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Posts Tagged ‘Statuto di Ateneo’

Accade anche nella dotta, rossa, grassa Bologna


L’articolo su “Il fatto quotidiano” ripercorre le tappe dell’approvazione dello Statuto di Ateneo.

Che la strada per Ivano Dionigi fosse tutta in salita si era capito già dal momento del suo insediamento, nell’autunno del 2009. Appena varcata la porta di Palazzo Poggi nelle nuove vesti di magnifico rettore, Dionigi si trova costretto a guidare un’Università come quella di Bologna (83000 studenti, 23 facoltà e sedi sparse tra Bologna, Rimini, Forlì, Cesena e Ravenna) in un mare in tempesta per i tagli di Tremonti prima e per i piani di riforma della Gelmini poi. E in un contesto come quello, il passo dal ruolo accademico a quello politico è breve e quasi impercettibile.

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Invito per il personale temporaneo dell’Università di Sassari


La Commissione Statutaria dell’Università di Sassari organizza un incontro pubblico con il personale temporaneo e “precario” dell’Ateneo.

L’incontro –  aperto comunque a tutti – è rivolto a dottorandi, assegnisti di ricerca, tutores, collaboratori co.co.co. e in generale a tutti coloro che a vario titolo svolgono attività didattiche, di ricerca… o di supporto a compiti tecnico-amministrativi, con contratti a tempo determinato, borse di studio, assegni o simili.

Lo scopo dell’incontro è discutere e raccogliere idee, proposte ed istanze utili per la redazione del nuovo statuto dell’Ateneo.

L’incontro si terrà il 30 marzo 2011 alle ore 18.30 in Aula Magna della Sede Centrale dell’Università di Sassari.

Tutti i partecipanti avranno la possibilità di intervenire. Chi volesse già prenotarsi, è pregato di scrivere a Ivan Blecic (ivan@uniss.it).

TESTO UFFICIALE DELLA RISPOSTA ALL’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE E COMMENTO


Ieri abbiamo anticipato i punti salienti della risposta all’interrogazione parlamentare, mentre oggi è disponibile il testo ufficiale.

“Come riferito dall’onorevole Interrogante, si ricorda preliminarmente che l’articolo 22 della legge 30 dicembre 2010, n. 240, reca disposizioni in materia di «Assegni di ricerca» e che, pertanto, a decorrere dalla data di entrata in vigore della citata legge, è abrogata la previgente normativa in materia (articolo 51, comma 6, legge 27 dicembre 1997, n. 449). Leggi tutto…

16 marzo ore 14.00 in Parlamento si parlerà di assegni di ricerca


La risposta del governo all’interrogazione parlamentare dell’on. Ghizzoni sugli assegni di ricerca è stata calendarizzata per mercoledì 16 marzo alle ore 14.

GHIZZONI, TOCCI, MOTTA, SANGA e BACHELET. –

Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

– Per sapere – premesso che:

l’articolo 29, comma 1, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, afferma che per la copertura dei posti di assegnista di ricerca le università possano avvalersi esclusivamente delle procedure previste dalla stessa legge;

l’articolo 29, comma 11, della stessa legge 30 dicembre 2010, n. 240, dispone l’abrogazione dell’articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, che aveva precedentemente istituito lo strumento dell’assegno di ricerca;

in data 21 gennaio 2011 l’università di Modena e Reggio Emilia con circolare prot. n. 1154 ha affermato che l’entrata in vigore della succitata legge 30 dicembre 2010, n. 240, impedisce all’amministrazione di adottare le procedure di rinnovo degli assegni in corso;

analoghe decisioni sono state assunte da diversi atenei italiani;

tali interpretazioni della legge 30 dicembre 2010, n. 240, parrebbero infondate in quanto la citata legge non dispone alcuna interruzione delle procedure già avviate alla data di entrata in vigore, né intacca i diritti acquisiti dai titolari di assegni di ricerca che, nel bando originale, prevedevano esplicitamente la possibilità di rinnovo -:

se il Ministro non ritenga opportuno chiarire la corretta interpretazione delle disposizioni di cui all’articolo 22 e all’articolo 29, comma 1, della legge 30 dicembre 2010, n. 240;

se non ritenga necessario emanare quanto prima il decreto di cui all’articolo 22, comma 7, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, per determinare il trattamento economico minimo spettante ai titolari degli assegni di ricerca di cui allo stesso comma, onde consentire alle università di procedere all’emanazione di bandi per assegni di ricerca di cui allo stesso articolo 22 ed evitare un blocco che avrebbe conseguenze negative sull’operatività immediata dei gruppi di ricerca.
(5-04231)

 

Pisa la prima Università d’Italia a riconoscere una rappresentanza ai precari


All’interno della Commissione per la modifica dello Statuto
dell’Università di Pisa sarà presente un rappresentante dei ricercatori precari. Al rappresentante, senza diritto di voto, sarà riconosciuto diritto di parola e di proposta su tutte le questioni affrontate. Si tratta di un compromesso – i precari chiedevano anche il diritto di votare all’interno della Commissione – ma allo stesso tempo la decisione di oggi rappresenta una novità assai rilevante, che fa di Pisa la prima Università d’Italia a riconoscere una rappresentanza ai ricercatori e ai docenti non strutturati (circa tremila solo nell’ateneo pisano). Nonostante i tempi assai stretti abbiamo deciso di organizzare una consultazione elettorale, che si svolgerà giovedì 24 febbraio dalle 10 alle 18 nel palazzo della Sapienza (v. Curtatone e Montanara), volta a designare il rappresentante del personale non strutturato all’interno della Commissione.

CPU DI FIRENZE – SULLA DESIGNAZIONE DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE DI REVISIONE DELLO STATUTO DI ATENEO


Il CPU-Frenze (Coordinamento Precari della ricerca e della docenza-Università) esprime il proprio dissenso per l’esclusione dalla Commissione di revisione dello Statuto di Ateneo dei propri rappresentanti, candidatisi in quanto parti coinvolte nel processo di riforma dell’Università attualmente in corso.

L’entrata in vigore delle nuove norme segna un momento di transizione molto importante e, nello stesso tempo, drammatico, soprattutto per chi vive già nell’incertezza della propria posizione lavorativa, non avendo una posizione stabile e strutturata all’interno dei dipartimenti. Si tratta molto spesso di assegnisti, contrattisti, borsisti o ricercatori a tempo determinato che, in base alle nuove norme (art. 18 L. 240/2010), potrebbero fin da oggi restare esclusi dall’attività di ricerca malgrado siano parte integrante della comunità scientifica.

Il lavoro dei ricercatori/docenti precari oltre a non trovare un adeguato riconoscimento in termini previdenziali, assistenziali ed economici, è stato ora considerato insufficiente a garantire credito per la partecipazione alla scrittura di un documento di valore fondativo come lo Statuto di Ateneo, peraltro in un momento in cui una rappresentanza precaria si rendeva ancor più necessaria a causa dell’eliminazione della figura di ruolo del ricercatore a tempo indeterminato, operata dalla Gelmini, e la conseguente istituzionalizzazione del precariato nella terza fascia docente.

Auspichiamo che, persa una grande occasione democratica di scrittura partecipata della carta statutaria, la creazione di un tavolo di confronto e di un coinvolgimento delle realtà precarie possa sopperire all’esclusione delle categorie più deboli dei lavoratori di cui l’ateneo continua ad avere pressante bisogno per svolgere attività di didattica e di ricerca e che ne rappresentano il futuro.

CPU-Firenze

CPU-Coordinamento nazionale Precari della ricerca e della docenza-Università

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