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Posts Tagged ‘crisi’

Invito Assemblea precari FLC – Roma 7 dicembre 2012


Riceviamo e pubblichiamo l’invito all’assemblea organizzata dai precari FLC-CGIL di scuola e università:

Care precarie e cari precari,
vi invitiamo a partecipare all’assemblea nazionale dei precari della conoscenza che si terrà

venerdì 7 Dicembre 2012 a Roma, dalle 10.30 alle 17.30, presso  l’ITT C. Colombo in via Panisperna 225.

La scuola, l’università e la ricerca pubblica, così come i settori della scuola non statale, della formazione professionale e di quella artistica e musicale sono stati gravemente colpiti dai provvedimenti del governo attuale e di quello che lo ha preceduto. In questo scenario disastroso all’instabilità politica, economica e sociale del nostro paese corrisponde una sola condizione stabile: la precarietà del nostro lavoro.

Nessuno di noi si è ritenuto assolto, ma sappiamo anche che dopo le intense mobilitazioni degli ultimi anni, in cui siamo stati protagonisti insieme agli studenti medi e universitari, oggi ciò che ci troviamo davanti sono solo macerie. Non possiamo solo restare a guardarle con rabbia, è necessario ripartire.

La precarietà del nostro lavoro in Italia è oggi essenzialmente assenza di diritti, di tutele e di rappresentanza e se vogliamo superare la condizione di grave disagio che pesa sulle nostre spalle, sulle nostre famiglie e sul nostro futuro dobbiamo pretendere che l’investimento sulla conoscenza, le opportunità di lavoro e il welfare della generazione precaria siano al centro dell’azione del prossimo governo e dell’agenda delle forze politiche che ambiscono a rappresentarci.

Abbiamo il sospetto che per sopravvivere oggi, nell’epoca della meritocrazia senza opportunità, sia necessario avere un’idea chiara sul domani che vogliamo. Per condividerla, costruirla insieme e far sì che sia parte integrante della proposta della FLC CGIL vi invitiamo a ripartire insieme da via Panisperna il prossimo 7 Dicembre 2012.

Roma, 1 Dicembre 2012

Coordinamento Nazionale Precari della Conoscenza FLC CGIL

Non è un paese per dottorandi


L’articolo pubblicato il 10 novembre su La Repubblica, firmato da Manuel Massimo, sulla situazione e le prospettive per i dottorandi italiani

http://www.repubblica.it/scuola/2010/11/10/news/dottorandi_nel_caos-8959626/

Comunicato congiunto CPU – Rete29Aprile


Comunicato congiunto CPU –  Rete29Aprile

L’avvio della discussione del DdL Gelmini nell’aula della Camera dei Deputati è stato fissato per il prossimo 18 novembre. In realtà si tratta di una data quanto mai aleatoria, sulla quale pesano le incognite legate alla gestione autocratica delle risorse da parte del ministro Tremonti e le tante debolezze interne del governo.

Riteniamo però fondamentale che la settimana prossima veda una forte ripresa della mobilitazione contro il DdL in tutte le università italiane. La pausa imposta dalle difficoltà interne alla maggioranza e dai segnali di opposizione provenienti dal mondo universitario, non ha indotto il governo alla  necessaria riflessione critica. Nessuna proposta è stata recepita, nessuna obiezione è stata ascoltata. Le ragioni della protesta erano forti ieri e sono ancora più forti oggi.

Ribadiamo la nostra ferma opposizione ad un DdL che intende cancellare il carattere pubblico dell’istruzione universitaria, concedere poteri smisurati alle stesse caste responsabili della cattiva gestione degli atenei negli ultimi anni, trasformare i consigli di amministrazione delle università in luoghi di lottizzazione i cui seggi saranno spartiti fra amici e sodali del potente di turno, trasformare il diritto di studio in indebitamento preventivo, estendere la precarizzazione della docenza e della ricerca cancellando prospettive e sopprimendo diritti, restringere le prospettive di carriera di ricercatori e docenti, scatenare insani conflitti fra categorie a tutti i livelli, dalle facoltà all’interno dei singoli gruppi di ricerca.

Per queste ragioni, invitiamo tutte le componenti universitarie e tutte le sedi locali ad intraprendere iniziative ad ogni livello e chiediamo ad atenei, facoltà e corsi di laurea iniziative di sospensione della didattica a partire dal 15 novembre e a tutti gli universitari di aderire allo sciopero nazionale del 17 novembre.

Coordinamento Precari delle Università – Rete29Aprile

Immagina Bologna senza l’Università


Immagina Bologna senza l’Università.

Immagina l’Università senza gli studenti.

Immagina l’Università senza i ricercatori, quelli strutturati e quelli precari, che il contratto lo devono inventare di anno in anno, di semestre in semestre.

