ricerca.”

Ed ecco la pronta risposta di Nichi Vendola:

“Caro Alessandro, so di avere usato un termine inadeguato: l’emendamento bocciato dalla politica tremontiana, per cui nei prossimi sei anni, novemila ricercatori oggi a tempo indeterminato sarebbero diventati “docenti associati” non può essere confuso con un emendamento salva-precari.

So bene che il disegno di legge Gelmini, oltre a precarizzare strutturalmente la figura del ricercatore, non risponde in termini concreti alla necessità di miglioramento della qualità dell’offerta formativa, al diritto allo studio, al reclutamento, alla rimozione del blocco del turn-over, alla necessità di allargare democrazia e partecipazione.

So pure che non lenirebbe il disagio di quei 60.000 ricercatori precari, colonna portante del sistema formativo universitario, che ripongono le loro poche speranze sul nuovo ruolo dei ricercatori a tempo determinato istituito dalla riforma.

Mi scuso per aver anch’io semplificato e per non aver messo sufficientemente in evidenza il propagandismo di regime su una riforma epocale, il cui velo di retorica viene squarciato dall’imponente mobilitazione dei ricercatori e delle ricercatrici che con dedizione stanno disvelando i limiti strutturali di questo provvedimento legislativo il cui impianto determina il declino culturale e democratico delle università italiane.
Vi sono vicino.
Nichi Vendola”

Valentina

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