Immagina un’Italia senza diritto allo studio, senza alcun sostegno per chi vuole cambiare il suo futuro e quello del suo paese, immagina un paese dove il figlio del notaio farà sempre il notaio, e il figlio dell’operaio farà sempre l’operaio perché lo stato non gli consente di studiare, non gli garantisce il diritto a scegliere, a decidere chi vuol essere e cosa vuole fare.

Immagina un’Italia senza i 70.000 ricercatori precari e l’Università di Bologna senza i suoi 2000 precari:
quelli che ogni giorno salvano il bilancio grazie al loro lavoro sotto pagato e non riconosciuto,
quelli che fanno lezione in aule immense e stipate di studenti,
quelli che si ritrovano a ragionare con pochi studenti in aule minuscole spesso non riscaldate,
quelli che vivono nelle biblioteche e negli archivi polverosi e profumati di carta vecchia e quelli rinchiusi per ore in un laboratorio a guardare dentro a un microscopio.

Immagina un paese dove precario non è solo il contratto di chi trasmette sapere ma anche l’accesso a quel sapere.

Immagina un paese dove non si pensa, non si critica, non si sceglie, non si cambia, non si migliora. Immagina quale futuro può avere quel paese.

E poi immagina qualcosa di completamente diverso…

Flash Mob per l’ università pubblica, il reddito e i diritti.
Bologna, 15 novembre, ore 15.00, sotto le due torri.


PATTO SOCIALE, PRIMI ACCORDI “UN MILIARDO PER LA RICERCA”


La presidente di Confindustria ha illustrato il pacchetto sulla ricerca, che ad esempio richiede un miliardo di euro. Si va dalla costituzione di una «rete di innovazione» con borse di studio, contratti di sostegno alle imprese e interventi di credito delle banche, al varo di un piano nazionale per la ricerca e innovazione. Ma soprattutto, si chiede il finanziamento per il 2011 di ricerca attraverso lo strumento automatico del credito d`imposta.

Qui trovate il resto dell’articolo apparso oggi su “La Stampa”:

http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=51984783

Napoli 30/10: Manifestazione promossa dai precari della scuola


Il CPU aderisce alla manifestazione nazionale in difesa della scuola pubblica, per il diritto allo studio, per il lavoro indetta dal coordinamento precari della scuola per il 30 ottobre a Napoli. Nell’affermare il nostro sostegno a tutte le iniziative in difesa dell’istruzione pubblica, della cultura, della dignità del lavoro, cogliamo l’occasione per esprimere la nostra solidarietà a Salvatore Prinzi, precario universitario napoletano ingiustamente arrestato lo scorso 15 ottobre nel corso di una pacifica manifestazione contro la cosiddette “riforme” della scuola e dell’università.

Roma, 27 Ottobre 2010
CPU – Coordinamento nazionale Precari Università
ricercatoriprecari-dibattito@googlegroups.com

Resoconto dell’assemblea nazionale: “Uniti contro la crisi”


Il 17 ottobre, ospitata dalla Facoltà di Scienze Politiche de La Sapienza, c’è stata un’assemblea nazionale davvero partecipatissima che ha visto la presenza, non solo, di tutti i soggetti che negli ultimi mesi si sono più mobilitati nel mondo della scuola, dell’Università e della ricerca (studenti medi, universitari, precari della scuola, ricercatori precari e strutturati), ma anche di movimenti sociali (dai centri sociali ai movimenti per l’acqua pubblica) e di rappresentanti dei sindacati (Fiom e Flc).

A partire dall’appello trasversale per la manifestazione del 16 “Uniti contro la crisi”, al centro della discussione c’è stata la necessità, non più prorogabile, di costruire tutti insieme -e nel rispetto delle reciproche differenze ed autonomie- un fronte comune per un’alternativa di sviluppo e perchè a pagare questa crisi non continuino ad essere proprio quei soggetti che producono ricchezza (lavoratori, precari, studenti…), che non hanno contribuito a determinarla e che ne stanno sempre più subendo le
conseguenze.

In particolare, le proposte di mobilitazione comune si sono articolate fondamentalmente su quattro questioni:


1) l’investimento su saperi, formazione e ricerca come elemento strategico;

2) la difesa dei beni comuni come beni pubblici (innanzitutto l’acqua ma anche la terra e lo stesso sapere);

3) la difesa del contratto collettivo nazionale e dei diritti nel lavoro ed il problema dell’estensione di tali diritti contro la precarietà;

4) la questione della riforma del welfare e dell’introduzione di forme di reddito di cittadinanza anche in Italia.

Per quanto riguarda i contenuti dell’assemblea, il documento finale sia e le prossime scadenze di mobilitazione potete consultare i siti:

Global Project
oppure su:

Link – coordinamento universitario

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